Duecento pazienti al Pua: aperto sportello sanitario a Perugia

Duecento pazienti al Pua: aperto sportello sanitario a Perugia

Open day per presentare servizi socio-sanitari della struttura

Il Punto unico di accesso della Casa della comunità di Ponte San Giovanni raggiunge quota duecento utenti dall’avvio operativo dello scorso febbraio. I dati emersi mostrano una distribuzione variegata delle richieste: oltre la metà degli interventi ha carattere socio-sanitario integrato (55%), seguita dalle prestazioni esclusivamente sanitarie (25%), mentre il restante 20% si divide equamente tra contatti telefonici e assistenza sociale.

La direzione sanitaria dell’USL Umbria 1, in collaborazione con Regione Umbria e amministrazione comunale perugina, ha promosso una giornata informativa destinata a cittadini e realtà associative del territorio. L’iniziativa mira a illustrare concretamente le opportunità assistenziali disponibili presso la struttura di Ponte San Giovanni.

L’evento rappresenta il primo di una serie programmata per tutte le undici Case della comunità previste dal piano regionale, delle quali quattro risultano attualmente operative e pronte ad accogliere analoghi punti di accesso.

“Il servizio costituisce il fulcro della programmazione sanitaria regionale”, ha dichiarato Emanuele Ciotti, alla guida della direzione generale USL Umbria 1. Il dirigente ha evidenziato come la struttura incarni “il luogo dell’accoglienza e dell’orientamento” per la presa in carico integrata degli utenti, garantendo equità nell’accesso alle informazioni e nell’avvio di percorsi assistenziali personalizzati.

L’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Perugia, Costanza Spera, ha sottolineato la collaborazione immediata instaurata con l’azienda sanitaria locale per creare un punto di osservazione diretto delle necessità territoriali. “Il Pua rappresenta la chiave di volta verso l’integrazione socio-sanitaria”, ha affermato Spera, evidenziando i riscontri incoraggianti emersi dai primi mesi di funzionamento dello sportello.

Barbara Blasi, responsabile del Distretto del Perugino per l’USL Umbria 1, ha descritto la struttura come “un luogo autentico ed efficace” dove si concretizza l’integrazione tra servizi sanitari e sociali. La presenza continua di due operatrici sociali qualificate garantisce un ascolto qualificato e personalizzato per ogni cittadino che si rivolge al servizio.

Il target di riferimento comprende singoli individui e nuclei familiari residenti o temporaneamente presenti nel territorio, che manifestano necessità sanitarie, socio-sanitarie o sociali, con particolare attenzione verso situazioni di fragilità e vulnerabilità. La struttura accoglie qualsiasi richiesta indipendentemente dalla documentazione disponibile per certificare lo stato di bisogno, anche quando si tratta di necessità temporanee.

L’approccio adottato punta alla razionalizzazione e semplificazione delle procedure relative alla presa in carico degli utenti, eliminando ostacoli burocratici che potrebbero ritardare l’erogazione dell’assistenza necessaria.

Il modello assistenziale sperimentato a Ponte San Giovanni rappresenta un prototipo per l’espansione territoriale dei servizi integrati, con l’obiettivo di garantire copertura omogenea su tutto il comprensorio dell’USL Umbria 1.

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