Sopralluogo al cantiere che cambia volto a Ponte San Giovanni
Perugia accelera sul fronte della rigenerazione urbana con uno dei cantieri più rilevanti dell’intero territorio comunale. Nella giornata di ieri la giunta ha effettuato un sopralluogo operativo nell’area ex Palazzetti di Ponte San Giovanni, affiancata dai vertici di Ater Umbria e dai tecnici responsabili del programma PINQuA, per verificare lo stato di avanzamento dell’intervento che punta a trasformare una zona rimasta a lungo in stato di abbandono in un nuovo polo residenziale e sociale ad alta sostenibilità.
Avviate il 21 marzo 2024, le demolizioni hanno segnato l’inizio di un percorso complesso di recupero urbanistico, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare. L’obiettivo è restituire continuità e dignità a uno spazio strategico alle porte della città, con funzioni abitative, servizi di quartiere e aree collettive integrate con il vicino patrimonio archeologico dei Volumni e del Palazzone.
Un cantiere in netto anticipo sui tempi
I numeri fotografano un andamento superiore alla media nazionale. A fronte di un avanzamento generale dei progetti PINQuA attestato intorno al 25%, l’area di Ponte San Giovanni ha già raggiunto l’85% di completamento. Un risultato che consente di programmare la consegna dei primi alloggi e l’apertura delle strutture pubbliche con un calendario più rapido rispetto alle stime iniziali.
Il cronoprogramma prevede la conclusione dei lavori per le abitazioni e per l’asilo nido entro marzo, mentre l’edificio destinato alle attività sociali e culturali sarà ultimato entro giugno. Parallelamente, l’amministrazione punta a pubblicare il bando per l’assegnazione degli appartamenti a canone concordato entro metà marzo, così da arrivare alla consegna delle chiavi già nel mese di maggio.
Meno volumetrie, più qualità abitativa
Il progetto è stato rivisto rispetto alle ipotesi originarie, che contemplavano circa 250 unità tra case e funzioni commerciali. La scelta è andata in direzione opposta: riduzione delle cubature, minore consumo di suolo e maggiore qualità degli spazi.
Il nuovo assetto comprende 41 appartamenti ad alta efficienza energetica, di cui 34 standard, sei collocati in copertura e un modulo dedicato agli spazi comuni. A questi si affiancano sette locali commerciali, un asilo nido da 35-40 posti, un laboratorio didattico collegato al parco archeologico, un’area polifunzionale dedicata alla musica e all’associazionismo, oltre a più di 5mila metri quadrati di piazza pubblica. Previsti anche mille metri quadrati di autorimesse interrate e oltre 200 posti auto complessivi.
Efficienza energetica e verde urbano
Particolare attenzione è stata riservata agli standard ambientali. Gli edifici sono progettati con sistemi di isolamento avanzati, impianti di climatizzazione con recupero di calore e tecnologie a basso consumo. L’asilo sarà dotato di riscaldamento a pavimento, mentre ogni appartamento avrà logge ampie e vivibili.
Il verde diventa elemento strutturale dell’intervento: oltre il 26% dell’area sarà permeabile e alberata, con percorsi pedonali e spazi di incontro. A completare il quadro, la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel parcheggio adiacente, pensato per ridurre i costi energetici e aumentare l’autosufficienza del comparto.
Recupero urbano e identità storica
Il piano non si limita alla sostituzione edilizia ma punta a ricucire il rapporto tra quartiere e memoria storica. Simbolica la decisione di collocare sulla sommità dell’edificio principale le lettere dell’alfabeto etrusco, richiamo diretto all’Ipogeo dei Volumni. Un segno visivo destinato a sostituire l’immagine di degrado che per anni ha caratterizzato l’ingresso sud della città.
Il progetto, nato dal decreto interministeriale del 2021 e sintetizzato nel nome “PSG5”, si fonda su cinque direttrici: riqualificazione degli spazi, nuova funzionalità urbana, accessibilità, qualità ambientale e inclusione sociale. Linee guida che puntano a costruire non solo case, ma una comunità integrata, capace di offrire servizi e opportunità.
Un nuovo quartiere entro il 2026
L’intervento ridisegna radicalmente l’area ex Palazzetti, trasformandola in un quartiere moderno, sostenibile e con forte vocazione pubblica. La fase principale dei lavori si concluderà nei prossimi mesi, mentre le opere di completamento e sistemazione definitiva sono previste entro il 2026.
Il risultato atteso è un comparto urbano capace di coniugare edilizia sociale di qualità, servizi educativi, spazi culturali e sostenibilità ambientale, restituendo a Ponte San Giovanni un ruolo centrale nello sviluppo della città e segnando un passaggio concreto verso un modello di abitare più inclusivo e resiliente.

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