Covid e vaccinazioni, aperte prenotazioni per tutti i cittadini nati nel 1941

 
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Covid e: vaccinazioni, aperte prenotazioni per tutti i cittadini nati nel 1941

Covid e vaccinazioni, aperte prenotazioni per tutti i cittadini nati nel 1941

Aperte in Umbria da oggi, lunedì 22 marzo, le prenotazioni per la vaccinazione anti Covid-19 per tutti i cittadini della classe 1941, compresi coloro che non hanno ancora compiuto gli 80 anni di età. La prenotazione può essere effettuata tramite il portale regionale vaccinocovid.regione.umbria.it   o in farmacia. Sarà possibile ricevere la somministrazione, con il vaccino Pfizer, già nei prossimi giorni.

Per gli ultraottantenni che hanno già fissato un appuntamento per il mese di maggio rimane attiva la possibilità di anticipare la prenotazione ad aprile.

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Covid: Galli (Sacco), ‘gravissimo avere anziani sottovaccinati’

‘Come errore è stato bloccare AstraZeneca senza avere in mano evidenze’

“Il vaccino è arrivato già in ritardo, va ricordato. Quando si è fatta una programmazione forse azzardata, favorendo i settori di pubblica utilità e ipotizzando che a quel punto si sarebbe stati molto avanti nei confronti degli anziani, quel che è successo è che i settori di pubblica utilità, anche perché molto più raggiungibili, hanno finito per essere vaccinati” mentre “gli anziani – davanti al fallimento in alcune Regioni e certamente in Lombardia del sistema di convocazione – hanno avuto i loro grandi problemi e continuano a essere sottovaccinati ed è una cosa gravissima. Perché quelli che riempiono gli ospedali e vanno all’altro mondo sono gli anziani”. Lo ha sottolineato Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’università Statale di Milano, intervenendo ad ‘Agorà’ su Rai3.

“L’importanza di vaccinare gli anziani è per garantire a loro di superare il rischio della malattia, ma anche al sistema di funzionare dal punto di vista dell’assistenza sanitaria in generale e di non dover avere importanti sacrifici di attività cannibalizzate dall’assistenza per Covid – ha aggiunto l’esperto – E’ un problema di gravità assoluta che continua a riproporsi: stiamo di nuovo rimandando una serie di interventi e prestazioni sanitarie per il fatto che il sistema è assorbito nelle sue attività prevalentemente da Covid”.

Detto questo, ha concluso Galli, “sarebbe stato necessario capire prima che dovevamo cambiare musica visto che il vaccino non c’era. E non è stata certo una dimostrazione di grande leadership andare dietro a Germania in maniera abbastanza acritica bloccando il vaccino AstraZeneca prima di avere in mano evidenze. Secondo me per gli eventi molto rari prima si fa l’inchiesta e poi si sospende il vaccino eventualmente, perché facendo viceversa si fanno solo danni in momento in cui di vaccino ce n’è troppo poco. La domanda è cosa ci sta a fare l’Ema se poi i governi decidono loro quando fa comodo a loro ed è come se non ci fosse. La flessibilità degli accordi mi sembra che diventa plasmabile alla necessità politica del momento”.

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