E svolazzeranno sopra le nostre teste, Luigi Fressoia, sulla scuola di volo, ne ha per tutti un po’
Buongiorno direttore Migliosi mi presento, Luigi Fressoia di Perugia, conosco la materia trasporti e infrastrutture (coi miei limiti ovviamente). L’aeroporto di Perugia ha una sola pista. La scuola di volo dichiara 210 allievi a regime. Ogni allievo non può che impegnare la pista per tot minuti giorno. Quanti? Si va da un minimo a un massimo (di minuti), prenda il minimo, lo moltiplichi per 210 e vedrà che la scuola e il naturale movimento passeggeri sono incompatibili, o l’uno o l’altro, di sicuro ogni attività della scuola toglie spazio alla ottimizzazione dell’aeroporto, che invece tutti, a partire dal mondo variegatissimo del turismo/economia, ritengono necessario e indispensabile.
Si è dovuto perfino sentire dalla voce di “politici” perugini (quelli che ho definito “scappati di casa” ), che “tanto l’aeroporto di s. Egidio è mezzo morto, fa pochissimi numeri..”, che è come ammazzare un bel giovanotto solo perché denutrito anziché dargli una bella bistecca. La malagestio che inficia le potenzialità dell’aeroporto è strutturale, dovuta alla prassi spagnolesca della” democrazia” italiana ove la politica (la presidenza di regione) ritiene da decenni di nominare alla gestione famiglia anche ignari del settore, tanto paga pantalone.
Le potenzialità dell’aeroporto perugino, al contrario, sono molte, può ben diventare vero aeroporto internazionale, non tanto per forza endogena del bacino umbro piuttosto modesto, bensì sfruttando la sua posizione nell’Italia centrale. Può porsi ad integrazione del sistema aeroportuale romano, come Stansted fa con Londra; ad integrazione degli aeroporti di Firenze, Ancona e Pescara; è servito da otto superstrade del centro Italia che vi convergono facilmente; per esso auspichiamo da vent’anni una modesta variante ferroviaria sulla Ancona – Roma che lo tocchi, lo serva e lo ponga a contatto diretto con Roma, peraltro secondo i dettami europei che invitano a coniugare Aria e Ferro.
Il promotore della scuola di volo è un marchigiano residente ad Hong Kong che si è presentato con una società con sede a Londra e dotata di mille sterline. Ha chiesto e ottenuto dal comune (il sindaco bellino) variante al prg per costruire accanto alla pista otto edifici con torre per 180.000 mc su 45.000 mq. Il sindaco di Assisi ha protestato per la violazione del consolidato paesaggio noto in tutto il mondo, ma i meccanismi istituzional-mafiosi adottati e prescelti non le hanno conferito facoltà di voto in conferenza di servizio.
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Le scuole di volo non funzionano qui
Le scuole di volo non funzionano qui, già tentativi del passato sono falliti. Basta informarsi facendo un po’ di giornalismo detective… Troppo spesso qui c’è nebbia o maltempo, poi qui il carburante ha costi molto alti. Conviene molto più, come sanno quelli del settore, farla in America ove tra l’altro si impara bene l’inglese, lingua dell’aeronautica mondiale, non il Donca de la Bastia; o farla in Grecia, in Turchia o al limite in Sardegna, zone ove sussiste clima stabile e ampi spazi non urbanizzati o abitati. Invece tra Bastia, Assisi e Perugia, quella è un’area di molte centinaia di abitanti per kmq: ce li vede bene lei una ventina di aerei dell’addestramento svolazzare sopra la testa e sopra i timpani di tanti abitanti?
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Orecchie da mercante e procede dritto come un treno
A tutte queste critiche all’inizio avanzate con garbo e fatte proprie da forze politiche, associazioni e personalità informate, il sistema istituzional-mafioso (sovrano e indifferente a destra e sinistra), ha fatto orecchie da mercante e procede dritto come un treno, tronfio della propria forza “democratica”. Apra bene le orecchie egregio direttore: non è che ha confutato punto per punto (hai visto mai), semplicemente non risponde. Lei ha mai sentito parlare di partecipazione, dialogo, confronto? Noi sì, io sì e quindi mi permetto di chiamare le cose col nome che meritano.
Piacere di averla conosciuta egregio direttore Migliosi, sono a disposizione per qualsiasi argomento. Luigi arch. Fressoia presidente “Italia Nostra” Perugia.
P. S. Analoghe assurdità autolesionistiche stanno avvenendo sull’alta velocità ferroviaria (Frecciarossa a Perugia e in Umbria) e sul trasporto locale (Metrobus), felicissimo di parlarne.

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