Politiche, CasaPound, pronti a sostenere Salvini premier

CasaPound: "Dovrebbe essere un governo che non ha Tajani premier e Brunetta all'economia, ma sarebbe un governo che dovrebbe avere un Salvini premier e un Bagnai all'economia"

Politiche, CasaPound, pronti a sostenere Salvini premier

ROMA – “Se c’è la possibilità di fare un governo sovranista che ci porta fuori dall’euro e fuori dall’Unione Europea e che blocca l’immigrazione che sono i tre punti principali del nostro programma siamo pronti a sostenerlo”, a dirlo a 24Mattino su Radio 24 è Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound. “Dovrebbe essere un governo che non ha Tajani premier e Brunetta all’economia, ma sarebbe un governo che dovrebbe avere un Salvini premier e un Bagnai all’economia”, ha continuato il leader di CasaPound che ha poi spiegato: “Noi siamo pronti a sostenere esternamente, ovviamente la fiducia è una delle prassi per far nascere il governo, però , poi sarebbe un appoggio esterno. Non vogliamo ministeri, non vogliamo sottosegretariati”.

“Mi occupo della Lega e del centrodestra, lavoro perché gli italiani scelgano un governo di centrodestra a guida leghista. Tutto quello che accade fuori non mi interessa. Non vedo l’ ora di essere messo alla prova, poi il 5 marzo sarò pronto ad incontrare tutti”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, Che da un incontro elettorale in programma a Rieti ha risposto a quanti gli chiedevano la sua posizione sulle parole del leader nazionale di Casapound, Simone Di Stefano, che ha annunciato la volontà di sostenere un ipotetico Governo guidato da Salvini.

Il tentativo in corso nel centrodestra è quello di realizzare una manifestazione unitaria, che non sia appannaggio di un singolo partito. Nessun logo su candidati premier, “una kermesse di tutti”. Nella coalizione si sta discutendo sulle regole d’ ingaggio riguardo l’ iniziativa programmata da Salvini e Meloni per il 1 marzo. “Giovedì alle 18 all’Atlantic dell’Eur ci saranno Berlusconi, Meloni, quarta gamba e tutte le gambe del mondo”, afferma Salvini.

Il Carroccio fa capire che non saranno previste prove di forza e Berlusconi ha dato nei giorni scorsi una disponibilità di massima. Il Cavaliere e’ dunque tentato: salire sullo stesso palco con gli alleati potrebbe dare una prova di compattezza alla vigilia del voto ma anche permettere all’ex presidente del Consiglio di rivendicare il suo ruolo di king-maker della coalizione. Ma in FI molti frenano.

Il ricordo va alla manifestazione dell’8 novembre del 2015 a Bologna quando l’ex premier si prese anche qualche fischio dalla platea presente. La preoccupazione dei vertici azzurri, riferiscono fonti parlamentari, e’ che ci possa essere una piazza ‘ sovranista’ e che Lega e Fdi possano attrarre voti e superare il partito azzurro nella competizione tutta interna che si gioca nel centrodestra. Il nodo si dovrebbe sciogliere nelle prossime ore. Per ora i partiti del centrodestra sono andati in ordine sparso: Fdi e’ sceso in piazza a Roma per firmare il ‘ patto anti-inciuci’ , sabato scorso la Lega ha radunato le truppe a Milano e domenica Berlusconi ha riempito il teatro Manzoni.

Tra i parlamentari del Carroccio sotto traccia c’ e’ chi lamenta che la kermesse di sabato sia stata in qualche modo boicottata dai mass media, anche da parte delle tv berlusconiane. Intanto nel partito di via Bellerio e’ sempre piu’ scontro tra Salvini e Maroni: “La Lega non puo’ cancellare ‘ Prima il nord’ “, afferma il presidente della Lombardia che poi definisce Tajani “un ottimo premier”.

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