130 milioni casi covid nel mondo, USA paese più colpito, Italia al 7° posto

Più di 608 milioni di dosi di vaccino state somministrate in 150 Paesi

 
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130 milioni casi covid nel mondo, USA paese più colpito, Italia al 7° posto

130 milioni casi covid nel mondo, USA paese più colpito, Italia al 7° posto

I casi di coronavirus a livello globale hanno superato la soglia dei 130 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins UniversityLa pandemia di Coronavirus ha provocato 2.847.182 morti secondo gli ultimi conteggi di AFP sulla base di fonti ufficiali. Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito con 554.994 morti davanti a Brasile (331.433), Messico (204.011), India (165.101) e Regno Unito (126.826).

Casi
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131.000.000
Guarigioni

74.400.000
Decessi

2.850.000
Luogo Casi Guarigioni Decessi

Stati Uniti

Stati Uniti

30.700.000

555.000

Brasile

Brasile

13.000.000

+31.359

11.300.000

+16.097

331.000

+1.240

India

India

12.500.000

11.600.000

165.000

Francia

Francia

4.820.000

+66.794

96.650

+185

Russia

Russia

4.530.000

+8.697

4.160.000

+8.167

98.713

Globale

(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 02 Aprile ore 06.23 pm )

  • 129.215.179 casi confermati nel mondo dall’inizio della pandemia
  • 2.820.098 morti

Regioni OMS 

Europa

(Ultimi dati OMS, inclusa Italiafonte Dashboard Who European Region, 02 Aprile ore 10.00 am)

  • 45.476.724 casi confermati
  • 974.434 morti
  • Regno Unito casi confermati 4.350.270 morti 126.764

(Ultimi dati, inclusa Italia, fonte Dashboard ECDC, 01 Aprile 2021)

  • Francia casi confermati 4.545.589 morti 94.263
  • Spagna casi confermati 3.270.825 morti 75.199
  • Italia casi confermati 3.532.057 morti 107.933
  • Germania casi confermati 2.782.273 morti 75.913

America

(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 02 Aprile ore 06.23 pm)

  • 56.162.040casi confermati
  • 1.356.214 morti

Sud Est Asiatico

  • 15.006.448 casi confermati
  • 220.525 morti

Mediterraneo orientale

  • 7.610.879 casi confermati
  • 159.497 morti

Africa

  • 3.106.171 casi confermati
  • 78.301 morti

Pacifico Occidentale

  • 1.926.893 casi confermati
  • 31.724 morti

Mappe interattive (dashboard)

Report internazionali

Vedi anche

Valutazione del rischio ECDC
(aggiornamento al 15 Febbraio 2021)

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha aggiornato la valutazione del rischio relativa alle mutazioni del Sars-Cov-2  il 15 febbraio 2021.

Nel mese di dicembre, il Regno Unito ha dovuto affrontare un rapido aumento dei casi di COVID-19, associato all’emergere di una nuova variante SARS-CoV-2, (VOC 202012/01), contemporaneamente, il Sud Africa ha segnalato un’altra variante SARS-CoV-2,( indicata come 501.V2), anch’essa potenzialmente preoccupante, mentre nel mese di gennaio 2021 il Brasile ha denunciato la presenza di una ulteriore variante locale.

Nelle ultime settimane, nonostante si sia osservato un calo dell’incidenza complessiva di SARS-CoV-2, la situazione epidemiologica è ancora motivo di grave preoccupazione in tutta l’UE.

Dal 21 gennaio 2021, i paesi dell’UE / SEE hanno osservato un aumento sostanziale del numero e della percentuale di casi di SARS-CoV-2 della variante B.1.1.7, segnalati per la prima volta nel Regno Unito. A causa della maggiore trasmissibilità del virus, il rischio è attualmente valutato come  alto/ molto alto  per la popolazione complessiva e molto alto per gli individui vulnerabili.

L’analisi dei modelli mostra che, a meno che gli interventi non farmaceutici (NPI) non continuino o vengano rafforzati nei prossimi mesi, dovrebbe essere previsto un aumento significativo dei casi e dei decessi correlati a COVID-19 nell’UE / SEE. Sebbene la vaccinazione mitigherà l’effetto della sostituzione con varianti più trasmissibili e la stagionalità potrebbe potenzialmente ridurre la trasmissione durante i mesi estivi, l’allentamento prematuro delle misure porterà a un rapido aumento dei tassi di incidenza, casi gravi e mortalità. È necessaria una rapida distribuzione del vaccino tra i gruppi prioritari per ridurre i ricoveri, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi dovuti a COVID-19.

Leggi 

Mappa del rischio europea

Sulla base dei dati forniti dagli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie pubblica una mappa degli Stati membri dell’UE, suddivisa per regioni, che mostrerà i livelli di rischio nelle regioni europee utilizzando un sistema a semaforo. Le regioni verranno indicate con i colori ” verde “, ” arancione “, ” rosso “, ” rosso scuro ” e ” grigio ” (se non sono disponibili informazioni sufficienti).

