Aborto farmacologico Umbria, Ru486: “Non siamo disposte a cedere”

 
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Aborto farmacologico Umbria, Ru486: "Non siamo disposte a cedere"

Aborto farmacologico Umbria, Ru486: “Non siamo disposte a cedere”

“Non ci fermeremo finché il governo della Regione non deciderà di tornare indietro sulla decisione adottata sulla RU486 in day hospital. Non siamo disposti a tacere davanti a questo attacco frontale ai diritti delle donne. Lo dicono i promotori di un nuovo presidio relativo alla Ru486 avvenuto oggi in piazza Italia, dopo quello del 25 giugno. Non ci sono altre parole per descrivere le decisioni della Regione Umbria, che ha intrapreso una strada che ci riporta indietro negli anni e che vuole negare la libertà alle donne. La decisione di abolire la delibera del 2018 sull’interruzione volontaria di gravidanza è un atto gravissimo, intrapreso in una Regione che era all’avanguardia in tema di salute non solo riproduttiva dagli anni ’70.

“In Umbria l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) farmacologica – hanno spiegato – è consentita solo negli ospedali di Pantalla, Orvieto e Narni, mentre non è mai stata organizzata a Terni e Perugia, i principali ospedali della Regione e gli unici universitari, dove poche IVG sono possibili solo tramite intervento chirurgico e con attese medie di 3 settimane. Dopo 8 anni di battaglie, dal 2018 era finalmente possibile ottenere l’IVG medica con un percorso meno invasivo e più attento alla vita e ai bisogni per delle donne. La Giunta leghista di Donatella Tesei ha abrogato quella delibera e ora le donne saranno costrette ad un ricovero ospedaliero di 3 giorni e non avranno ancora nulla a Perugia o Terni. Ciò genererà un percorso complesso e ristretto solo alle 7 settimane, aumentando di 5 volte i costi per il sistema sanitario.

Continuano a chiedere il ripristino della delibera del 2018, ampliando la somministrazione dell’IVG farmacologica anche agli ospedali di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Branca: “Pretendiamo che si dia piena applicazione alla legge 194, che all’articolo 2 garantisce la contraccezione GRATIS, che negli ospedali venga sempre garantita la presenza di medici non obiettori e che vengano aumentati gli organici nei consultori, di cui chiediamo il ripristino in quanto sono stati ormai sotto-finanziati e quasi del tutto abbandonati a loro stessi da anni. Al Governo nazionale che ha iniziato il percorso di revisione degli indirizzi per l’uso della RU, chiediamo che si possa dare la RU nei Consultori ben organizzati (art 8/194) estendendo il trattamento farmacologico da 7 a 9 settimane come nel resto d’Europa e che questo accada in tempi rapidi, poiché l’estate i servizi sono sovraccarichi e con meno personale”.

E poi concludono: “Non siamo disposte/i a far pagare alle donne l’incapacità e l’inadeguatezza dell’attuale maggioranza, né tanto meno siamo disposte/i a cedere a spinte reazionarie che vorrebbero far tornare l’Umbria nel passato, ad un tempo in cui le donne non erano libere di scegliere”.

Alla manifestazione hanno aderito: 
Altrascuola Rete degli Studenti Medi Umbria, ANPI Coordinamento Donne Terni, ANPI Umbria, Articolo 1 Umbria, CGIL Umbria, Civiltà Laica Terni, Coordinamento Donne CISL Umbria, Coscienza Verde, Democratiche Umbre, Foligno 2030, Foligno in Comune, Giovani Comunisti/e Perugia, Giovani Democratici dell’Umbria, Gylania, Idee persone Perugia, Movimento 5 Stelle Umbria, Omphalos LGBTI, Partito Democratico Umbria, Perugia Città in Comune, Radicali italiani, Radicali Perugia “Giovanni Nuvoli”, Rifondazione Comunista Federazione di Perugia, Sinistra Civica Verde Umbria, Sinistradem Campo Aperto Umbria, Sinistra Italiana Umbria, Sinistra Universitaria UDU Perugia, Terni Valley, UDI Unione Donne in Italia Perugia, UIL Coordinamento femminile Donne, + Europa e + Europa Perugia.



 

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