Carenza di personale, precariato e questione economica dei lavoratori della sanità

 
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NurSind Umbria, mancano dispositivi protezione individuale, contro il covid

Carenza di personale, precariato e questione economica dei lavoratori della sanità

La Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato ieri i rappresentanti sindacali dei lavoratori della sanità (FP CGIL, UIL FPL, UGL medica, CISL Funzione pubblica, Nursind, FSI USAI), per elaborare proposte ed indirizzi condivisi volti a fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria nella nostra regione. Le criticità segnalate dai sindacati, che stanno portando allo sciopero indetto per il 9 dicembre, riguardano la carenza di personale sanitario, la precarietà dei contratti che sta portando alla fuga di molti professionisti formati in Umbria verso le regioni limitrofe (che offrono contratti di lavoro migliori) e le richieste economiche del personale impegnato nella seconda ondata della pandemia.

IN SINTESI
La Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato ieri i rappresentanti sindacali dei lavoratori della sanità per elaborare proposte volte a fronteggiare l’attuale emergenza sanitaria nella nostra Regione. Le criticità emerse sono la carenza di personale, il precariato e il trattamento economico. 
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Per i sindacati è stato disatteso il verbale dell’accordo con la Giunta regionale del 5 maggio scorso, che prevedeva assunzioni a tempo indeterminato per dare un assetto più stabile alle strutture sanitarie e incentivi al personale per il riconoscimento dell’impegno profuso e dell’esposizione al rischio. Il sistema ha dovuto affrontare una seconda ondata dieci volte superiore alla prima per numero di contagi, con il doppio dei ricoveri in terapia intensiva ma con lo stesso organico.

Gli operatori hanno fatto il possibile e l’impossibile, è stato detto, ma questa situazione non può durare troppo a lungo, serve un forte inserimento di personale e occorre farlo con rapporti stabili, per cercare di consolidare la presenza di professionisti nel servizio sanitario dell’Umbria. Le risorse economiche per i prossimi dieci anni sono state già stanziate, hanno ricordato i sindacati, e saranno importanti per le assunzioni a tempo indeterminati di personale che è indispensabile.

Chiesto un tavolo di confronto con le aziende e l’assessorato per tamponare l’emergenza e progettare anche il dopo, con un sistema territoriale di sanità più vicina a cittadini. Dopo avere ascoltato i rappresentanti sindacali, i commissari del Partito democratico Tommaso Bori e Michele Bettarelli, che hanno sollecitato il confronto, hanno rimarcato che il Servizio sanitario regionale sta affrontando la seconda ondata con meno personale sanitario rispetto alla prima, quindi il tema centrale è quello del sotto organico.

“Le Regioni limitrofe – ha sottolineato Bori – hanno assunto medici e infermieri che si sono formati da noi: in Umbria ci sono state 19 assunzioni a tempo indeterminato, in Toscana 5mila e in Emilia Romagna 8mila. Ma le risorse, nazionali e europee, ci sono. Dobbiamo sapere come e dove investirle, è una questione politica di programmazione sanitaria”.

Per Andrea Fora (Patto civico) si dovrebbe presentare in Aula una proposta di risoluzione che impegni la Giunta a potenziare le dotazioni organiche. La presidente della Commissione, Eleonora Pace, ha ricordato che l’Umbria “sconta criticità più grandi delle altre regioni perché non erano state fatte assunzioni ma a questo si sta ponendo rimedio, come dimostrano le 499 assunzioni, le 432 stabilizzazioni e l’istituzione di 92 Usca. L’emergenza non ha consentito finora di sedersi con calma ad un tavolo comune sulla sanità per programmare il futuro. Oggi occorre lavorare tutti in un’unica direzione, andando a colmare criticità e carenze”. Il capogruppo della Lega, Stefano Pastorelli, ha sottolineato la “bontà dell’operato della Giunta regionale, che con il tempo emergerà. I problemi sono noti e l’ascolto non mancherà mai. I conti si faranno alla fine”.

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