A causa del rischio particolare nelle aree “rosso scuro”, tutti gli Stati membri dovrebbero richiedere alle persone che viaggiano da tale area di eseguire un test prima della partenza e di sottoporsi a quarantena / autoisolamento.

Guarda 

Mappa del rischio UE

Dall’allerta alla pandemia

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19. La Cina ha reso pubblica la sequenza genomica che ha permesso la realizzazione di un test diagnostico.

  • Il 30 gennaio l’OMS ha dichiarato l’epidemia di Coronavirus in Cina Emergenza internazionale di salute pubblica.
  • L’OMS ha elevato la minaccia per l’epidemia di coronavirus al livello mondiale a livello “molto alto” il 28 febbraio 2020.
  • L’11 marzo 2020 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito la diffusione del Covid-19 non più una epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta.

Data ultimo aggiornamento: 2 aprile 2021

Il Brasile a un passo dai 13 milioni di contagi

Altri 1.240 morti per Covid-19 in Brasile, lo rende noto il ministero della salute. Il bilancio totale delle vittime da inizio pandemia sale così a 331.433. I nuovi casi sono 31.359 per un bilancio che sfiora i 13 milioni di casi accertati: 12.984.956.

India, oltre 100 mila contagi in un giorno. Lockdown e coprifuoco a Mumbai

L’India ha registrato 103.558 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, toccando per la prima volta dall’inizio della pandemia un numero di contagi a sei cifre. I nuovi contagi portano il numero totale di infezioni a 12,5 milioni, e fanno dell’India il terzo paese al mondo con il maggior numero di casi in termini assoluti dietro gli Stati Uniti e il Brasile. Con i 487 morti registrati nelle ultime 24 ore, il numero totale di decessi causati dalla pandemia da Covid-19 è salito a 165.101. Il ricco stato indiano del Maharashtra, lo stato di Mumbai, che contra quasi 114 milioni di abitanti, corre ai ripari contro il Covid dilagante e da oggi adotta il lockdown stretto per i fine settimana e il coprifuoco notturno.

Da domani sera e almeno fino alla fine di aprile, saranno proibiti gli assembramenti di più di quattro persone e saranno chiusi locali ed esercizi pubblici, inclusi uffici privati, ristoranti, cinema e teatri, bar, piscine e palestre e luoghi di culto. Nei weekend resteranno chiusi tutti gli esercizi non essenziali.

Il Chief minister del popoloso stato indiano del Maharashtra, lo stato di Mumbai e che conta da solo oltre 114 milioni di persone, ha preavvertito che sarà imposto il lockdown se gli abitanti non faranno più attenzione, non rispetteranno le misure di precauzione e non caleranno nelle prossime ore i dati del contagio da Covid-19.

Nelle ultime 24 ore lo stato ha registrato quasi 48 mila nuovi casi a fronte degli 81mila registrati nell’intera India: i dati più elevati dallo scorso dicembre. “Considerate questo un avvertimento: potrei imporre un lockdown completo nei prossimo paio di giorni se le cose resteranno le stesse”, ha minacciato il chief minister del Maharashtra, Uddhav Thackeray, citato dalla Bbc. Nello stesso stato la città di Pune ha imposto il coprifuoco sui siti religiosi, ristoranti e hotel.

📌 Sette persone sono morte nel Regno Unito a causa di coaguli di sangue dopo essere state vaccinate contro il coronavirus con il siero di AstraZeneca: lo ha reso noto oggi la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA). Ieri la stessa MHRA aveva detto di avere identificato 30 casi di eventi avversi riguardanti la coagulazione del sangue su oltre 18 milioni di somministrazioni dello stesso vaccino.

Nuova fiammata di contagi in India che registra il maggior numero di casi e di vittime degli ultimi sei mesi, con 89.129 nuovi infetti e 714 morti nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono i media locali citando i dati del ministero della Salute e sottolineando che si tratta dell’aumento di contagi giornalieri maggiore dal 20 settembre del 2020 e del maggior numero di decessi in 24 ore dal 21 ottobre scorso. Complessivamente il Paese ha raggiunto così, da inizio pandemia, quasi 12,4 milioni di casi e 164.110 vittime del Covid.

La Russia nelle ulte 24 ore ha registrato 9.021 nuovi casi di coronavirus e 384 morti, superando così la soglia delle 100mila vittime dall’inizio della pandemia. Lo riporta il quartier generale per la lotta all’epidemia nel bollettino quotidiano, ripreso da Interfax. I morti ufficiali per Covid-19 sono infatti 100.017.

  • Più di 608 milioni di dosi di vaccino state somministrate in 150 Paesi

/AGI – Più di 608 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus sono state somministrate in 150 Paesi, secondo i dati raccolti da Bloomberg, dall’inizio della più grande campagna di immunizzazione della Storia. La media attuale è pari a 15,6 milioni di inoculazioni al giorno anche se si registrano grandi differenze tra i Paesi.

