Sanità umbra di nuovo al collasso, tre anni di pandemia e sembra il primo giorno

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Sanità umbra di nuovo al collasso, tre anni di pandemia e sembra il primo giorno

“Oltre due anni dopo l’inizio della pandemia in Europa la sanità umbra è di nuovo in pieno collasso. Tra continui cambi di dirigenti, strutture ospedaliere prive di personale e attrezzature, cronicità non curate, è da oltre due mesi che il picco pandemico sta tornando purtroppo a livelli molto alti e siamo di nuovo a rincorrere l’emergenza, come se la pandemia fosse scoppiata dieci giorni fa”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) aggiungendo che “è servito sollecitare il Governo affinché stamattina il Ministero della Sanità inviasse una circolare a tutte le Regioni raccomandando di potenziare le misure volte a fronteggiare l’emergenza pandemica, garantendo l’ampliamento dei posti letto di area medica e di Terapia Intensiva dedicati al Covid”. “Nel frattempo – prosegue il consigliere di opposizione – i due ospedali di Perugia e Terni sono di nuovo totalmente fuori controllo.

Al Santa Maria della Misericordia vengono rianimati pazienti nei corridoi dell’ospedale. L’unico reparto Covid presente è stracolmo di pazienti e abbiamo un ospedale da campo costato oltre 4 milioni di euro con 22 posti letto totalmente inutilizzato. Al 30 giugno sono state interrotte tutte le prestazioni delle Usca, i medici di medicina territoriale che prestavano servizi domiciliari ai pazienti Covid positivi, con la conseguenza che centinaia di malati, soprattutto anziani, sono settimane che non ricevono più alcuna assistenza e affiancamento sanitario nel territorio.

Le nuove sottovarianti del Covid si stanno purtroppo diffondendo con grande velocità, con un virus molto mutato che sta portando ad un importante aumento della contagiosità apparentemente in grado di eludere le difese immunitarie dei vaccini e quelle naturali. A fronte di questa situazione – aggiunge – abbiamo un piano pandemico fermo a due anni fa, con reparti covid stracolmi e pazienti ammassati, quando ci sarebbe stato tutto il tempo per ripensare complessivamente ad un sistema diverso di gestione dell’emergenza, magari mantenendo i pazienti positivi nei reparti di provenienza, adeguando standard e percorsi terapeutici”.

Fora rileva che “purtroppo nella nostra regione la programmazione sembra scomparsa totalmente dai radar della sanità, che nel frattempo si gloria di aver aperto un nuovo reparto al Santa Maria della Misericordia per la neuropsichiatria infantile (servizio assolutamente necessario, ma privo di qualsiasi collegamento con il territorio e con la rete dei servizi socio-sanitari) e di aver aumentato le rette per la residenzialità degli anziani. Con la conseguenza che da diverse settimane ci risulta (e spero di essere smentito) che i servizi socio-sanitari territoriali abbiano rallentato le richieste di inserimento in struttura per anziani con gravi patologie croniche non curabili a domicilio per problemi di budget. E’ inaccettabile che dopo due anni siamo di nuovo a gestire la pandemia come fosse il primo giorno. Ed è inaccettabile che di nuovo tutto il peso del picco pandemico si scarichi sugli ospedali senza che sia stata ripensata minimamente la rete dei servizi sanitari territoriali, il ruolo e i servizi delle strutture sanitarie territoriali”.

“Inaccettabile è che ancora una volta – conclude Andrea Fora – tutto il peso si scarichi sul personale sanitario massacrato da turni infernali, che lottano quotidianamente tra richieste incalzanti dei pazienti e dei loro familiari per garantire un diritto alla salute pubblica che ormai pare essere una chimera da mantenere. Inaccettabile è anche che il servizio pubblico si rifiuti di inviare pazienti gravi nelle strutture per mancanza di budget. Ma soprattutto è inaccettabile che questa Regione continui a navigare a vista, improvvisando scelte e decisioni sulla scorta di un’emergenza sanitaria che dura da due anni e che pare stiamo trattando come fosse esplosa da qualche giorno. Se due anni fa l’alibi della maggioranza a trazione leghista di questa regione era quello di aver ereditato un sistema sanitario deficitario, oggi quale sarà la motivazione che verrà data a questa situazione di emergenza?”.

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