Perugina, Carla Spagnoli, 53 persone per 36 settimane di lavoro in più, tornano i conti?

 
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Centro Storico Perugia, Carla Spagnoli invia lettera aperta al Professor Luca Ferrucci

Perugina, Carla Spagnoli, 53 persone per 36 settimane di lavoro in più, tornano i conti?

da Carla Spagnoli (Presidente Movimento per Perugia)
Quanti numeri abbiamo letto e sentito in queste settimane sulla Perugina e sull’arrivo dei Kit Kat a San Sisto… Gli ultimi, in ordine di tempo, li ha dati Luca Turcheria, delegato FLAI-CGIL in Perugina, che ha partecipato a due coordinamenti Nestlè a Milano e Ginevra. Turcheria, con i suoi abituali toni “ottimistici”, ha confermato l’arrivo a San Sisto di 1500 Tonnellate in più «legate alla produzione del nuovo Kit Kat e di una nuova sfoglia di cioccolato, una “Lastrina”». Turcheria ha continuato il suo intervento e ha parlato di «strategicità e importanza del Bacio Perugina sul quale Nestlè punterà ancora per la promozione del proprio dolciario».

Insomma, una Perugina che presto, agli occhi di Turcheria, dovrà diventare una fabbrica dove tutto girerà per il meglio: non dimentichiamo, però, che dichiarazioni e rassicurazioni di questo tipo sono anni che escono dalla bocca di Turcheria e company, senza che seguono riscontri concreti per i lavoratori della Perugina… Ma Turcheria non si è certo fermato qui e ha annunciato pure che «a fronte di questo aumento di produzione Nestlè ha fatto presente che saranno necessarie 53 persone per 36 settimane di lavoro in più». Numeri pazzeschi, insomma, ma davvero tornano i conti?

Ragioniamo: 36 settimane significherebbero 9 mesi di lavoro in più! In pratica è come se in Perugina si lavorasse sempre, escludendo maggio e le settimane di ponte… Magari fosse così, ma a questi ritmi neppure i Baci sono mai stati prodotti finora! E poi 53 persone? Per 1500 tonnellate in più? Sarebbe un sogno, ma allora come si giustificano le centinaia di esuberi di pochi mesi fa?

Queste cifre date da Turcheria che, come sempre, è fonte di eccessivo ottimismo, ci lasciano francamente un po’ perplessi, se consideriamo anche il fatto che, al netto dell’arrivo del Kit Kat e delle “Lastrine”, è stata confermata la dismissione di altri storici prodotti Perugina come i “Tre Re”, i “Dimmi di Sì”, i “Gianduiotti” e i “Doppio Fiocco”: parliamo di “sole” 40 Tonnellate, è vero, ma parliamo anche e soprattutto di prodotti legati indissolubilmente alla Perugina, alla sua storia e alla sua identità…

Perdere questi prodotti tipici del marchio in favore di nuovi che oggi possono essere prodotti a San Sisto, ma domani chissà dove, non potrebbe a lungo termine essere un rischio per i lavoratori…? Perdere i “Tre Re”, i “Dimmi di Sì”, i “Gianduiotti” e i “Doppio Fiocco”, dopo aver già perso le “Cinzia”, il Torrone “Nigro” e dopo aver esternalizzato le “Rossana” e le “Ore Liete”, significa dire addio ad un ulteriore pezzo della vecchia Perugina… E domani che rimarrà di peculiare in Perugina, a parte il Bacio?

Che ne sarà della sua anima perugina, così legata al territorio? Com’è possibile che si continui a sottovalutare queste dismissioni e nessuno muova un dito per fermarle? Ancora una volta temiamo di trovarci davanti ai “soliti” sindacalisti che guardano il dito ma non la luna…

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