Coronavirus di Wuhan si trasmette più velocemente di come si credeva

Coronavirus di Wuhan si trasmette più velocemente di come si credeva

Coronavirus di Wuhan si trasmette più velocemente di come si credeva

Il nuovo coronavirus sembra passare più facilmente da persona a persona di quanto pensato in un primo momento. A dichiararlo è stato il dottor David Heymann, dell’Organizzazione mondiale della sanità, citato dalla Cnn. “Assistiamo ora ad una diffusione di seconda e terza generazione“, ha dichiarato il responsabile della commissione Oms che sta raccogliendo dati sul virus. Per diffusione di terza generazione si intende il passaggio del virus da chi si è infettato venendo a contatto con animali al mercato di Wuhan ad una seconda persona, e da questa ad una terza.

Inizialmente il virus sembrava passare solo attraverso contatti molto ravvicinati, abbracci, baci o condivisione di utensili da cucina. Ora emergono elementi dai quali appare che contatti più distanti potrebbero diffondere il virus, come ad esempio se una persona malata starnutisse o tossisse vicino al viso di qualcun altro./AdnKronos
COME E' COMINCIATO
“Buongiorno da Wuhan, capitale dell’Hubei e popolosa metropoli della Cina centrale, nonché punto di snodo dei traffici fluviali e ferroviari che attraversano il Paese”. Inizia così il racconto di Francesco Barbero e Xiaowei Yan, marito e moglie, lui infermiere di area critica e lei medico d’emergenza nella città dove tutto è cominciato. E’ una cronaca dal cuore dell’epidemia provocata dal nuovo coronavirus, da una metropoli blindata, quella che i due camici affidano al sito ‘Medical Facts’ del virologo Roberto Burioni. “Oggi la metro era deserta, tra la paura dell’epidemia e l’avvenuta partenza di studenti e lavoratori verso le loro città di origine, in vista dell’inizio delle festività del Capodanno cinese” scrivono Francesco e Xiaowei, descrivendo anche l’aria che tira a Wuhan. “I social cinesi, sebbene sottoposti a controllo (e censura in alcuni casi) – dicono – vivono oggi un’esplosione di rabbia, sfiducia e frustrazione. Solo il livello di governo centrale poteva autorizzare la pubblicazione degli aggiornamenti e l’improvviso aumento dei numeri è visto come una contromisura per adattarsi ai modelli pubblicati all’estero”. Per capire l’escalation vissuta nel giro di pochissimi giorni, bisogna fare un salto indietro. I due camici raccontano che “a ‘rovinare’ il clima di serenità ci ha pensato il modello epidemiologico dell’Imperial College di Londra: secondo i loro calcoli, i casi d’infezione erano stimati in un numero compreso tra quasi 1.000 e 2.300. Quindi, dallo scorso 17 gennaio, l’autorità municipale ha ricominciato ad aggiornare i numeri dei nuovi casi confermati: 17, poi 59, ancora 77 il 19 gennaio e infine 60 lo scorso lunedì. In appena 4 giorni, 213 nuovi contagiati e un numero crescente di casi sospetti. Oggi (22 gennaio), il numero totale dei contagiati nell’intera Cina è salito a 544, con 17 decessi”. Pur essendo entrambi operatori sanitari, “non siamo direttamente coinvolti nella risposta ospedaliera” precisano i due camici, che però hanno assistito al crescere della preoccupazione nella comunità medica locale e hanno vissuto i momenti in cui cominciavano a emergere le prime informazioni su una misteriosa polmonite. “Era il pomeriggio del 27 dicembre, quando in uno dei gruppi wechat popolato da addetti ai lavori iniziava a circolare la notizia di diversi casi di polmonite d’origine sconosciuta, ricoverati nella succursale del Central Hospital of Wuhan (Houhu branch)” ricostruiscono. “Poi nessuna notizia, fino al comunicato ufficiale dell’autorità sanitaria municipale di Wuhan nel pomeriggio del 31 dicembre scorso: 27 casi, di cui 7 critici, ricoverati con diagnosi di polmonite e tutti collegati al mercato ittico di Huanan. Veniva ancora indicata come presunta causa una polmonite virale ‘al momento senza ovvia trasmissione uomo a uomo e senza infezioni nello staff sanitario'”. Il giorno seguente, il mercato di Huanan viene chiuso per essere ispezionato e successivamente sanificato. “Il mercato dista appena 2 chilometri dall’ospedale e appena qualche centinaio di metri da una delle stazioni principali della città (Hankou Railway Station) – descrivono Francesco e Xiaowei -. Nella successiva settimana era ‘business as usual’: la solita metro affollata, pochissime mascherine in giro (per far fronte ai livelli d’inquinamento) e ristoranti pieni. Anche il mercato ‘chiuso’ aveva ripreso forma, riorganizzandosi in cortili e magazzini della città”. Il 9 gennaio, “le autorità del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) cinese informavano che all’origine dell’infezione era stato individuato un nuovo coronavirus, diverso da Sars e Mers, dichiarando ancora che non vi fosse evidenza di trasmissione interumana” ricordano i due camici. E “nello stesso giorno si registrava il primo decesso, uno dei lavoratori del mercato ittico, affetto da gravi condizioni di salute pre-esistenti”. I giorni passano, “nessuna nuova, buona nuova: nonostante la comparsa di un primo caso all’estero (Thailandia, 13 gennaio), i comunicati ufficiali non segnalavano alcun nuovo caso confermato” dicono Francesco e Xiaowei. Poi i numeri hanno cominciato a correre. E ormai gli occhi del mondo sono puntati sul nuovo coronavirus che tiene le autorità sanitarie col fiato sospeso.
Al momento, ha però anche sottolineato, non ci sono prove che il virus si trasmetta per via aerea e che potrebbe diffondersi all’interno di una stanza, come accade ad esempio con l’influenza o il morbillo./Agi

