L’indifferenza della politica, Tamburi, non bastano i blitz

L'indifferenza della politica, Tamburi, non bastano i blitz

da Giampiero Tamburi (Perugia: Social City)
L’indifferenza della politica, Tamburi, non bastano i blitz. Dove c’è l’indifferenza della politica…c’è anche prostituzione, spaccio di droga e transito di tossicodipendenti che procurano danni alle persone ed alle cose per avere i mezzi necessari ai loro acquisti.

Non bastano i blitz (e mi riferisco ai blitz dei politici che con le loro disquisizioni sembrano mettere le cose al posto) alle zone “inn” di Perugia perché le zone (quelle vere e popolari) di Perugia hanno lo stesso male, se non maggiore di quelle blasonate messe in luce dalla convenienza di qualunque personaggio di partito o gruppo politico che, stiracchiando la situazione dalla propria parte, attribuiscono la criminalità delle nostre vie, piazze e quartieri, alla mala gestione della parte avversa.

Forse, se non certamente, noi cittadini siamo ormai irritati, scocciati, stufi di queste disquisizioni inutili per chi, come noi, si deve confrontare ogni giorno con la paura che ci accada qualcosa di male in strada.

Gli ultimi avvenimenti, come quello occorso in Corso Garibaldi il 10 agosto (tra l’altro ricorrenza di San Lorenzo, uno dei tre protettori della città) fanno pensare in modo alquanto preoccupante a come la politica, ma soprattutto i politici che ci amministrano (senza distinzione di partito, di maggioranza o opposizione), non siano affatto capaci di garantirci quella sicurezza che ci dovremmo aspettare da un buon governo della città (ogni parte politica secondo le proprie competenze)!

Parlano di grandi cambiamenti urbanistici come se dovessero risolvere ogni cosa o per distogliere l’attenzione della gente su la brutta quotidianità come quella di trovare, la mattina quando esci per il lavoro o per le tue faccende, siringhe, preservativi o qualsiasi altro “strumento” che lasciano in strada, dopo la loro soddisfazione e che potrebbe capitare in mano ai nostri figli e nipoti!

Ed in tutta questa precarietà di cattiva sicurezza sociale ed individuale cosa sono costretti a fare i cittadini per supplire alla negligenza dei propri amministratori/politici?

Rimboccarsi le maniche e attraverso le proprie associazioni (come sta in questi giorni facendo un’associazione di Corso Garibaldi), lanciare petizioni al Sindaco e proporre strategie per vedere di poter migliorare le situazioni in modo che gli stati di violenza e di delinquenza a cui sono costretti ad assistere quando aprono il portone di casa, facciano meno male possibile a loro ed ai familiari.

Il quelle (cosi dette zone pericolose) abitano cittadini con le stesse dignità ed aspettative di vedere rispettati i propri diritti di chi abita in altri luoghi che, a parlarne ed interessarsi, gratificano più i nostri amministratori comunali i quali, oltre che a dichiarare (ma solo dichiarare) il “pugno duro” e a proporre un mare di telecamere, dovrebbero maggiormente e più concretamente “buttare” un occhio sulla realtà che viviamo.

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