Coronavirus, le mascherine fatte con gli assorbenti delle donne, l’alternativa

 
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Coronavirus, le mascherine fatte con gli assorbenti delle donne, l’alternativa

di Morena Zingales
Non ci sono più mascherine! E’ ormai inevitabile. All’aumentare dei contagi sarà sempre peggio. Le mascherine che si indossano non durano all’infinito, sono monouso e devono essere sostituite ogni 8/10 ore. Se medici di medicina generale, che in Umbria sono oltre 4 mila, le dovessero sostituire sarebbero oltre 8 mila al giorno. Se le moltiplicassimo per tutti i giorni, l’uso delle mascherine sarebbe incredibile. E questo solo per i medici di famiglia che potrebbero andare a fare visite mediche a domicilio.

“Le mascherine non ci sono e oggi bisogna pensare un nuovo modello di protezione con quello che noi abbiamo a disposizione e che diano una certa protezione” – ha spiegato il dottor Gianluigi Rosi, Angiologo. Da qui è nata l’idea di fare qualcosa di diverso. Le mascherine non ci sono più perché le produceva la Cina e al momento da quei posti non arriva più niente e oggi fare una mascherina così non è facile.

Gli assorbenti utilizzati dalle donne, possono rappresentare l’alternativa! “Sono perfetti e anche impermeabili dal un lato, dall’altro sono morbidi e si trovano in qualunque supermercato – ha detto Rosi – manca solo come fissarli, ma questo non è una difficoltà. Si possono realizzare artigianalmente, basta trovare degli elastici e bloccarle in qualche maniera con dei gancetti, tipo quelli della cucitrice. Facciamoci venire delle idee, perché se la situazione dovesse complicarsi ci saranno sempre meno mascherine. Io e qualche altro medico l’abbiamo avuta”.

Il dottor Rosi poi interviene anche su quello che è stato detto e cioè sostenere che le mascherine devono essere indossate solo da coloro che hanno i sintomi. “E sbagliato – ha ribadito -, perché esiste una fase asintomatica, nel senso che una persona potrebbe non tossire, ma avere delle goccioline che fuoriescono dalla bocca e che vanno a contaminare. Ecco che chi va al supermercato si metta una protezione di qualunque tipo che abbia una certa efficacia”.

Una prevenzione per ridurre il rischio: “Bisogna anche pensare a quelle che possono essere delle modalità innovative – ha aggiunto -. Questo in medicina è una cosa assoluta, non si può stare sempre dietro a quello che ha fatto qualcun altro. Bisogna averle delle idee e portarle avanti, altrimenti rischiamo di contaminare. Più stiamo in casa e meno rischiamo la contaminazione. Però ci sono delle situazioni in cui è inevitabile che uno si muova, se guardiamo i medici e gli infermieri. Dobbiamo pensarci, valutare e studiare alternative – ha concluso il medico – anche con la disponibilità di un ingegnere biomedico, perché le contaminazioni con il passare degli anni saranno sempre peggio”.


1 Commento

  1. Basta copiare le maschere militari o antigas, altrimenti quelle facciali da sub (che si rilavano e riusano) anche se non filtrerebbero…

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