Sergio De Vincenzi, minori, che fine hanno fatto i soldi stanziati dalla regione

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Sergio De Vincenzi, minori, che fine hanno fatto i soldi stanziati dalla regione “Nel corso degli ultimi anni abbiamo constatato un reale disinteresse nel promuovere politiche di sostegno dell’affido familiare, sia a livello regionale che comunale. Sul fronte dell’istituto dell’adozione la situazione risulta essere ancor più fumosa e frammentaria. Indagare sul sistema di gestione e cura dei minori nella nostra regione sembra essere un argomento spinoso da trattare, soprattutto per la Giunta Marini. Ancor più se si pensa che il flusso di fondi erogati dalla Regione per il mantenimento dei minori collocati fuori falla famiglia di origine, non viene adeguatamente rendicontato dai comuni e dalle zone sociali, ponendo così un grosso interrogativo sui criteri di gestione complessivi”: lo afferma il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria next).

“Già dalla prima richiesta di indagine conoscitiva sui servizi residenziali e l’affido familiare dei minori – ricorda De Vincenzi – da me proposta il 7 maggio 2018 e approvata in Terza commissione in data 11 maggio 2018, emerse che i risultati non erano del tutto chiari, anche perché l’aggiornamento dei dati risultava fermo all’anno 2015.

Dai numeri di cui dispone la Regione Umbria, secondo quanto riferito dall’assessore Barberini durante una seduta di question time, che andrebbero però confrontati e incrociati con quelli archiviati dai servizi sociali territoriali e dal Tribunale per i Minorenni, risulterebbero inseriti in comunità di varia natura circa 224 minori, 89 dei quali stranieri fra accompagnati (31) e non accompagnati (58). Una popolazione decisamente importante, che riteniamo sia aumentata negli ultimi tre anni.

Si continua a derogare alle linee di indirizzo nazionali e regionali sull’affidamento familiare che prevedono, come extrema ratio, proprio l’inserimento in comunità del minore, favorendo e incentivando il più possibile il collocamento in famiglia”. “Nel corso degli ultimi anni – prosegue il consigliere – abbiamo constatato un reale disinteresse nel promuovere politiche di sostegno dell’affido familiare, sia a livello regionale che comunale. Un istituto che oltre ad offrire un’alternativa auspicabile per un fisiologico sviluppo affettivo-relazionale del minore, rappresenta un beneficio sociale complessivo. Non ultimo quello economico. Se, infatti, il mantenimento di un minore inserito nelle strutture residenziali umbre costa in media alle casse pubbliche da 90 a 140 euro al giorno, ogni anno vengono sborsati nei capitoli di spesa sociale circa 8milioni di euro.

Una cifra fuori da ogni comprensibile criterio, che in buona parte potrebbe essere reinvestita nel sostenere le famiglie di accoglienza per questi minori”. “Sul fronte dell’istituto dell’adozione – aggiunge – la situazione risulta essere ancor più fumosa e frammentaria. Il 28 maggio scorso ho avanzato in Terza commissione la richiesta di un’approfondita indagine conoscitiva sulla situazione delle adozioni in Umbria, con particolare riferimento al ruolo dei servizi socio-sanitari relativi a tutta la fase di pre e post adozione.

La Commissione, pur bocciando la richiesta, fece istanza agli uffici dell’assessorato competente cui seguì un primo invio di dati risultati assolutamente generici e riscontrabili già sul sito internet ufficiale della Commissione per le Adozioni Internazionali. Successivamente la Commissione respinse anche una nuova richiesta di indagine sulla gestione delle adozioni nella nostra regione negandone così l’avvio. Insomma, abbiamo ricevuto un perentorio quanto inquietante ‘vietato indagare’, che fa riflettere, in particolar modo riguardo alle politiche regionali per la cura dei diritti dei minori”. “Temiamo – conclude – che questa continua, insistente e persistente autoreferenzialità della gestione politica e sociale di questa Giunta stia davvero pregiudicando anche la qualità del lavoro degli attori coinvolti nella catena burocratica per la gestione dei minori. I primi a farne le spese, ovviamente, sono proprio loro”.

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