Programma Scuola del M5S, Gallinella, quella pubblica al centro delle politiche del futuro Governo

L'istruzione scolastica italiana deve tornare ad essere un’eccellenza nel mondo

 
Chiama o scrivi in redazione


Filippo Gallinella anche oggi solo chiacchiere da bar sui 5 stelle

“Il M5S ha elaborato un programma-scuola con il consueto supporto degli iscritti, con un unico obiettivo: la scuola pubblica deve tornare ad essere al centro delle politiche del futuro Governo, il quale dovrà fare il possibile per renderla davvero gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa”.

Ad affermarlo è il deputato 5Stelle, Filippo Gallinella, che spiega: “Per raggiungere lo scopo sarà necessario aumentare le risorse che lo Stato destina al comparto Istruzione e, dall’attuale 7,9%, si dovrà arrivare perlomeno alla media europea del 10,2%. Risorse che saranno destinate alla riqualificazione edilizia e alla valorizzazione del ruolo degli insegnanti così da motivarli e utilizzate anche per un ampliamento dell’offerta formativa e per un’innovazione della didattica, così da combattere una volta per tutto la dispersione scolastica.

Ma il programma del Movimento 5 Stelle per la scuola non finisce qui: l’obiettivo è anche quello di assumere tutti i Dirigenti Scolastici necessari a garantire il funzionamento dei singoli istituti, dato che neppure il prossimo concorso bandito dall’attuale amministrazione servirà a far fronte alla carenza di organico.

Per quanto riguarda il reclutamento docenti, qualora arrivassimo al Governo, metteremo a punto un nuovo piano assunzioni applicando alcuni correttivi alla cosiddetta Buona Scuola: il primo punto riguarda l’eliminazione della chiamata diretta, un meccanismo che oltre a presentare delle enormi difficoltà di attuazione non ha ridotto le criticità, anzi le ha acuite. Con l’occasione il M5S rimetterà mano alla riforma del reclutamento, riducendo la durata del FIT da tre a due anni, uno dedicato alla formazione e un altro all’esperienza sul campo.

Per migliorare l’offerta formativa è necessario rivedere il piano di formazione del personale scolastico, distaccandosi da quei sistemi che ormai sono superati. Inoltre è intenzione del M5S introdurre una équipe formativa territoriale (ETF) composta da professionisti in ambito pedagogico, così da essere da supporto per le comunità scolastiche presenti sul territorio.

Aumentando i fondi destinati alla scuola si potrà incentivare la sperimentazione con una diffusione delle metodologie didattiche innovative costantemente supportata dalla ricerca scientifica nel campo della programmazione. Un’altra nota dolente è l’alternanza scuola-lavoro introdotta con la Buona Scuola, uno strumento in mano alle aziende per avere forza lavoro gratuitamente.

Ecco perché il M5S vuole cancellarla, in favore di percorsi formativi più ampi come ad esempio l’azione di apprendimento nel territorio. Non potrà mancare naturalmente un piano di riqualificazione degli istituti: un programma decennale per la messa a norma e in sicurezza non solo di tutte le scuole italiane, ma anche degli ambienti dedicati all’apprendimento. A questo sarà affiancato un piano di ricognizione e monitoraggio costante dei lavori eseguiti.

Infine, vogliamo la cancellazione dei finanziamenti per le scuole private: d’altronde, l’articolo 33 della Costituzione prevede che gli enti privati possono istituire delle scuola private, ma lo Stato non deve avere alcun onere. Per questo motivo il Movimento 5 Stelle vuole abolire la destinazione di fondi alle scuole paritarie, ad eccezione di quelli per le scuole dell’infanzia e per gli asili nido.

Per far tornare la scuola italiana ad essere un’eccellenza nel mondo, bisogna smantellare i danni provocati dalla riforma Gelmini che ha sottratto all’istruzione quasi 9 miliardi di euro e ha drammaticamente impoverito l’offerta formativa. Il Movimento 5 Stelle vuole più risorse per la scuola, da reinvestire con queste finalità: ripristinare il tempo pieno e la compresenza di più docenti in classe, ridurre il numero di alunni per classe, ripristinare le ore tagliate a materie fondamentali come la geografia, la musica, l’educazione civica e la storia dell’arte e inserirne di nuove come l’educazione alimentare, ambientale e all’affettività.

In questo modo combattiamo la dispersione scolastica e garantiamo una vera inclusione di tutti gli studenti. Un vecchio adagio – conclude Gallinella – recita: se pensi per 1 anno semini in un campo di grano, se pensi per 10 anni pianti un bosco, se pensi per 100 anni costruisci una scuola. Ecco noi vogliamo pensare al futuro e vogliamo partire dalla scuola”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*