Molte nazioni africane, ad esempio, hanno ricevuto solo nell’ultimo mese le prime forniture, quasi sempre attraverso il programma Covax dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

STATI UNITI

Guidano la classifica in termini assoluti con una somministrazione di 153.631.404 dosi già effettuate (poco meno di 3 milioni di dosi al giorno) pari al 23,6% degli americani. Di questi il 30% ha ricevuto la prima dose mentre il 17% anche il richiamo. A marzo, il presidente Joe Biden ha presentato un piano di aiuti pari a 1.900 miliardi di dollari affermando che entro il primo maggio, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute, i vaccini saranno disponibili per tutti gli americani. Il 4 luglio, inoltre, sarà festeggiato il “giorno dell’Indipendenza dalla pandemia”.

CINA

I dati forniti parlano di oltre 118 milioni di somministrazioni già fatte che corrispondono a circa al 4% della popolazione. Pechino, con 4 vaccini sviluppati internamente, è più impegnata all’esportazione della forniture che alla velocità con cui procede la vaccinazione all’interno dei suoi confini.

ISRAELE

Se si considera la classifica in termini relativi, il nuovo governo di Tel Aviv guarda tutti dall’alto. Con oltre 10 milioni di inoculazioni, Israele ha già immunizzato più del 50% della sua popolazione con entrambe le dosi e ha già assaggiato, con le riaperture, un iniziale ritorno alla normalità.

GRAN BRETAGNA

La strategia di Londra è stata quella di fornire al numero maggiore di persone la prima dose di vaccino, senza preoccuparsi troppo dell’accumulo delle scorte necessarie per i richiami. Il risultato è una marcia serrata che ha portato all’iniezione di oltre 35 milioni di dosi equivalenti quasi al 27% della popolazione, con una media di 556mila vaccini al giorno. Di questi, però, solo il 6,8% ha ricevuto anche la seconda iniezione.

UNIONE EUROPEA

Bruxelles sta cercando di recuperare il tempo perduto nei mesi scorsi tra dosi non consegnate e campagne di vaccinazione a rilento. A oggi, nei Paesi membri sono state eseguite poco meno di 75,5 milioni di somministrazioni pari all’8,5% dei cittadini. A guidare il gruppo c’è la Germania con quasi 14 milioni di dosi, seguita da Francia (11,2 milioni) e Italia (10,5 milioni). Più staccata la Spagna con poco più di 8 milioni.

RUSSIA E TURCHIA

I numeri pubblicati da Mosca parlano di poco più di 10 milioni di vaccini forniti al 3,6% dei russi con una media di circa 300mila dosi somministrate al giorno. Tabellino di marcia simile a quello imposto dal governo turco (media 260mila dosi al giorno) che equivalgono però a 16 milioni di vaccini fatti (e il 10% della popolazione).

SUDAMERICA

In termini assoluti è il Brasile a capitanare i Paesi del continente con poco più di 23,5 milioni di dosi fatte: numeri ancora molto bassi se si considera che equivalgono a poco più del 5,5% dei brasiliani. Il governo di Bolsonaro, del resto, sta affrontando una delle ondate più gravi, registrando record negativi e assestandosi al secondo posto assoluto per numero complessivo di contagi e decessi dall’inizio della pandemia. Numeri simili, per quanto riguarda i vaccini, li registrano l’Argentina (4 milioni di dosi fatte pari al 4,5% della popolazione) e la Colombia (2,4 milioni per 2,2%). La performance migliore la registra il Cile con 10,4 milioni dosi e il 27,4% degli abitanti immunizzati.

ASIA

Dietro alla Cina, il podio è occupato da India e Indonesia ma con numeri ancora bassi. Il governo di New Delhi ha comunicato di aver inoculato oltre 67 milioni di dosi (2,5% della popolazione) mentre Giacarta ha eseguito 12,2 milioni di vaccini (2,3% degli abitanti). In termini relativi, spicca il dato degli Emirati Arabi Uniti che, con 8 milioni di iniezioni, ha vaccinato il 39% dei suoi cittadini.

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

La percezione del Covid nei due Paesi oceanici è quasi nullo rispetto al resto del pianeta. Canberra, nelle ultime 24 ore ha registrato 11 casi e 0 morti. Auckland, invece, nessun contagio e nessun decesso. Dati che permettono l’avvio, senza fretta, di una campagna vaccinale piu’ compassata. L’Australia ha inoculato meno di 700mila dosi (pari all’1,7% degli abitanti) mentre la Nuova Zelanda appena 50mila (pari allo 0,5%).

AFRICA

Nel continente nero la campagna vaccinale è iniziata in ritardo rispetto ai Paesi più sviluppati. L’unico Paese a tenere i ritmi è il Marocco che ha superato gli 8 milioni di vaccini fatti pari al 10% della popolazione immunizzata con le due dosi. Seguono, con meno dell’1% di abitanti vaccinati Ghana, Ruanda, Nigeria e Sudafrica.

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