Contrae coronavirus, lo capisce e si mette la mascherina, salva così la sua famiglia 

Cinquantenne di Bastia ricoverato a Perugia: era andato al pronto soccorso di Foligno. Sanitari in quarantena

 
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Contrae coronavirus, lo capisce e si mette la mascherina, salva così la sua famiglia 

Contrae coronavirus, lo capisce e si mette la mascherina, salva così la sua famiglia

del Direttore
Marcello Migliosi
Il cinquantenne di Bastia Umbria, che ora è ricoverato a Perugia, era andato anche al pronto soccorso di Foligno. L’infezione – e qui cominciamo a riferire i fatti che conosciamo – l’avrebbe contratta il 20 febbraio, in Liguria, dove  si era recato per lavoro. Quattro giorni dopo aveva cominciato ad avere dei malesseri, febbre in particolare. Una semplice influenza, gli sarebbe stato detto.

Ma a casa c’è sua moglie e la sua creatura e lui si confina in appartamento e applica sul volto una mascherina di quelle che oramai, tristemente, ben conosciamo.

Quel presidio l’uomo non l’avrebbe più tolto tranne, come si può ben capire, quando doveva assumere farmaci e mangiare. Dopo essersi sottoposto a due cicli di antibiotici e al protrarsi dello stato febbrile, si è presentato all’ospedale di Foligno per farsi visitare, sempre tenendo la mascherina sul volto. Visitato, auscultato ed ecografato, poi è ritornato a casa..


 

E a casa, sempre in protezione, sarebbe finito, però, in insufficienza respiratoria facendo scattato subito l’allarme – ieri 5 marzo 2020 – al 118.

Via di filata al Santa Maria della Misericordia dove, all’inizio, sarebbe stato ricoverato per essere stabilizzato a malattie infettive. Le sue condizioni, allora, erano sì gravi, ma non drammatiche. Fatto primo tampone, esito positivo. Ma aveva lottato per troppo tempo contro il male, contro quella polmonite virale primaria che attacca gli alveoli polmonari e questa notte, l’aggravamento, e via, sedato, in terapia intensiva.

La sua ostinazione ha salvato la sua famiglia

Certo è che l’ostinazione nel voler tenere la mascherina ha, davvero un non so che di eroico, ha evitato che sua moglie e la sua creatura – e anche i medici che lo hanno controllato – diventassero positivi al test del temibile virus. Ovviamente i suoi cari e i sanitari sono andati in quella che viene chiamata “quarantena fiduciaria“.

Ora è nelle mani di Dio e di quegli uomini e di quelle donne della sanità umbra che, saltando a volte pasti e ore di riposo, da giorni lottano al “fronte” contro il terribile Coronavirus.

Nel frattempo anche il suo datore di lavoro si era mosso per avvisare i colleghi di quanto stava accadendo al suo dipendente e ha chiesto a tutti, come da protocollo, la quarantena fiduciaria. Augurando la piena guarigione al loro amico.

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