Osservatorio disabilità, nessuna ricostituzione effettiva in Umbria

Osservatorio disabilità, nessuna ricostituzione effettiva in Umbria

Associazioni escluse, liste d’attesa in forte crescita

Nonostante i recenti annunci della Regione Umbria sull’approvazione delle linee guida per l’attuazione del progetto di vita delle persone con disabilità, nulla di concreto è stato realmente messo in atto. Il comunicato regionale del 19 giugno ha presentato l’atto come una svolta decisiva, accompagnandolo alla notizia della presunta ricostituzione dell’Osservatorio Regionale sulla Condizione delle persone con disabilità. Tuttavia, alla prova dei fatti, non risulta alcun atto formale che certifichi la riattivazione di questo organismo previsto da una normativa regionale.

Le principali associazioni rappresentative del settore non hanno ricevuto comunicazioni ufficiali, né sono state coinvolte in processi partecipativi. Il mancato avvio di un confronto reale segnala l’assenza di volontà nel restituire trasparenza e monitoraggio alle politiche pubbliche dedicate alla disabilità. In questo contesto, gli annunci vengono percepiti come strumenti di propaganda, lontani dai bisogni concreti di cittadini e famiglie.

A fronte di una narrazione istituzionale orientata all’effetto mediatico, i dati sulle liste d’attesa raccontano una realtà ben diversa. Il numero delle persone in attesa di assistenza è cresciuto in modo preoccupante: erano 44.000 a settembre 2024, sono salite a 77.000 a febbraio 2025, e hanno raggiunto la cifra record di 87.557 utenti a giugno dello stesso anno. Una crescita vertiginosa che testimonia un grave malfunzionamento delle politiche regionali in materia di sanità e inclusione.

La Giunta regionale, guidata dalla presidente Proietti, viene accusata di concentrarsi su operazioni di comunicazione, trascurando l’effettiva condizione delle persone con disabilità. La distanza tra le parole istituzionali e la situazione vissuta quotidianamente da migliaia di famiglie umbre appare sempre più marcata. A ciò si aggiunge il caso emblematico dell’uso, senza riconoscimento del lavoro svolto, di un fumetto educativo sulla Convenzione ONU realizzato in precedenza dall’Osservatorio insieme a Villa Umbra.

La mancanza di ascolto, di trasparenza e di coinvolgimento delle reti sociali e familiari mina alla radice qualsiasi azione politica. Il “progetto di vita”, più volte richiamato negli interventi ufficiali, rischia di trasformarsi in un’espressione vuota, utile solo in ambito comunicativo. Si tratta invece di uno strumento previsto dalla normativa nazionale che richiede pianificazione, corresponsabilità e condivisione effettiva con i soggetti del territorio.

Il crescente scollamento tra dichiarazioni e realtà alimenta un clima di sfiducia e disillusione. Le famiglie e le persone coinvolte non possono più essere considerate comparse di una narrazione precostituita. La disabilità non è materia da campagna elettorale continua, né argomento da vetrina mediatica. È una questione sociale profonda, che reclama impegno, competenza e verità. Davanti all’assenza di risposte, cresce la determinazione di chi non si rassegna all’invisibilità.

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