I giochi delle liste, ingorgo nel terzo polo Il Pd di Perugia ribolle

I giochi delle liste, ingorgo nel terzo polo Il Pd di Perugia ribolle

I giochi delle liste, ingorgo nel terzo polo Il Pd di Perugia ribolle

I giochi delle liste – Il centrodestra va avanti a passo lento perché il puzzle è molto complicato. Il terzo polo è in difficoltà per trovare posti a sedere a tutti gli arrivi last-minute. Il Pd perugino si ritrova in pieno subbuglio. Così il fine settimana della politica umbra sembra un reality. In ordine. I tavoloni del centrodestra andranno per le lunghe, ma lo schema più accreditato a pochi minuti dal 90’ disegna i collegi umbri così:

il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Franco Zaffini in quello del Senato, per la Camera il collegio Umbria 1 (Terni, Foligno e Spoleto) a Forza Italia con Raffaele Nevi e per la Lega Virginio Caparvi nel collegio Umbria 2 (Perugia, Assisi, Città di Castello), giudicato più sicuro rispetto alla posizione di capolista alla Camera che dovrebbe andare alla senatrice uscente Valeria Alessandrini di Terni.

L’altro deputato umbro, Riccardo Marchetti, avrà invece una posizione sicura alla Camera nelle Marche, dove da tempo Matteo Salvini gli ha affidato il ruolo di commissario. Il quadro più delicato è quello di Fratelli d’Italia: Emanuele Prisco viene considerato tra i sicuri e va verso la casella di capolista alla Camera, magari davanti a Eleonora Pace, che in quella posizione potrebbe godere di una possibilità di elezione se il partito della Meloni volasse oltre il 25 per cento.

Ma Fdi ha anche un’altra casella certa, il capolista al Senato, che potrebbe essere assegnata a Marco Squarta, alla stessa Pace oppure a un paracadutato da fuori regione. Intanto nel terzo polo si ri-schia l’overbooking. Va considerata la ex Pd Donatella Porzi, prima nell’elenco degli “appena arrivati”, via Azione.

Il presidente della Ternana Stefano Bandecchi

Il presidente della Ternana Stefano Bandecchi è effettivamente in gioco: potrebbe finire nel collegio Umbria 1 della Camera, terzo incomodo tra Raffaele Nevi e Francesco de Rebotti, l’alternativa è il coordinatore provinciale di Azione Marco Mazzalupi.

E nel terzo polo spunta anche il nome del consigliere regionale Andrea Fora (possibile l’uninominale del Senato?): lui è stato contattato da Italia Viva, poiché i renziani sono intenzionati a coinvolgere nel progetto la sua “CiviciX”. In questa ressa, la posizione di capolista alla Camera toccherebbe al coordinatore regionale di Azione Giacomo Leonelli, invece il senatore uscente Leonardo Grimani sarebbe nel listino del Senato.

Troppo caos, tanto che la consigliera comunale di Perugia Manuela Mori (Iv) ha fatto sapere da Facebook che non si candiderà. E il Pd? A Perugia la tensione è alle stelle. Circoli e militanti sono sul piede di guerra nei confronti del segretario cittadino Sauro Cristofani e con quello regionale Tommaso Bori non va tanto meglio. L’accusa, più o meno velata, ai due, è di aver ignorato i profili di candidatura usciti dall’unione comunale che avrebbe gradito Marco Hromis, Valeria Cardinali o una figura dell’associazionismo cittadino, tutti scavalcati dalla proposta arrivata al Nazareno attraverso Bori che per Perugia indicava lo stesso Cristofani. Non se ne è fatto nulla, ma le ruggini sono sul tavolo. Come finirà? I bookmakers hanno aperto le puntate sull’ipotesi di un passo indietro di Cristofani il 26 settembre. Federico Fabrizi

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