Sanità umbra in crisi profonda travolta da disservizi e ritardi

Sanità umbra in crisi profonda travolta da disservizi e ritardi

Cresce la tensione tra operatori e istituzioni nella città di Terni

Sanità umbra – La sanità umbra attraversa una fase di profondo logoramento, segnata da promesse mancate, organici insufficienti e un clima di crescente esasperazione tra chi ogni giorno garantisce cure e assistenza. A un anno dall’insediamento della Presidente regionale Stefania Proietti, il quadro che emerge dai reparti e dai Pronto Soccorso è quello di un sistema che fatica a reggere l’urto della domanda, mentre il personale denuncia condizioni ormai insostenibili.

Assunzioni ferme e personale allo stremo

Le 711 assunzioni annunciate come svolta per il rilancio del servizio pubblico, dice l’USB,  sono rimaste in larga parte irrealizzate. I dati ufficiali dell’Assemblea legislativa confermano che solo una parte minima del fabbisogno è stata coperta, lasciando scoperti interi settori e aggravando un sovraccarico già cronico. La stessa Presidente aveva riconosciuto l’impossibilità di rispettare una programmazione stabile, richiamando criticità strutturali come stipendi poco competitivi, turnover elevato e difficoltà nel reperire professionisti per le aree interne.

La conseguenza è un sistema che si regge su turni massacranti, reparti in affanno e un personale che, nonostante la dedizione, non riesce più a compensare le falle organizzative. La distanza tra gli impegni assunti e la realtà quotidiana si è trasformata in un solco profondo, alimentando sfiducia e tensione.

Sicurezza ignorata e condizioni di lavoro al limite

Nei reparti e nei Pronto Soccorso umbri la sicurezza è diventata un miraggio. Le norme esistono, ma la loro applicazione resta debole. Infermieri costretti a seguire fino a venti pazienti per turno, OSS in numero insufficiente e spesso spinti a svolgere mansioni non previste, ambienti sovraffollati e privi di adeguati protocolli di tutela: questo è il contesto in cui si muovono quotidianamente gli operatori.

Le aggressioni verbali, provenienti da utenti, familiari e talvolta da figure interne con ruoli organizzativi, sono ormai un fenomeno ricorrente. La formazione per gestire situazioni critiche è scarsa, mentre la pressione emotiva cresce. Il risultato è un ambiente di lavoro percepito come insicuro, logorante e privo di protezioni reali.

Pronto Soccorso di Terni sotto pressione e rete territoriale indebolita

A Terni, la situazione del Pronto Soccorso è diventata simbolo della crisi. Da oltre tre anni l’afflusso di pazienti supera ogni capacità di gestione, complice il progressivo indebolimento della rete emergenza-urgenza della USL Umbria 2, che coinvolge territori come Spoleto, Narni e Amelia. Ora si teme un ridimensionamento anche a Orvieto, con ulteriori ripercussioni sulla tenuta del sistema.

Gli operatori sanitari e socio-sanitari segnalano livelli di stress elevatissimi, con un aumento delle richieste di supporto psicologico. Nel frattempo, 800.000 euro di indennità destinate ai lavoratori dei Pronto Soccorso restano inspiegabilmente bloccati, alimentando frustrazione e senso di abbandono.

Le richieste di USB Umbria e la mobilitazione crescente

USB Umbria denuncia una gestione definita “inadeguata e dannosa”, chiedendo interventi immediati: sblocco delle assunzioni, applicazione rigorosa delle norme sulla sicurezza, ripristino della rete emergenza-urgenza, pagamento delle indennità arretrate e tutela da dirigenti considerati incompetenti o intimidatori.

Le segnalazioni provenienti dall’Azienda Ospedaliera di Terni, in particolare dal Pronto Soccorso, raccontano di diritti non rispettati, condizioni di lavoro oltre ogni limite e un clima che rischia di compromettere anche la qualità dell’assistenza ai cittadini. L’organizzazione sindacale annuncia nuove mobilitazioni, decisa a portare la questione in tutte le sedi competenti.

La crisi della sanità regionale, aggravata da scelte politiche giudicate inefficaci e da una gestione ritenuta incapace di affrontare le emergenze strutturali, continua a pesare su lavoratori e cittadini. In Umbria cresce la richiesta di un servizio pubblico efficiente, sicuro e rispettoso dei diritti di chi lo sostiene ogni giorno con il proprio lavoro.

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1 Commento

  1. E’ VERO, la gestione della Sanità in Umbria è “inadeguata e anche dannosa” per una certa fascia di Cittadini che non possono rivolgersi alla Sanità privata.
    Ed aggiungerei che è platealmente peggiorata rispetto a prima sebbene non brillasse affatto per efficienza.

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