Vertenza Sangemini, Ciprini (M5S): “Necessario che la Regione costituisca una ‘cabina di regia’ affinchè gli stabilimenti restino un presidio strategico”

Ad oggi il piano concordatario non è stato reso noto dalla proprietà e non è chiaro se la centralità dei siti e dei marchi storici dell’Umbria verranno garantiti

 
Chiama o scrivi in redazione


Oggi si è tenuto un incontro a Sangemini alla presenza di alcuni parlamentari umbri, tra cui la deputata 5Stelle in commissione Lavoro Tiziana Ciprini, del consigliere regionale Thomas De luca e le Rsu, per discutere delle linee guida da adottare riguardanti la complessa vertenza degli stabilimenti di Sangemini e Amerino.

© Protetto da Copyright DMCA

“Ad oggi ancora non si conoscono le strategie di Acque Minerali d’Italia: il piano concordatario non è stato reso noto e non è chiaro se la centralità dei siti e dei marchi storici dell’Umbria verranno garantiti. Occorre fare pressing nei confronti della proprietà inadempiente, motivo tra l’altro di forte preoccupazione tra i lavoratori” – afferma Ciprini.

“È necessario che la Regione, oltre al rispetto dell’accordo siglato sulle concessioni delle acque minerali, sia parte attiva costituendo quanto prima una ‘cabina di regia’ formata da tutte le forze istituzionali interessate e dalle parti sociali, al fine di garantire l’occupazione, l’integrità dei due siti, il riconoscimento e la tutela dell’alto valore simbolico dei marchi delle acque minerali, che la cittadinanza umbra sente come propri.

Il mancato avvio di un confronto territoriale in cui la dirigenza avrebbe dovuto illustrare le azioni utili al consolidamento strategico dei due siti, costituisce una chiara violazione degli impegni presi al Mise che, tra l’altro, sta costantemente monitorando la situazione.

A tale proposito mi farò promotrice di una risoluzione in commissione Lavoro, congiuntamente con la commissione Attività Produttive, al fine di impegnare il Governo a interloquire con la proprietà. Oltretutto, persistono grandi difficoltà in essere a livello commerciale, determinate da una rete vendite inadeguata e incapace di riacquisire gli spazi di mercato persi in passato: attualmente il marchio Sangemini, risulta irreperibile quasi ovunque proprio a causa di strategie non idonee.

È quindi fondamentale che tra le priorità vi sia la presentazione entro la fine di giugno del nuovo piano industriale della proprietà Ami per gli stabilimenti locali, il riconoscimento dell’alto valore iconico, identitario, sociale ed economico per il territorio umbro dei due marchi storici e la tutela dell’occupazione.

È necessario sapere – conclude Ciprini – in tempi brevi quali saranno le linee guida del piano industriale di rilancio, così da rassicurare i lavoratori in merito al proprio futuro lavorativo”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*