Pnrr, Bianconi, presidente ha fatto tutto da sola e per i prossimi 50 anni

 
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Zona rossa, una catastrofe, Vincenzo Bianconi alza la voce e chiede perché

Pnrr, Bianconi, presidente ha fatto tutto da sola e per i prossimi 50 anni

Bianconi su Pnrr: “Da sola la Tesei ha scelto il destino dell’Umbria per i prossimi 50 anni. Non va bene! Si apra una reale stagione di concertazione con la politica e le parti sociali”. In l’Umbria sta passando un treno carico di MILIARDI di EURO… risorse che andrebbero utilizzate per cancellare la crisi economica e costruire un futuro sostenibile sotto tutti i punti di vista.

Una partita così importante che condizionerà il futuro per i prossimi 50 anni nella nostra regione, non ha avuto purtroppo un percorso strutturato di confronto e partecipazione reale, volto a perseguire una visione concreta, armonica e complementare dell’Umbria di domani, partendo dalla risoluzione dei problemi di oggi.

Come consigliere regionale è da mesi che invoco la definizione di un percorso serio di confronto volto a far emergere le idee migliori, per poter poi mettere chi legittimamente governa la regione nelle condizioni di fare le scelte migliori per il Bene Comune. Questo mi è stato più volte promesso nelle sede istituzionali ma purtroppo non è mai avvenuto. Soltanto ieri la Presidente Tesei ci ha rappresentato in Commissione cosa ha deciso.. per tutti noi e per il futuro dei nostri figli.

Durante la sua esposizione la Presidente ha parlato di una avvenuta condivisione del PNRR, ma essendo state in passato su altri temi queste affermazioni prive di reale fondamento… mi sono preso lo scrupolo di fare alcune telefonate, per capire.

Siamo alle solite… anche in una partita così importante, dove se sei coscienzioso, ti dovrebbero tremare i polsi prima di chiudere qualsiasi scheda, per l’importanza che queste scelte avranno sugli Umbri di oggi e di domani.. che dire…. anche in questo caso si ha avuto il coraggio o la spregiudicatezza di andare dritti.. da soli.

Non si può chiamare “confronto” mandare oltre 300 pagine di progetti ad un referente di un sindacato di categoria e chiedergli da li’ a poche ore un parere… senza che questo poi abbia potuto attivare, come la rappresentanza dovrebbe imporre, un successivo percorso di analisi e confronto interno con i suoi organi/associati. Ieri sono stati molti i Presidenti di Associazioni e sindacati ad aver ricevuto telefonate dai loro soci, allo scuro di tutto, che invece apprendevano dai media le dichiarazioni… circa ampie intese e condivisioni con le rappresentanze sindacali e sociali.

Alcuni speravano che almeno lui…. il Presidente avesse condiviso per tutti le scelte più importanti; altri erano semplicemente arrabbiati per non essere stati coinvolti e volevano capirne le ragioni. Lo stesso sconcerto c’è stato anche nel mondo della politica, gli stessi consiglieri regionali di maggioranza… se non tutti quasi, hanno visto i progetti presentati dall’Umbria al Governo per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza soltanto dopo il loro invio a Roma.

Non parlo poi delle Istituzioni locali e dei Sindaci, dove il rapporto è stato a macchia di leopardo.. ancora una volta a testimonianza dell’assenza di una vera e concreta visione d’insieme dell’Umbria e del suo futuro. Da Umbro, da Consigliere Regionale, avrei auspicato la definizione di un metodo chiaro per affrontare, ripeto, una programmazione che non può essere ostaggio di logiche partitiche o delle ambizioni personali di qualche politico Umbro.

Tutti noi sentiamo il peso di questo momento che ci schiaccia tra crisi ed opportunità per rinascere. La Presidente sempre ieri, al termine del suo discorso in Commissione regionale, ha invocato ancora una volta il senso di responsabilità che dovremmo avere tutti in questo momento, ha invocato all’unità tra tutte le forse politiche ed alla cooperazione… che dire…..purtroppo oggi mi resta sempre più difficile crederlo veramente… ormai penso che queste frasi da alcuni vengano usate come formule standard da inserire nei discorsi.. perché ci stanno bene e fanno colore.. ma prive di reali conseguenze e volontà attuative. Da Umbro dico che amo la mia terra, sono obbligato a sperare ed a fare tutto quanto in mio potere nel rispetto della legge, per far si’ che l’Umbria possa rialzarsi.

Nel cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno mi sento di dire che c’è ancora spazio per introdurre miglioramenti, ormai occorre attendere la definizione delle schede finanziate, e magari poi aprire una prima vera stagione di concertazione.

La messa a terra della fase attuativa, in funzione delle reali risorse concesse, da armonizzare con i fondi della programmazione Europea 20121-2027 sarà fondamentale per dare all’Umbria un futuro dignitoso. A l’Umbria serve un cambio di passo e di metodo nel fare le cose, soltanto così potremmo divenire non succubi ma artefici del nostro futuro.

Un salto culturale serve e di metodo. Serve a quasi tutti i livelli della nostra comunità e questo è il momento in cui dobbiamo avere il coraggio di attuarlo, dando veramente il meglio di noi, in tutti i mondi nei quali ci troviamo ad operare.. oggi siamo ad un punto di non ritorno… possiamo farcela.. ma ripeto dipende da ognuno di noi …. e’ la sommatoria di questi noi alla fine a fare la differenza tra l’aver costruito un cambiamento funzionale a tutta la nostra comunità o purtroppo delle piccole Oasi che salveranno forse per un po’ soltanto alcuni. S

egreteria – Vincenzo Bianconi – Consigliere regionale dell’Umbria

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