Elezioni Umbria, Luciano Neri, così si consegna la regione alla Destra senza combattere

Elezioni Umbria, Luciano Neri, così si consegna la regione alla Destra
luciano neri foto troccoli

Elezioni Umbria, Luciano Neri, così si consegna la regione alla Destra senza combattere

La possibilità di cui ha parlato Paparelli di anticipare le elezioni umbre al 20 ottobre non è solo l’ennesimo e gratuito contributo elettorale alla destra da parte del peggio di un apparato di centrosinistra responsabile dello sfascio e delle sconfitte. E’ anche il frutto della sciagurata decisione di dare per scontata la sconfitta, di consegnare la Regione alla destra senza nemmeno combattere e di concentrare tutto lo sforzo su un devastante scontro interno per la scelta dei 3-4 eletti Pd.

E’ la recidiva e demenziale riproposizione dello scenario ternano. Ma, considerato che in caso di anticipo le liste elettorali dovrebbero essere presentate entro metà settembre, ha anche un altro obbiettivo, quello di troncare il dialogo e impedire l’accordo con il variegato ma ricco mondo del civismo democratico che rappresenta un soggetto da coinvolgere per chiunque voglia fare una battaglia elettorale per competere.

Chi fa questa scelta irresponsabile e d’apparato deve sapere che si assumerà tutte le responsabilità di essere riconosciuto e ricordato come colui che, dopo avere contribuito a precipitare l’Umbria a livelli calabresi, ha venduto la Regione alla destra per 3 consiglieri regionali. La prospettiva “sconfitta in cambio della sopravvivenza” prevede una opzione politica, quella della “sinistra che si allea con il centro”, rappresentata dalla candidatura del democristiano Fora, vecchia di 20 anni.

Una proposta che, oltre a venire dall’interno del Pd e dell’apparato, nell’era del trasversalismo più radicale e della totale mobilità elettorale appare fuori dal mondo. Non ne parla più nemmeno D’Alema. Rivolgo l’ennesimo appello al commissario Verini e al gruppo dirigente del Pd: fermate quegli sciagurati del vostro partito in Regione che vogliono anticipare le elezioni, apritevi, contaminatevi, siate il perno di una aggregazione larga e competitiva, non date per scontata la sconfitta, dialogate con onestà intellettuale e coraggio con le diverse espressioni civiche, coinvolgetele nella scelta dei programmi e dei candidati, convincete (o costringete)  quegli esponenti politico-amministrativi che hanno gestito le istituzioni e la politica in questi anni a dare una mano sapendo che in quanto “ultimi del vecchio” non possono essere candidati ad essere i “primi del nuovo”.

Il civismo democratico deve continuare a percorrere la strada dell’unità, di una alleanza larga e plurale fondata sulla discontinuità. Ma, nel caso in cui l’unità non fosse percorribile, non per responsabilità propria ma per la chiusura del Pd, allora sia anche pronto a presentare una propria proposta programmatica ed elettorale. Altrimenti una proposta elettorale di civismo di sinistra alternativa al Pd sarà rappresentata unicamente dal socialista  Bacchetta. E uno scenario elettorale nel quale la sinistra è rappresentata da una parte dai responsabili istituzionali e morali dello sfascio umbro e dall’altra dagli eredi di Craxi, Manca e La Ganga, più che una tragedia, come disse qualcuno, diventa una farsa.

 

Luciano NERI

Già Presidente del Consiglio Regionale e Presidente dell’Osservatorio Beni Comuni

 

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