Minimetro? Squarta, a ogni famiglia costa 121 euro all’anno

Se non ci fosse stato il minimetro, sul quale purtroppo ormai viaggiano la metà dei 15 mila passeggeri previsti all'epoca - spiega Squarta - l'imposizione fiscale sarebbe di gran lunga inferiore

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Minimetro? Squarta, a ogni famiglia costa 121 euro all’anno

PERUGIA – «Il minimetro? Realizzarlo dieci anni fa è costato 106 milioni di euro e continueremo a pagarlo fino al 2037: nell’ultimo anno ha inciso nel bilancio del Comune per circa 10 milioni di euro. E’ un costo enorme per i cittadini, anche per quelli che non lo hanno mai usato, costretti a pagare decine di euro in più in imposte comunali, Imu, Tosap e addizionali». Così il capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, che in occasione del decennale del minimetro torna a criticare la scelta di realizzarlo nel 2008.

«Se non ci fosse stato il minimetro, sul quale purtroppo ormai viaggiano la metà dei 15 mila passeggeri previsti all’epoca – spiega Squarta – l’imposizione fiscale sarebbe di gran lunga inferiore. La scelta di realizzare quell’infrastruttura incide pesantemente sulle tasche di tutti.

Quanto? Il contratto di servizio dell’ultimo anno indica una spesa di nove milioni che, suddivisa per 74.576 nuclei familiari produce un quoziente di 121 euro (54 pro capite, invece, se contiamo i 166 mila residenti inclusi bambini e fasce deboli). Insomma, ogni famiglia negli ultimi dieci anni ha pagato il minimetro oltre mille euro – calcola Squarta – compresi i tanti perugini che abitano in quartieri scoperti e lontani dai binari, come Ponte San Giovanni, i quali non hanno nessun vantaggio nel muoversi con questo mezzo pubblico per raggiungere il centro storico».

Secondo l’esponente di minoranza in Consiglio regionale «proprio a causa del ‘bruco mela’ l’attuale amministrazione di Centrodestra è costretta ad offrire molti meno servizi ai perugini come la manutenzione delle strade, gli investimenti sulle scuole e il verde pubblico, soltanto per fare alcuni esempi».

Squarta, presidente del Comitato di monitoraggio e vigilanza in Consiglio regionale, contesta anche il «mancato finanziamento da parte della Regione Umbria, dal 2013, di questo mezzo di trasporto». «La tratta del minimetro – conclude Marco Squarta – per risultare davvero utile dovrebbe raggiungere l’ospedale di Perugia dove non è semplice arrivare con i mezzi pubblici né trovare parcheggio. Nell’immediato, non potendo fare altrimenti dovendo pagare i debiti lasciati dalla vecchia amministrazione che ancora trova il coraggio di esaltare l’opera».

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