Mobbing operatori call center, Ciprini (M5S): “Il ministro del Lavoro intervenga per porre fine a questo dramma”

La dignità delle persone non si vende e non si compra, ma è un diritto sacrosanto che va tutelato

 
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Sempre più spesso in Italia emergono criticità in relazione a casi di mobbing che alcune ditte eserciterebbero nei confronti dei propri dipendenti, come spiega la deputata 5Stelle e membro in commissione Lavoro, Tiziana Ciprini, che ha raccolto alcune testimonianze in merito.

“Recentemente un’azienda di call center che opera a Ponte San Giovanni, nella periferia di Perugia, ha comunicato a cinque operatrici, senza alcun preavviso, che la pausa pranzo anziché in azienda, avrebbero dovuto farla fuori e sono state fatte uscire dal luogo di lavoro. Come se non bastasse – prosegue Ciprini – è stata proibita loro anche la pausa del pomeriggio.

Secondo testimonianze riportate dalle stesse operatrici, questo sconvolgimento di abitudini, ha mandato in tilt un equilibrio già precario. Una di loro, infatti, soffre di anoressia e di attacchi di panico e, in seguito ad un malore, è finita in ospedale. Purtroppo, non si tratterebbe di un caso isolato: secondo quanto appreso anche dalla stampa, alcune lavoratrici con famiglia, senza una motivazione apparente, sarebbero state addirittura trasferite in altre sedi dell’azienda, lontanissime dalla propria residenza.

Il quadro che emerge è terrificante, tanto che presso la sede dell’azienda di Ponte San Giovanni è persino arrivata la Digos della Questura di Perugia. La domanda, quindi, sorge spontanea: cosa c’è dietro tutto questo? Di sicuro – incalza la deputata – volersi liberare di ‘vecchie’ dipendenti che lavorano lì da un po’ di anni, anche perché sembrerebbe che nella filiale ponteggiana siano arrivate una decina di nuove unità lavorative, probabilmente riguardanti giovani ingaggi.

Alla luce di questa emergenza, ho presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, finalizzata ad un intervento tempestivo tramite iniziative ispettive da parte degli organi preposti sul territorio, nonché l’effettuazione di opportune verifiche.

Oltre a ciò, chiedo al dicastero che vengano applicate normative efficaci, affinché la posizione di questi lavoratori venga adeguatamente tutelata da forme di vessazione e mobbing che possano pregiudicarne l’integrità psico-fisica o la carriera lavorativa. La dignità delle persone – conclude Ciprini – non si vende e non si compra, ma è un diritto sacrosanto che va tutelato e non calpestato, come invece vorrebbero certi datori di lavoro”.

 

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