Cardinale Bassetti, basta parole roboanti sul mondo del lavoro, serve collaborare

 
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Segnali contrastanti sulla pandemia, Bassetti, serve usare prudenza

Cardinale Bassetti, basta parole roboanti sul mondo del lavoro, serve collaborare

“Basta con gli slogan e le parole roboanti!. Se non ci sarà ripresa, molte persone non riusciranno più a ritornare a galla e sarà facile scivolare sotto la soglia di povertà”: così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, parlando del tema della ripresa del lavoro. “Una sapiente e oculata gestione delle risorse – aggiunge -, la collaborazione con tutti i corpi intermedi del terzo settore, che si dedicano alla rete di protezione sociale, possono favorire ‘ il piano per risorgere’ , di cui ha parlato Papa Francesco.

Nell’ ultima ‘ lettera di collegamento’ alla comunità di Perugia-Città della Pieve della quale è arcivescovo, Bassetti si è soffermato sul ‘ piano per risorgere’ . “Prevedo – ha scritto, secondo quanto reso noto dalla stessa diocesi – tre campi di lavoro: il primo e più urgente è l’ aiuto alimentare, che ha già visto tanta generosità durante questi mesi. Il secondo, le spese per la gestione della casa: utenze e consumi, un bisogno che sta emergendo e diventerà primario nell’ estate”.

La messa è entrata in molte case in streaming o attraverso la televisione, ma si sentiva che era altra cosa. L’ Eucarestia per noi è il culmine della vita cristiana ed il vertice di tutto il bene che è e che si fa nella Chiesa”: così il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, ha parlato del ritorno dei fedeli nelle chiese. Lo ha fatto nella ‘ lettera di collegamento’ ai fedeli della diocesi di Perugia-Città della Pieve. “Siamo tornati a celebrare l’ Eucarestia, in tutta la nostra Diocesi – ha scritto Bassetti -, dopo tre mesi di astinenza. Mi auguro che questi tre mesi, oltre all’ inevitabile disagio, ci abbiano insegnato qualcosa di importante. Molti, per la prima volta, hanno sentito la sofferenza di non poter partecipare alla messa e alla comunione eucaristica. Qualcuno mi ha espresso il disagio provato – ha concluso il presidente della Cei – quando sentiva suonare le campane e non poteva andare in chiesa”.

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