Un Piano Nazionale di Resilienza anche per il Commercio e l’Artigianato

Nei borghi minori non esistono più servizi, quale destino per i centri storici e urbani maggiori

Un Piano Nazionale Resilienza anche Commercio e l’Artigianato

Un Piano Nazionale di Resilienza anche per il Commercio e l’Artigianato

Un Piano Nazionale – Nei borghi minori, anche il ciabattino ha abbassato la serranda perché non riesce a sbarcare il lunario.

“Non credo che dovremo aspettare a lungo la desertificazione anche dei centri storici ed urbani maggiori se non correremo ai ripari con fatti concreti e meno chiacchiere”.

Lo afferma Nadia Pellegrini, candidata alle regionali di domenica prossima nella lista di Alternativa Popolare per Tesei Presidente.

Un allarme che qualche settimana fa è stato lanciato anche dal Presidente di Confcommercio Umbria, nonché presidente della CCIAA Umbria, Ingegner Giorgio Mencaroni.

Oramai anche nelle città medio grandi intere vie centrali sono completamente buie perché le serrande dei negozi sono abbassate e sfregiate da orribili geroglifici e disegni intimi.

Uno scempio a cui sono sottoposte i nostri luoghi pieni di monumenti, di architettura pregiata, di arte, di cultura che nessun altro stato possiede.

Finora non si è trovata un’idea che potesse invertire la tendenza, ovviamente perché quelle emerse finora sono state pensate senza considerare le vere cause della sciagura.

Sgretolare i luoghi di aggregazione storici rappresentati dalle vie e piazze centrali, dove le persone si ritrovavano e socializzavano, dove c’erano gli uffici del Comune, i negozi commerciali ed artigianali, nei borghi i ragazzini giocavano a pallone e andavano in bicicletta senza essere controllati a vista, erano in sicurezza, per scegliere di portare all’estremo un consumismo sfrenato, con centri commerciali a pochi passi uno dall’altro, aperti 14 ore al giorno, sabato e domenica compresi, con ambienti riscaldarti d’inverno e rinfrescati d’estate, scintillanti per favorire acquisti, spesso di cose inutili, con facilità di parcheggio e senza divieti e limitazioni come invece accade nei centri storici, ha costretto molte persone ad abbandonare le case e chiudere i negozi nei centri storici ed urbani lasciando lo spazio a B&B, affitti brevi, negozi di Kebab, Turkish Pizza, oggettistica cinese e sigarette elettroniche, un abbandono che spesso ha favorito anche la malavita.

“Non ci lasciamo andare a questo pessimo destino, dobbiamo reagire, se questa è la causa basta rimuoverla” – raccomanda la Pellegrini – “tornare sui propri passi e prova di intelligenza, non di incapacità, dobbiamo reagire e trovare il coraggio di far rivivere i centri storici e urbani ed anche i borghi”

Un coraggio da leoni: rimuovere la causa, autorizzando le aperture domenicali delle attività commerciali ed artigianali solo nei centri storici, urbani, ciò agevolerà il ritorno di numerose attività commerciali ed artigianali, i numerosi spazi vuoti dovranno essere occupati anche da servizi pubblici, uffici comunali e di pubblica utilità, dovranno essere realizzati parcheggi (soprattutto sotterranei), bisognerà arricchire le vie con servizi essenziali: bagni pubblici, fontanelle con acqua potabile, cestini per i rifiuti, un arredo urbano contemporaneo, con indicazioni chiare per i luoghi più popolari, su supporti abbinati all’ambiente circostante ed una illuminazione adeguata.

Nei borghi della nostra regione, numerosi e ben conservati che regalano emozioni per la loro architettura, promuovere iniziative virtuose per farli diventare attrattivi per il turismo “slow”, incentivando un’animazione con manifestazioni legate alle tradizioni popolari tramandate dalla storia, un’animazione commerciale attraverso mercatini vintage e dell’usato, dedicati a hobbisti, artigiani, collezionisti e privati, sagre di prodotti tipici e proposte di accoglienza per gli innumerevoli gruppi di ciclisti e motociclisti, audaci passeggiatori della domenica, con queste presenze, fioriranno piccoli negozi di prodotti tipici e souvenir, paninoteche e piadinerie, pizzerie, ristoranti, bar e agriturismi.

Tantissime persone non lavoreranno più la domenica, la famiglia tornerà ad essere una comunità, dove staremo più vicini ai figli, ai nonni e agli zii.

Ricostruendo questa comunità, potranno tornare a funzionare i luoghi di aggregazione dove si potrà incontrare persone e socializzare a dimensione umana, chiudendo al traffico i luoghi cruciali, i bambini potranno muoversi liberamente, un quadro contrapposto a quello virtuale delle gallerie dei centri commerciali artificiali.

Creando questi presupposti molte famiglie troveranno la motivazione per tornare a vivere in questi luoghi riscoperti.

Ci sarà la necessità di corposi investimenti pubblici, di concorsi di idee che producano studi di fattibilità, gli stessi utilizzati per realizzare i centri e parchi commerciali che disegneranno l’assortimento merceologico ideale presentarsi ai consumatori e una fruibilità ottimale dei servizi che saranno ospitati in questi rinnovati spazi.

Il tutto studiato e inserito in un Piano di Resilienza Regionale o Nazionale, per il Commercio e l’Artigianato per i centri storici, urbani e per i borghi.

Nadia Pellegrini

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