Trasparenza rivendicata, dovere istituzionale verso cittadini umbri
Le opposizioni in Consiglio regionale hanno diffuso una nota congiunta per chiedere spiegazioni puntuali sul bando di Sviluppumbria dedicato al sostegno delle attività ricettive. Al centro della contestazione vi sono le dichiarazioni della presidente Stefania Proietti, accusata di aver trasformato un legittimo confronto istituzionale in un attacco personale, come riporta il comunicato di Stampa lega Umbria.
Secondo i consiglieri di minoranza, la vicenda riguarda un finanziamento ottenuto da una società in cui figura un parente della presidente. La notizia, riportata dalla stampa e seguita con attenzione dall’opinione pubblica, ha sollevato interrogativi che, per le opposizioni, devono trovare risposte chiare e documentate. “Non abbiamo mai ipotizzato irregolarità amministrative – hanno sottolineato – ma riteniamo fuori luogo i toni vittimistici utilizzati dalla presidente, che ha parlato di denigrazioni e minacce”.
I gruppi consiliari hanno ribadito che chiedere chiarimenti è parte integrante del loro mandato ispettivo, affidato dai cittadini. “Approfondire e verificare è un nostro diritto e dovere – hanno aggiunto – e la Giunta ha l’obbligo di garantire trasparenza, nel rispetto non solo delle minoranze ma di tutta la comunità”.
La nota evidenzia come, in passato, alcuni membri dell’attuale Giunta abbiano utilizzato vicende giudiziarie in modo strumentale per colpire avversari politici, alimentando polemiche e commenti sui social. “Noi non abbiamo mai scelto quella strada – hanno dichiarato – e non intendiamo farlo. Non vogliamo creare polveroni mediatici, ma ottenere chiarezza”. Le opposizioni hanno criticato la scelta della presidente di evocare attacchi personali, ritenendo che ciò sposti il confronto su un piano emotivo e polemico. “La trasparenza non si invoca, si pratica – hanno affermato – e passa dal consentire verifiche puntuali senza trasformare ogni domanda in un’aggressione”.
Il dibattito si è intensificato anche per la coincidenza temporale con altre vicende giudiziarie di rilievo, ma i consiglieri hanno ribadito che la loro richiesta non ha nulla di strumentale. “Il nostro compito è vigilare e garantire correttezza amministrativa – hanno concluso – e continueremo a farlo attraverso interrogazioni e confronti in aula”.
La presa di posizione ha coinvolto esponenti di diversi gruppi politici: Enrico Melasecche e Donatella Tesei per la Lega Umbria, Andrea Romizi e Laura Pernazza per Forza Italia, Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei per Fratelli d’Italia, e Nilo Arcudi per Umbria Civica. Una nota congiunta che intende ribadire compattezza e determinazione nel chiedere chiarezza.
Il caso Sviluppumbria si conferma dunque terreno di confronto politico acceso, ma anche occasione per riaffermare il valore della trasparenza come fondamento dell’azione amministrativa. Le opposizioni hanno scelto di rivendicare il proprio ruolo senza cedere a polemiche, insistendo sulla necessità di chiarezza e responsabilità.

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