Fontana Maggiore, due studenti multati dopo il bagno notturno
Bagno notturno nella Fontana Maggiore: due universitari identificati e sanzionati
Nella notte tra il 10 e l’11 giugno 2026, intorno alle 2.45, due giovani hanno scavalcato la recinzione protettiva della Fontana Maggiore di Perugia, introducendosi all’interno del monumento. L’episodio ha fatto rapidamente il giro dei social network, alimentando un dibattito acceso sulla tutela del patrimonio storico cittadino e sul rispetto delle regole nel centro urbano.
La Polizia Locale di Perugia, guidata dalla comandante Nicoletta Caponi, ha identificato e sanzionato i due studenti universitari responsabili dell’incursione notturna. Il riconoscimento è avvenuto grazie al sistema di videosorveglianza predisposto dall’amministrazione comunale, che ha permesso di risalire ai responsabili già nelle ore immediatamente successive ai fatti. Per entrambi sono scattate le sanzioni previste dal Regolamento di polizia urbana.
Nessun danno strutturale al monumento trecentesco
Il consigliere comunale delegato alla sicurezza, Antonio Donato, ha reso noto che dalla mattina successiva all’episodio sono stati attivati gli uffici tecnici competenti per verificare eventuali conseguenze sul monumento. Dai controlli effettuati non sono però emersi danni riconducibili all’accaduto.
Nonostante l’assenza di danni materiali, l’episodio ha sollevato interrogativi profondi sul senso civico e sul grado di protezione garantito a uno dei capolavori dell’arte medievale italiana. La Fontana Maggiore fu realizzata tra il 1278 e il 1280 da Nicola e Giovanni Pisano per celebrare il compimento del nuovo acquedotto cittadino, su progetto di fra’ Bevignate. L’opera è composta da due vasche concentriche sovrapposte, decorate con cinquanta bassorilievi e ventiquattro statue. Un patrimonio di inestimabile valore storico e artistico, riconosciuto a livello internazionale.
Il comando della Polizia Locale ha tenuto a precisare che condotte isolate di questo genere rischiano spesso di alimentare un ingiustificato senso di insicurezza urbana, alterando la percezione della reale vivibilità della città, nonostante la costante vigilanza garantita dalle forze dell’ordine sul territorio.
La reazione politica: FdI chiede misure concrete
L’episodio ha innescato una risposta immediata da parte della politica locale. Filippo Vitali, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia a Perugia, ha preso posizione con toni netti, rifiutando la definizione di semplice “bravata” con cui alcuni avevano liquidato l’accaduto. Per Vitali si tratta di un atto di inciviltà grave, che colpisce un simbolo dell’identità e della storia perugina.
Il rappresentante di FdI ha richiamato la responsabilità delle istituzioni nel condannare senza ambiguità episodi di questo tipo, senza ricorrere a minimizzazioni che, a suo avviso, rischiano di trasmettere un messaggio sbagliato alla cittadinanza e soprattutto ai più giovani. Il ragionamento sviluppato da Vitali tocca anche il tema più ampio del decoro urbano: se comportamenti simili si ripetono, sostiene, significa che è venuto meno quel principio di rispetto delle regole che dovrebbe guidare l’azione amministrativa in una città attenta alla tutela del proprio patrimonio.
Vitali ha infine auspicato che alla condanna verbale seguano misure concrete per rafforzare la protezione dei luoghi simbolo di Perugia, riaffermando il principio che il patrimonio storico e culturale non può essere trattato come spazio di svago privato.
Un fenomeno non isolato nel capoluogo umbro
Non si tratta del primo episodio del genere. Nel giugno 2025 un altro individuo aveva scavalcato la recinzione della Fontana Maggiore compiendo un atto ancora più grave all’interno del monumento, ripreso da telecamere e telefoni cellulari di passanti. Il video era diventato virale, suscitando indignazione diffusa. Quell’episodio aveva già riacceso il dibattito sulla necessità di potenziare i sistemi di sorveglianza e di inasprire le sanzioni per chi viola l’integrità dei beni culturali.
Il ripetersi di simili accadimenti in piazza IV Novembre, cuore storico e turistico di Perugia, pone quindi una questione strutturale che va al di là del singolo gesto. La Fontana Maggiore non è soltanto uno dei monumenti medievali più celebri d’Italia: è il fulcro identitario di una città che richiama visitatori da ogni parte del mondo proprio per la straordinaria concentrazione di arte e storia nel suo centro storico.
Il quadro normativo e le prospettive
Le sanzioni applicate ai due studenti si inseriscono nel quadro del Regolamento di polizia urbana vigente nel Comune di Perugia, che disciplina il comportamento nei confronti dei monumenti e degli spazi pubblici. Tuttavia, il dibattito aperto dalle forze politiche riguarda l’adeguatezza di tali strumenti rispetto alla gravità dei comportamenti e alla necessità di fungere da deterrente efficace.
Sul piano operativo, la videosorveglianza si è confermata ancora una volta uno strumento decisivo per l’identificazione rapida dei responsabili. La sfida, tuttavia, rimane quella di prevenire gli episodi prima che si verifichino, attraverso una combinazione di presidio fisico, educazione civica e comunicazione pubblica che renda chiaro il valore e l’inviolabilità del patrimonio comune.
Perugia, con la sua eredità medievale e rinascimentale, si confronta così con una tensione ricorrente nelle città d’arte italiane: quella tra l’accessibilità degli spazi storici e la loro protezione da usi impropri che, anche quando non causano danni materiali immediati, ledono la dignità di luoghi che appartengono all’intera collettività.

Commenta per primo