Covid, direttore Londra Italia, variante Gb e Brexit doppia frustrazione

E ''noi soffriamo di più, perché abbiamo un piede a Londra e uno in Italia''

 
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Covid, direttore Londra Italia, 'variante Gb e Brexit doppia frustrazione

Covid, direttore Londra Italia, variante Gb e Brexit doppia frustrazione

La variante inglese del coronavirus e la Brexit, un binomio che crea ”una grande frustrazione e preoccupazione” per gli oltre 500mila italiani che vivono a Londra e dintorni. Lo spiega all’Adnkronos Francesco Ragni, direttore e fondatore del giornale online ‘Londra, Italia’, dal 2014 testata di riferimento per la comunità italiana nella capitale britannica. ”C’è la preoccupazione di sapere che sono aumentati i contagi e bisogna fare più attenzione di prima”, spiega, ma ”Londra non è in preda al panico, la situazione non è fuori controllo”.

Certo, dice, ”c’è anche un elemento geografico, il fatto che siamo su un’isola, che tra pochi giorni si chiude tutto e passa la Brexit. Anche il fatto di essere qui e di sapere di non poter prendere un aereo per tornare in Italia ha un effetto simbolico, emotivo, forte”. E questo avviene ”proprio nel momento in cui tagliamo il cordone ombelicale con la Brexit”, aggiunge il docente alla Buckinghamshire New University, sottolineando che questo rappresenta un ”altro elemento grosso di forte preoccupazione”.
  • E ”noi soffriamo di più, perché abbiamo un piede a Londra e uno in Italia”, prosegue Ragni, siciliano di nascita e a Londra dal 2009.

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”C’è stanchezza e preoccupazione”, insiste, anche perché ”la chiusura dei voli ha avuto un impatto pratico e immediato su molti di noi. Io avevo un figlio a Roma ed è arrivato domenica pomeriggio, forse con il penultimo volo. So di tanti amici e conoscenti che avevano in programma di andare in Italia per Natale o Capodanno e non lo hanno potuto fare. O lo hanno fatto e ora non sanno se e quando potranno rientrare”. Ragni cita anche la corsa al test per il coronavirus fatta in precedenza per poter tornare in Italia, come previsto dal Dpcm, spendendo ”privatamente dalle 100 alle 350 sterline. Oltre al danno, chi lo ha fatto ha avuto la beffa di non essere controllato in Italia”.

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Parlando di ”situazioni individuali”, citando il danno di chi ”ha un ristorante o un negozio ed è stato costretto a chiudere”, oppure la situazione meno problematica di ”chi ha la famiglia vicina”, Ragni racconta di essere ”andato con mia moglie al supermercato a fare scorte” anche dopo la decisione della ”Francia, che ha chiuso i porti per 48 ore”. Insomma ”la situazione è in evoluzione, non si possono fare programmi, ma micro valutazioni sul rischio”.

(Brt/AdnKronos)

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