Umbria, Zingaretti avanti con alleanze, ma PD non attende M5s

 
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M5s per ora Umbria congelata, e il 27 ottobre sarà fatale per Pd/Renzi
Foto Il Fatto Quotidiano

Umbria, Zingaretti avanti con alleanze, ma PD non attende M5s

Nicola Zingaretti ci crede, ma sulle alleanze nei territori non e’ disposto ad attendere il Movimento 5 Stelle. Nonostante la sconfitta il segretario del Partito democratico lascia la porta aperta, forte del risultato del suo partito che eguaglia il dato delle europee. Oltre a questo, c’e’ la consapevolezza che Vincenzo Bianconi, il candidato civico scelto assieme ai Cinque Stelle, ha incassato piu’ preferenze di Catiuscia Marini, la governatrice eletta con la segreteria Renzi e travolta dal caso delle nomine in Sanita’ .

Di fronte a questo, e’ il ragionamento che fanno i dirigenti dem, e’ facile e pretestuoso trincerarsi dietro un ‘ve lo avevo detto”. Il riferimento, nemmeno troppo implicito, e’ a Matteo Renzi che nella sua newsletter settimanale ai sostenitori individua nell’alleanza tra Pd e M5s la causa della sconfitta. E’ anche e soprattutto a Renzi che Zingaretti parla quando dice che “non si puo’ governare da avversari e nemici”.

E aggiunge: “Va rilanciata in fretta una visione del futuro e un profilo riformista e di rinnovamento del Governo. Va fatto insieme”. Continuare a cannoneggiare il governo, come si e’ visto alla Leopolda nelle ore precedenti il varo definitivo della manovra, porta con se’ delle conseguenze sulla tenuta dell’ esecutivo, e’ il messaggio.

“L’alleanza ha senso solo ed esclusivamente se vive in questo comune sentire delle forze politiche che ne fanno parte, altrimenti la sua esistenza e’ inutile e sara’ meglio trarne le conseguenze”, scrive Zingaretti.

Il segretario, dunque, non chiude definitivamente la porta: per lui la strada e’ ancora quella della costruzione di un campo largo, in cui siano protagoniste le forze civiche, con i partiti in posizione piu’ defilata. Si tratta di una declinazione della ‘ questione morale’ di berlinguer che, come ha spiega anche il commissario del Pd umbro Walter Verini, non riguarda soltanto i soldi, ma soprattutto il modo in cui i partiti devono stare nella societa’ .

La strada e’ quella seguita anche in Abruzzo e Sardegna, dove la coalizione che vedeva al centro il Pd affiancato da altri partiti di centro sinistra come Leu e da liste civiche e territoriali, ha dato prova di funzionare. Intanto da orfiniani e Italia Viva e’ un fuoco incrociato sul Nazareno. I toni sono aspri, a cominciare proprio da Matteo Renzi che definisce un errore l’ aver stipulato l’ alleanza nella regione con il coinvolgimento del governo e attacca: “Mi sembra geniale cerare di dare a me la colpa”. Ma e’ alle retrovie che Renzi lascia l’ artiglieria pesante.

Per un renziano di ferro come il deputato Luciano Nobili, Zingaretti e’ stato “penoso” nel tirare in ballo Matteo Renzi per spiegare le ragioni della crisi. Ma duro e’ anche Matteo Orfini e la minoranza dem che gli si raccoglie attorno: “Se perdi sacrificando le tue battaglie ad alleanze innaturali, puoi solo perdere ancora”, scrive Orfini su Twitter mentre il senatore a lui vicino, Francesco Verducci, accura la segreteria dem di avere “giustiziato” Catiuscia Marini (la governatrice dem coinvolta nel caso delle nomine in sanita’ e dimessasi) creando i presupposti per la sconfitta.

Da Base Riformista, area guidata da Luca Lotti e Lorenzo Guerini, arriva un salvacondotto assieme alle critiche per come e’ stata costruita l’ alleanza in Umbria e per quanti, nel governo, alimentano le polemiche in maniera strumentale: “L’ alternativa a questa destra non si costruisce con le ammucchiate ma con un progetto politico forte e credibile, ancorato alla realta’ e partecipato nel Paese”, spiega Lorenzo Guerini.

“Ma non si costruisce neppure con le polemiche quotidiane, con la logica delle ‘ bandierine’ o con l’ assenza di solidarieta’ che porta a decidere di volta in volta se e quali battaglie combattere, a seconda della convenienza. Altrimenti la costruzione dell’ alternativa alla destra, se questo e’ l’ orizzonte che condividiamo, non fa passi in avanti”.

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