Approvato il protocollo “Tsunami”, al via in Umbra la plasmaterapia

 
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Plasmaterapia contro Covid, attivare sperimentazione plasma convalescente

Approvato il protocollo “Tsunami”, al via in Umbra la plasmaterapia

Prenderà il via in Umbria la “plasmaterapia”. Il Comitato etico regionale ieri ha approvato il protocollo “TSUNAMI” che prevede la possibilità di verificare l’efficacia della terapia con plasma da donatori convalescenti COVID-19, su pazienti affetti dalla stessa patologia con polmonite grave.

“Si tratta di una sperimentazione – ha spiegato il dottor Mauro Marchesi, direttore del Servizio immunotrasfusionale dell’Azienda ospedaliera di Perugia – che vede in prima linea a livello nazionale ed internazionale proprio la sanità umbra, ed in particolare il Centro di Malattie infettive ed il Centro regionale Sangue dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, che hanno aderito al protocollo multicentrico promosso dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa. Grazie al via libera del Comitato etico, ed all’arrivo del macchinario Intercept per la ‘inattivazione virale’, indispensabile per la realizzazione della sperimentazione, già a partire dalla prossima settimana potremo avviare la selezione dei pazienti volontari per la donazione del plasma”. La notizia è stata data in occasione della videoconferenza che si è tenuta nella mattina di venerdì 8 maggio da palazzo Donini.

Marzo
I Medici di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di Perugia contattano il Centro Trasfusionale di Perugia per confrontarsi sulla opportunità di poter verificare l’efficacia della terapia con plasma prelevato da donatori convalescenti COVID-19 su pazienti affetti dalla stessa patologia con polmonite grave.

30 Marzo
Inizia la stesura del Protocollo attuativo da presentare al Comitato Etico e della Procedura Aziendale Ospedaliera volta a tracciare tutto il percorso operativo che avrebbe viste coinvolte più realtà ospedaliere e Regionali.

Dal 30 Marzo al 14 Aprile
• Richiesta del macchinario per la inattivazione virale
• Richiesta di reattivi specifici per la qualificazione del donatore (RNA per epatite A ed epatite E)
• Richiesta di Kit per la ricerca di anticorpi anti SARS-CoV-2 a documentata attività neutralizzante

10 Aprile
Il Centro Regionale Sangue chiede di poter aderire al Protocollo Multicentrico promosso dall’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, ritenendo, in accordo con i colleghi delle Malattie Infettive, che tale opzione possa portare un contributo importante nella rielaborazione dei dati futuri.

14 Aprile
Richiesta al Centro Nazionale Sangue di autorizzazione alla raccolta di plasma per adesione della Regione Umbria al progetto sperimentale Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Protocollo 38/20 CRS del 10/04/2020

Dal 20 Aprile
Richiesta alla Regione da parte del CRS, di poter avere l’elenco dei nominativi dei soggetti convalescenti da COVI-19 per poter chiedere loro la disponibilità alla donazione di plasma.

7 maggio
Approvazione del Protocollo “TSUNAMI” da parte del Comitato Etico Regionale che vede coinvolti i 4 Centri Trasfusionali dell’Umbria e le relative Unità operative COVID-19 individuate dalla Regione Umbria. Arrivo del macchinario INTERCEPT per la inattivazione del plasma. Il macchinario è attualmente in fase di qualifica presso il Servizio Trasfusionale di Perugia (installazione, addestramento del personale, convalida e controlli di qualità). La qualificazione sarà terminata entro il 13/05/2020.

La plasmaterapia si è rivelata efficace, stando alle guarigioni e alle dimissioni. A Wuhan, la città cinese focolaio dell’epidemia di Covid 19, sono stati 1000 i pazienti trattati con il plasma delle persone guarite e idonee alla donazione. Ed è del 17 febbraio la notizia del primo paziente dimesso dall’ospedale di Wuhan trattato con il plasma dei guariti. Il plasma, ricco di anticorpi, e la terapia che ne prende il nome è stato già utile durante altre emergenze sanitarie come Ebola e Sars.

A fine marzo è iniziata la sperimentazione anche in Italia, appunto, a Pavia. Il protocollo iniziale è stato redatto dai medici del reparto di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con le strutture di Mantova e Lodi e dall’Azienda ospedaliera universitaria di Padova e quella di Novara. La sperimentazione porta la firma del primario del dipartimento Cesare Perotti.

Come funziona la plasmaterapia
Vengono prelevati 600 millilitri di plasma da pazienti Covid guariti. Pazienti che abbiano sviluppato gli anticorpi neutralizzanti il virus, che siano in buona salute generale e senza altre patologie. Il sangue va sottoposto a test e trasformato prima di essere infuso. Da quel prelievo si ricavano due dosi da 300 millilitri. Il protocollo prevede tre somministrazioni. I medici monitorano i pazienti e, nel caso di mancata risposta all’infusione, si passa alla seconda somministrazione e così di seguito. A distanza di due giorni l’una dall’altra. I miglioramenti si registrano nel giro di uno o due giorni. Sono stati molti i guariti che si sono offerti di donare il plasma, ma non tutti sono idonei.

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