Coronavirus rimpatrio italiani stesso protocollo usato su aereo per Ebola

Coronavirus rimpatrio italiani stesso protocollo usato su aereo per Ebola

Coronavirus rimpatrio italiani stesso protocollo usato su aereo per Ebola

“Di solito, per carattere, tendo a completare cio’ che ho iniziato”. Risponde cosi’ il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, interpellato dall’agenzia Dire in merito alla possibilita’ di un suo ritorno in Cina per recuperare eventualmente altri italiani bloccati nel Paese a causa del nuovo coronavirus. Sileri era sul volo che lo scorso 3 febbraio ha riportato i 56 italiani da Wuhan in Italia, su cui viaggiava anche l’uomo poi risultato positivo al test.

A bordo del Boeing 767 sono stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza, gli stessi utilizzati per Ebola. Ma si tratta dello stesso aereo utilizzato nel 2014 per affrontare l’altra emergenza? “Francamente non so se si tratti dello stesso aereo- ha risposto Sileri alla Dire- sicuramente questo era un aereo, un Boeing 767, adattato per un’emergenza del genere.

Aveva un’area posteriore separata, a sua volta divisa in altre due parti: c’era una zona rossa (per gli italiani da riportare, ndr), una gialla per il cambio e una zona verde invece pulita. Quindi era un aereo attrezzato con tre aree, che ricordano un po’ quelle dell’ospedale, dove c’e’ appunto un’area verde, una gialla per cambiarsi e una rossa dove c’e’ il paziente infetto”.

Quanto alla tuta di sicurezza indossata da tutto il personale a bordo, ovviamente anche da Sileri, si tratta di “indumenti personali di protezione chiaramente ermetici- ha raccontato il viceministro- che coprono dalla testa ai piedi, comprendendo anche calzari, mascherine, occhiali e guanti. Quindi una protezione assoluta”, ha concluso. (Cds/ Dire)

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