Gli USA si preparano ad abolire l’obbligo vaccinale all’ingresso

Gli USA si preparano ad abolire l’obbligo vaccinale all’ingresso
Foto di Nik Shuliahin 💛💙 su Unsplash

Gli USA si preparano ad abolire l’obbligo vaccinale all’ingresso

Sebbene le frontiere degli Stati Uniti siano nuovamente aperte da novembre 2021, l’obbligo vaccinale per gli adulti in entrata negli USA vige tuttora. Tuttavia, anche gli Stati Uniti si sono finalmente dichiarati pronti a lasciarsi alla spalle tutte le restrizioni legate all’emergenza sanitaria, alcune in vigore dalla prima metà del 2020. Per la maggior parte dei viaggiatori diretti negli USA, l’unico obbligo di ingresso sarà quello di procurarsi un visto o un ESTA.

Requisiti d’ingresso attuali

A partire dall’8 novembre 2021, gli Stati Uniti hanno riaperto le proprie frontiere ai viaggiatori internazionali. Il divieto assoluto di ingresso è stato così soppiantato dall’introduzione dell’obbligo vaccinale per i viaggiatori adulti in entrata. Al momento, infatti, nella maggior parte dei casi sono ammessi negli USA solo i viaggiatori adulti che hanno completato il proprio ciclo vaccinale contro il COVID-19. Il ciclo vaccinale è da considerarsi completo se avvenuto almeno 14 giorni prima dell’ingresso negli Stati Uniti. Quest’obbligo è in vigore tuttora e prevede eccezioni che si applicano esclusivamente ai viaggiatori di età inferiore ai 18 anni e a coloro che non possono sottoporsi alla vaccinazione per ragioni di tipo medico. Benché i viaggiatori completamente vaccinati che si recano negli USA non siano soggetti all’obbligo di quarantena all’arrivo e non siano tenuti a presentare il risultato negativo di un test antigenico, le autorità statunitensi consigliano di effettuare un test (anche fai-da-te) prima e dopo l’arrivo negli Stati Uniti. È inoltre consigliato aggiornarsi sulle norme in vigore nei singoli stati degli USA che si andranno a visitare e verificare le condizioni di imbarco imposte dalla propria compagnia aerea.

Tali requisiti si applicano ai viaggiatori che provengono dai Paesi membri dell’Unione Europea e dal Regno Unito. Ci sono poi restrizioni che vengono applicate a situazioni particolari riguardanti determinati Paesi. Alcuni mesi fa, ad esempio, è stato reintrodotto l’obbligo di vaccinazione e di test antigenico per i cittadini in provenienza da Cina, Hong Kong e Macao.

Rimozione delle restrizioni legate al COVID-19

La Casa Bianca ha annunciato che il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha recentemente firmato un decreto che ha posto fine all’emergenza sanitaria dichiarata a inizio 2020. A partire dall’11 maggio 2023, anche lo stato di emergenza nazionale legata al COVID-19 decadrà, e insieme a esso anche tutte le restrizioni legate alla prevenzione e al contenimento della pandemia di coronavirus. Da quel momento in poi, i viaggiatori provenienti da UE e Regno Unito potranno entrare negli USA con un visto o con un ESTA anche senza aver ricevuto una vaccinazione completa contro il COVID-19.

Autorizzazione d’ingresso

A prescindere dalle normative in materia di coronavirus, l’entrata negli Stati Uniti è subordinata all’ottenimento di un’autorizzazione di ingresso. Dal 2009, i cittadini italiani, tra gli altri, possono entrare nel Paese per motivi turistici o professionali munendosi semplicemente di un ESTA, un documento digitale che può essere richiesto online in pochi minuti. L’ottenimento di un visto o di un ESTA è obbligatorio anche per i cittadini che entrano brevemente negli Stati Uniti per effettuare un transito.

La procedura di richiesta dell’ESTA prevede il riempimento di un modulo e il caricamento di una foto o scansione del passaporto. Una volta ottenuto, l’ESTA dura due anni (o fino alla data di scadenza del passaporto con cui è stato richiesto) e permette di effettuare più soggiorni negli USA con durata massima di 90 giorni consecutivi ciascuno. Per poter usufruire di questa autorizzazione di viaggio, è comunque necessario rispettare alcune condizioni di utilizzo. I viaggiatori che si spostano per lavoro, ad esempio, possono utilizzare un ESTA solo per effettuare lavori retribuiti da un datore di lavoro non statunitense. Per finalità di viaggio che non sono contemplate dal programma ESTA o per soggiorni che superano i 90 giorni di durata, sarà invece ancora necessario procurarsi un visto presentando richiesta presso l’ambasciata o il consolato.

Per maggiori informazioni ufficiali sui requisiti d’ingresso e sulla situazione sanitaria negli Stati Uniti, è sempre possibile consultare il sito ufficiale aggiornato messo a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri italiano.

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