Perugina, San Sisto, nessun licenziamento, obiettivo raggiunto

Baci Perugina, completato il piano di investimenti di 60 milioni di euro

Perugina, San Sisto, nessun licenziamento, obiettivo raggiunto PERUGIA – “Nessun licenziamento nello stabilimento di San Sisto, l’obiettivo e’ stato raggiunto. Con ogni lavoratore e’ stata concordata una soluzione: ricollocazioni esterne e interne, esodi e prepensionamenti”. Con queste parole il direttore delle relazioni industriali della Nestlè, Gianluigi Toia, ha tratteggiato davanti ai giornalisti il quadro definitivo del piano sociale di gestione degli esuberi nello stabilimento Perugina di San Sisto.

A un anno dall’annuncio da parte dell’azienda, nel maggio scorso, di 364 esuberi e dopo una lunga serie di tavoli di confronto tra Perugia e Ministero dello Sviluppo economico, la vertenza si chiuderà ufficialmente mercoledì della prossima settimana, con l’incontro con i sindacati. Intanto, però, l’azienda ha svelto le cifre previste dal piano, che prevede 182 ricollocazioni interne e 182 ricollocazioni esterne, scongiurando definitivamente la possibilità di una proroga della cassa integrazione per quei lavoratori che ne fossero rimasti fuori.

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“La metà dei 364 esuberi hanno scelto la ricollocazione esterna, con 146 persone incentivate all’ esodo, delle quali 40 stanno seguendo un piano di outplacement con la società che abbiamo messo a disposizione e altri hanno fatto scelte personali; 35 persone che verranno accompagnate alla pensione (pre-pensione) e una che ha trovato collocazione in un’ altra azienda con la ‘dote di assunzione’ messa a disposizione da Nestlè – ha spiegato Toia – l’altra metà degli esuberi, invece, sarà ricollocata in azienda: 10 persone nel gruppo Nestlè al di fuori di San Sisto e 172 persone a Perugia, con contratto part-time semestrale a tempo indeterminato incentivato, aderente alle esigenze produttive e di stagionalità”.

Uno dei dati più significativi è che l’ipotesi della ricollocazione in altre aziende, con incentivo di 30mila euro al lavoratore e 30mila euro all’azienda che si impegna ad assumere, è stata accettata da un solo dipendente. “Molti hanno preferito rimanere in Perugina, pur con il part-time, piuttosto che una soluzione esterna – ha sottolineato Toia – è la dimostrazione della qualità delle condizioni di lavoro che Nestlè offre nelle proprie aziende. Siamo molto soddisfatti di questo esito”. A questo punto l’accordo finale dovrebbe essere chiuso la prossima settimana, poi ci saranno gli adempimenti per i prepensionamenti e per le uscite incentivate, con l’obiettivo di “chiudere tutto entro il mese di giugno e approcciarci alla prossima stagione con il nuovo assetto”.

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“Per il piano sociale Nestlè ha investito circa 20 milioni di euro”, hanno affermato i vertici riuniti a Perugia. Oltra a Toia, si sono seduti al tavolo il direttore Corporate Affairs del Gruppo Nestlè in Italia, Manuela Kronn; il direttore tecnico dello stabilimento Perugina, Francois Pointet e il direttore del personale, Stefano di Giulio. “La fabbrica di San Sisto andrà a regime con 613 unità , tra full-time e part-time a tempo indeterminato – hanno precisato – anche con questo nuovo assetto, quella di Perugia rimane numericamente la più grande fabbrica di cioccolato d’Italia. Più flessibile e moderna ma soprattutto più competitiva”.

Toia si è detto “molto soddisfatto, perché la gestione pur nelle difficoltà ha prodotto risultati positivi. Abbiamo ottenuto l’ obiettivo della competitività ma abbiamo perseguito soluzioni attente alle persone e alle famiglie: non era scontato trovare soluzioni ad hoc accettate da tutti. Nestlé e’ da 30 anni proprietario di Perugina e non ha mai licenziato nessuno, continuando però ad evolversi, condizione essenziale”. Per quanto riguarda il rapporto avuto in questi mesi con le istituzioni, il direttore delle relazioni industriali Nestlè si è soffermato soprattutto sul Ministero dello Sviluppo economico: “In particolare l’onorevole Teresa Bellanova ha avuto un ruolo assolutamente positivo. Avendo una visione più ampia delle vertenze in Italia, che chiamato al senso di responsabilità tutte le parti”.

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