Elisoccorso umbro a rischio: opposizione denuncia possibile cessione

Pace interroga Proietti sul futuro dell’elisoccorso umbro

Servizio fondamentale minacciato da accordo con Toscana, allarme

Il servizio di elisoccorso della Regione Umbria, che ha effettuato quasi 500 interventi in poco più di un anno, si trova al centro di un acceso confronto politico. I consiglieri regionali dell’opposizione, in particolare Donatella Tesei (Lega) ed Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), hanno sollevato un forte allarme riguardo a un possibile trasferimento del servizio alla vicina Regione Toscana. La giunta regionale di centrosinistra, guidata dalla presidente Donatella Proietti, viene accusata di voler svendere un elemento strategico della sanità locale.

Una dettagliata analisi, ottenuta grazie a una richiesta di accesso agli atti, ha messo in luce come l’elisoccorso “Nibbio” abbia garantito ben 498 interventi tra il 27 febbraio 2024 e il 31 luglio 2025. Questo dato sottolinea il ruolo essenziale che il servizio ricopre nel sistema di emergenza sanitaria regionale, confermando la sua importanza nell’offrire risposte tempestive e salvavita alla popolazione umbra.

Al centro delle preoccupazioni politiche vi è un Protocollo d’Intesa che prevedeva una collaborazione operativa tra Umbria e Toscana nell’ambito del servizio di elisoccorso. Tale accordo, sottoscritto con enfasi dai presidenti delle due regioni, Eugenio Giani e Donatella Proietti, è stato però ritirato dopo forti proteste pubbliche e polemiche mediatiche. Nonostante il ritiro, l’opposizione teme che simili iniziative possano essere riproposte, con il rischio concreto di una progressiva perdita di autonomia per il servizio umbro.

L’attuale configurazione autonoma dell’elisoccorso regionale, con base a Foligno, deriva da una scelta politica della precedente amministrazione di centrodestra. Prima di febbraio 2024, l’Umbria condivideva il servizio con le Marche, una soluzione che causava frequenti ritardi e un accesso meno efficiente per gli utenti umbri. La mancanza di un proprio elicottero obbligava a utilizzare mezzi di altre regioni, aumentando notevolmente i costi operativi. L’introduzione di un elisoccorso autonomo ha permesso invece di garantire interventi più rapidi e una presenza costante di risorse dedicate.

L’opposizione evidenzia come il servizio sia stato recentemente potenziato con il conseguimento dell’abilitazione ai voli notturni, un traguardo che ne aumenta ulteriormente l’efficacia e la disponibilità nelle emergenze.

Viene inoltre criticata la possibile motivazione economica dietro una cessione: mentre la giunta di centrosinistra ha imposto aumenti fiscali per oltre 180 milioni di euro, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sanità, la prospettiva di abbandonare il servizio di elisoccorso rappresenterebbe un contraddittorio depotenziamento dei servizi stessi.

I consiglieri Tesei e Pace hanno annunciato l’intenzione di opporsi con forza a qualunque tentativo di svendita dell’elisoccorso, considerato un pilastro imprescindibile per la salute pubblica regionale. La questione resta aperta e fonte di tensioni, con l’opposizione che continua a monitorare possibili nuove trattative con la Regione Toscana. La comunità umbra, testimone dell’efficacia del proprio elicottero, attende ora sviluppi sul futuro di un servizio che ha dimostrato di essere cruciale per la sicurezza sanitaria della regione.

 

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