Virus Cina: l’ allarme e’ globale, il mondo si difende 

Il mondo e’ in allerta per il coronavirus, la cui origine e’ stato individuata a Wuhan, in Cina. Diversi Paesi hanno preso iniziative per evitare la diffusione. L’ epidemia e’ gia’ stata rilevata in Giappone, Hong Kong, Macao, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Singapore, Vietnam e Stati Uniti. Di seguito le principali azioni di contrasto: – Cina: Pechino ha messo in quarantena Wuhan, sospendendo il trasporto pubblico, chiudendo strade e cancellando voli e treni da e per la citta’ di 11 milioni di persone. La vicina Huanggang ha dichiarato che sospendera’ i trasporti pubblici e i servizi ferroviari e alle persone e’ stato detto di non lasciare la citta’ , che conta 7,5 milioni di abitanti. La Citta’ Proibita di Pechino – che ha visto 19 milioni di visitatori l’ anno scorso – verra’ chiusa da sabato. Le autorita’ cittadine hanno anche cancellato eventi su larga scala per il nuovo anno lunare. – Thailandia: i funzionari hanno introdotto scansioni termiche obbligatorie dei passeggeri che arrivano negli aeroporti di Bangkok, Chiang Mai, Phuket e Krabi da zone ad alto rischio in Cina. – Hong Kong: e’ in stato di massima allerta, effettua scansioni all’ aeroporto – uno dei piu’ trafficati del mondo – e su altre tratte terrestri e marittime internazionali. La compagnia aerea Cathay ha sospeso i voli per Wuhan fino al 29 febbraio. I biglietti per i treni ad alta velocita’ per la citta’ non vengono piu’ venduti. – Taiwan: ha emesso avvisi di viaggio e ha raggiunto il secondo livello di allerta per Wuhan, raccomandando di non recarsi in citta’ . – Corea del Sud: ha invitato i cittadini a non recarsi a Wuhan. – Macao: ha cancellato le feste per il Capodanno – Singapore: l’ aeroporto, che accoglie 430 voli dalla Cina ogni settimana, ha iniziato lo screening dei voli da Wuhan all’ inizio del mese e questa settimana ha esteso i controlli a tutti i voli dalla Cina. – Usa: hanno ordinato lo screening dei passeggeri in arrivo su voli diretti o in coincidenza da Wuhan, anche negli aeroporti di New York, San Francisco e Los Angeles. – Emirati: L’ aeroporto di Dubai, uno dei maggiori snodi aerei del mondo, ha dichiarato che effettuera’ lo screening termico di tutti i passeggeri che arrivano dalla Cina in “gate chiusi e sicuri dell’ aeroporto”. – Ue: La Commissione europea ha dichiarato di seguire “molto da vicino” la situazione dopo che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha innalzato il livello di rischio che il virus entri nell’ Ue da basso a moderato. – Italia: controlli di temperatura per i passeggeri in arrivo da Wuhan all’ aeroporto di Fiumicino. Molti passeggeri sono arrivati giovedi’ da Wuhan indossando maschere e sono stati deviati in uno speciale centro sanitario. Tutti i test sono stati negativi. – Francia: fornisce consulenza sui voli e negli aeroporti ma non sta ancora installando controlli obbligatori. – Russia: il commissario russo per la salute e l’ igiene ha rafforzato i controlli negli aeroporti e in altri valichi di frontiera dalla Cina, il suo gigantesco vicino meridionale. – Gb: i funzionari sanitari britannici hanno introdotto un “monitoraggio rafforzato” per i tre voli settimanali da Wuhan a Londra Heathrow. Le misure potrebbero essere estese ad altri scali di partenza cinesi, se necessario. – Nigeria: ha dichiarato che il suo servizio sanitario portuale e’ in allerta e ha aumentato le misure di screening nei punti di entrata.

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