Celebrazione della Solennità di San Costanzo a Perugia

L'arcivescovo Ivan Maffeis ha celebrato i Primi Vespri in onore del Patrono

Celebrazione della Solennità di San Costanzo a Perugia

Celebrazione della Solennità di San Costanzo a Perugia

Celebrazione della Solennità – Nella basilica dedicata a San Costanzo a Perugia, l’arcivescovo Ivan Maffeis ha guidato la celebrazione dei Primi Vespri, sottolineando l’importanza della solidarietà e della comunità. Durante la sua omelia, ha evidenziato come la città stessa, attraverso luoghi significativi come chiese, università, biblioteche, e monumenti, rifletta la cultura e la storia innervate dalla fede cristiana.

Secondo l’arcivescovo, la santità di San Costanzo si manifesta ogni anno nella riunione della comunità cittadina, indipendentemente dalla fede personale. Questo evento viene descritto come un “miracolo” che rafforza i valori condivisi, i diritti e i doveri della comunità, rappresentando una risposta positiva ai problemi di isolamento e individualismo tipici della società moderna.

Maffeis ha anche riflettuto sull’importanza della comunità nel contrastare l’anonimato e la frammentazione sociale. Ha avvertito che, senza questo senso di comunità, le case diventano alberghi, le piazze perdono la loro funzione di luoghi d’incontro e le strade si trasformano in percorsi ostacolati dal traffico e dalle buche. Ha descritto questa mancanza di comunità come una “Babele” moderna, segnata da povertà, disuguaglianze e incertezze esistenziali, specialmente tra i giovani.

Per Maffeis, la riunione annuale in onore di San Costanzo è una dimostrazione di come la città possa superare queste difficoltà attraverso la solidarietà e la cooperazione. Ha citato San Basilio, affermando che l’essere umano ha bisogno degli altri per trovare sé stesso, e ha sottolineato che solo attraverso l’incontro e l’inclusione si può costruire una comunità autentica.

La celebrazione è stata anche un momento per riconoscere il lavoro di molte persone e gruppi che, con dedizione e spirito di servizio, contribuiscono a mantenere viva la comunità. Tra questi, le parrocchie, la Caritas, i movimenti ecclesiali, le istituzioni civili e le forze dell’ordine. Maffeis ha affermato che la vera “luminaria” di San Costanzo sono queste “luci di solidarietà corale” che costituiscono l’identità e la spina dorsale della città.

In conclusione, l’arcivescovo ha invitato la comunità a continuare a prendersi cura della città con responsabilità, sottolineando che finché ci sarà qualcuno disposto a farlo, nessun luogo sarà destinato a diventare un “non luogo”. Ha anche espresso la speranza che questa cura e custodia possano portare la città verso quella “Gerusalemme celeste” di cui parla la sacra Scrittura, dove il cammino della comunità troverà finalmente casa.

 

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