Centrodestra e giunta Proietti in aspro confronto
Scontro in Consiglio – La seduta del Consiglio Regionale tenutasi giovedì 10 aprile ha visto un acceso confronto tra i membri del centrodestra e la giunta guidata da Proietti, incentrato sulla manovra fiscale che rappresenta una delle più pesanti degli ultimi decenni. La discussione si è aperta con un clima di alta tensione, in un contesto già segnato dalle polemiche riguardanti un gettito previsto di 184 milioni di euro in tre anni, derivante da Irpef e Irap, destinato a coprire il disavanzo del settore sanitario che è passato da -90 milioni a -73 milioni, per chiudere infine a -52 milioni, tenendo conto anche della quota del fondo di dotazione.
L’aumento delle tasse, che colpirà in particolare i cittadini con un reddito lordo superiore ai 28 mila euro annui (mentre per coloro che guadagnano fino a tale soglia è prevista una diminuzione), è stato deciso a seguito di una contestata due diligence commissionata a KPMG. Dopo le manifestazioni di protesta avvenute in piazza la mattina, lo scontro si è spostato in aula, dove la tensione è aumentata ulteriormente.
Dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime di femminicidio e un question time, il centrodestra ha avanzato la richiesta di discutere una mozione di sfiducia, che avrebbe comportato uno slittamento della manovra bis oltre il 15 aprile, rinviando così eventuali aumenti dell’Irpef per il 2025. Tuttavia, la presidente del Consiglio, Sarah Bistocchi, ha dichiarato che utilizzerà il tempo necessario per valutare l’ammissibilità della mozione, non essendoci limiti di regolamento in merito.
Le opposizioni hanno tentato di bloccare i lavori per convocare la capogruppo, ma la proposta è stata respinta con 13 voti contrari e 8 favorevoli. Un’ulteriore richiesta di sospensione, avanzata dalle minoranze per consentire un confronto con le parti sociali, ha subito la stessa sorte. La situazione si è fatta sempre più tesa, con il dibattito sulla manovra che ha visto un deterioramento ulteriore dei toni.
Il centrodestra ha insistito affinché fosse indicato un relatore per la minoranza, ma poiché questa richiesta non era stata formalizzata in commissione, il centrosinistra ha sottoposto il tema al voto, che si è concluso con 13 voti contrari e 8 favorevoli, portando al rifiuto della proposta. “Ci mettete il bavaglio”, hanno urlato i membri del centrodestra, amplificando la già accesa atmosfera in aula.
Con l’intervento di Francesco Filipponi, relatore di maggioranza del Partito Democratico, è iniziato il dibattito sulla manovra. A seguire, l’assessore al Bilancio Tommaso Bori, in qualità di consigliere dem, ha presentato il maxi emendamento della maggioranza, noto come manovra 2.0, nonostante vi fosse un ddl originario di 323 milioni di euro. L’esponente di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, ha criticato la procedura adottata, accusando la giunta di violare il regolamento, sottolineando che prima andavano discussi i ddl e poi gli emendamenti. Nonostante le contestazioni, Bori ha proseguito con l’illustrazione delle misure.
La seduta ha evidenziato un profondo dissenso tra le forze politiche, con il centrodestra che ha manifestato una forte opposizione alla manovra proposta, definita da molti come un ulteriore peso per le famiglie umbre, già provate da un contesto economico difficile. La giunta Proietti, al contrario, ha difeso le scelte fatte come necessarie per garantire la sostenibilità finanziaria della regione, in particolare nel settore della sanità.
Il dibattito è destinato a proseguire, con la minoranza che promette di continuare a opporsi a quelle che definiscono misure penalizzanti per i cittadini. La manovra fiscale è diventata così il fulcro di una battaglia politica che riflette le divisioni profonde tra le diverse anime del Consiglio Regionale, con ripercussioni che potrebbero influenzare non solo il futuro immediato della regione, ma anche il clima politico nel lungo periodo.

Commenta per primo