29 giugno, open day ginecologia oncologica e tumori mammari

Conto alla rovescia per l’Open Day promosso dalla Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna

 
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29 giugno, open day ginecologia oncologica e tumori mammari

29 giugno, open day ginecologia oncologica e tumori mammari

Conto alla rovescia per l’Open Day di Ginecologia Oncologica e Tumori Mammari promosso dalla Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere in programma il prossimo 29 giugno negli ospedali con i Bollini Rosa. Una giornata importante di prevenzione e di diffusione della conoscenza in cui la gli ospedali aderenti, ben 135, offriranno servizi clinico-diagnostici e informativi gratuiti su tutto il territorio nazionale.

Obiettivo dell’iniziativa della rete nazionale delle strutture ospedaliere con i Bollini Rosa attribuiti dalla Fondazione Onda è di promuovere la corretta informazione sulle strategie di prevenzione e sulle nuove possibilità terapeutiche che consentono di migliorare la qualità della vita delle pazienti nonché facilitare l’accesso alla diagnosi precoce nell’ambito dei principali tumori ginecologici ( es. neoplasie ovariche ) e tumori mammari.

La presenza di Centri di riferimento in ogni regione in cui lavorano oncologi sensibili all’umanizzazione della cura è sempre più importante. Umanizzare la cura significa non solo individuare la terapia più efficace ma soprattutto comprendere la dinamica di vita della paziente e coinvolgerla nella scelta del proprio percorso terapeutico e di follow-up.

Sono due i presidi ospedalieri dell’Azienda Usl Umbria 2 che partecipano all’iniziativa, l’ospedale “San Matteo degli Infermi” di Spoleto e l’ospedale “Santa Maria della Stella” di Orvieto.

Al “Santa Maria della Stella” di Orvieto la direzione medica di presidio diretta dalla dr.ssa Margarete Tockner, insieme alla struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia diretta dal dr. Patrizio Angelozzi ha previsto, per l’intera giornata di martedì 29 giugno, visite, consulenze di ginecologia oncologica e colloqui in presenza con i professionisti ospedalieri. Per programmare l’attività, è obbligatoria la prenotazione, chiamando il numero 0763.307220 il pomeriggio dalle 15 alle 17. Anche in questo caso il primario dr. Angelozzi ha previsto successivi appuntamenti in caso di ulteriori richieste.

“In Italia, secondo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda – nel 2020 erano attese 10.000 nuove diagnosi di tumore all’utero e 5.000 all’ovaio. Più dell’80% delle pazienti con tumore ovarico ha una recidiva della malattia e la qualità dell’intervento chirurgico con la corretta terapia di mantenimento sono fondamentali per offrire alle pazienti più qualità vita e tempo senza sintomi della patologia”.

“Tra tutti i tumori, ginecologici e non – prosegue la dr.ssa Merzagora – quello ovarico resta ad oggi il più insidioso. Lo scenario negli ultimi anni è molto cambiato grazie all’introduzione di test diagnostici e nuove terapie (anche orali) che consentono di adottare percorsi di prevenzione e di cura personalizzati. L’obiettivo generale del progetto è migliorare l’accesso a queste preziose opportunità in modo equo e omogeneo su tutto il territorio italiano. Abbiamo oggi a disposizione terapie molto innovative, connotate non solo da una maggior efficacia, ma anche da aspetti importanti come la tollerabilità a bassi dosaggi e le minime interazioni farmacologiche nel caso di terapie concomitanti; tali terapie garantiscono un prolungamento importante della sopravvivenza libera da malattia, impattando positivamente non solo sulla prognosi ma anche sulla qualità di vita delle pazienti e dei loro familiari. Questo è un aspetto che, nell’ottica dell’umanizzazione delle cure, deve essere attenzionato e che Fondazione Onda – conclude la presidente – intende valorizzare anche nei percorsi dedicati all’onco-ginecologia degli ospedali premiati con i Bollini Rosa con l’ambizione di averne almeno uno per regione per ridurre, ove possibile, la mobilità sanitaria che tanto impatta sia psicologicamente che economicamente su pazienti che familiari”.

 

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