Corte dei Conti, squilibrio di cassa del comune di Perugia, ecco i motivi

Il Comune di Perugia, nell’udienza pubblica, ha segnalato i motivi dello squilibrio

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Corte dei Conti, squilibrio di cassa del comune di Perugia, ecco i motivi

La parte principale della seduta di oggi è stata dedicata al dibattito in merito alla informativa della giunta sulla deliberazione della Corte dei Conti n. 134 del 2017. La delibera in oggetto – ha riferito l’assessore Cristina Bertinelli – fa riferimento ai rendiconti di gestione 2014 e 2015 del Comune. Nella delibera si evidenzia, in primis, la grave situazione finanziaria dell’Ente soprattutto per ciò che concerne lo squilibrio di cassa. Rilevanti le criticità in merito alla costruzione degli equilibri di bilancio ed altre operazioni connesse. Circa gli equilibri di cassa la Corte pone l’accento sul costante ricorso all’anticipazione di tesoreria, come già avvenuto anche negli anni precedenti (2012 e 2013). Tale utilizzo reiterato evidenzia la gravità della situazione ed è sintomatico di una condizione deficitaria.

Insomma un’anticipazione che prosegue da anni e che avrebbe dovuto indurre l’Ente a vincolare una parte del risultato di Amministrazione mediante creazione di fondo svalutazione crediti già a decorrere dagli esercizi finanziari anteriori al 2014. Il Comune di Perugia, nell’udienza pubblica, ha segnalato che i motivi dello squilibrio sono legati al taglio dei trasferimenti statali, ai crediti vantati sullo Stato nonché alla non corretta ripartizione del fondo regionale trasporti; temi su cui l’Ente sta lavorando.

Per la Corte, tuttavia, il problema dello squilibrio deriva piuttosto dal non riuscire ad incassare le somme relative agli accertamenti delle entrate con cui si sono costruiti gli equilibri e finanziate le spese. Altro dato rilevante per la Corte è l’utilizzo per cassa dei fondi vincolati aventi specifica destinazione per far fronte al pagamento di spesa corrente senza ricostituzione della consistenza al 31 dicembre dell’esercizio di utilizzo. Su questo aspetto la giunta rileva che il trend è in costante diminuzione con abbattimento nell’ordine dei 10 milioni dal 2013 al 2016.

Criticità importante per l’organo contabile è la scarsa capacità di riscossione dell’Ente, soprattutto in tema di ici-imu, tari e sanzioni da infrazioni al codice della strada. In questo contesto risulta critica anche la relazione tra il Comune ed Equitalia. In merito a questi punti la giunta riferisce che è stato costituito un gruppo di lavoro per migliorare il servizio di riscossione della tassa sui rifiuti e assunte altre iniziative che hanno condotto all’invio di tantissimi avvisi di accertamento. Prosegue, parimenti, l’opera di finanziamento del fondo crediti di dubbia esigibilità giunto nel 2016 ad oltre 81 milioni.

Altra sezione su cui si concentra l’attenzione della Corte è il tema degli equilibri di parte corrente: la criticità risiede nel fatto che questi sono stati realizzati con il ricorso ad entrate straordinarie. Rileva però il Comune che questa pratica è in corso di ridefinizione e nei bilanci 2016 e 2017 risulta circoscritta a specifici settori. Per la corte questo ricorso ad entrate straordinarie risulta non prudente. In senso generale la Corte rileva che il quadro delineato risale ad anni pregressi e, dunque, alle annualità 2012 e 2013. Il Comune dal 2014 ha adottato scelte che hanno come obiettivo la salvaguardia degli equilibri e la restituzione dell’anticipazione.

Sotto il primo profilo si registra una costante contrazione delle spese (meno 26 milioni dal 2014 in poi), il blocco all’assunzione di nuovi mutui con riduzione del debito residuo (meno 17%). Altri interventi sono destinati a produrre effetti nel futuro. Quanto all’anticipazione di tesoreria, il Comune intende lavorare sulla monetizzazione e valorizzazione dei beni immobiliari, sulla definizione agevolata delle morosità tari. Ulteriori criticità individuate dalla corte riguardano: i contratti derivati ed il mantenimento della partecipazione in Sase, in perdita ormai da più di tre esercizi.

La Corte nel dispositivo invita il Comune ad individuare entro 60 giorni gli opportuni correttivi. Su questa deliberazione della corte lungo e dettagliato l’intervento politico del sindaco, il quale in avvio ha ricordato che al momento del suo insediamento circolavano alcune voci in merito alle criticità di bilancio del Comune. Divenute le voci reali, la prima preoccupazione della giunta è stata di rivisitare la spesa del Comune ad esempio tramite la commissione spending review, da molti criticata a torto. L’azione ha coinvolto tutti gli uffici per cercare di centrare alcuni obiettivi; risultati reali riconiosciuti dalla stessa Corte dei conti.

Nell’arco di pochi esercizi la spesa corrente è stata compressa di circa 26 milioni, non poca cosa nel bilancio dell’Ente. Ciò lo si è fatto senza mettere mano ai servizi, ma con grande fatica ed impegno. Questa azione, peraltro, è intervenuta in un contesto storico particolare in cui si palesano peculiarità locali straordinarie, tra cui un disavanzo ereditato di circa 35 milioni; una situazione – ha detto Romizi – su cui il centro-sinistra, in tanti anni di governo della città, nulla ha fatto.

Il sindaco ha chiarito che la riduzione della spesa di 26 milioni non è che un primo passo perché ancora molto c’è da fare e si vuole fare, visto che i risultati di alcune azioni sono attesi nel tempo. In merito alla deliberazione, il sindaco precisa che le criticità segnalate dalla Corte erano ben note all’Amministrazione che, non a caso, si era attivata da tempo per porre rimedio alla situazione e superarle. Per questo ha voluto ringraziare l’assessore Bertinelli e gli uffici finanziari per aver fatto già fin qui cose straordinarie.

Altri elementi che hanno determinato la situazione sono ascrivibili, a parere del sindaco, alla riduzione dei trasferimenti statali, passati dai 33 milioni del 2014 ai 18 del 2016, oppure al mancato rimborso dei crediti vantati dal Comune nei confronti dello stato (8 milioni nella sola materia dell’edilizia giudiziaria). Per non parlare della questione in ballo con la Regione in merito al riparto del fondo per i trasporti, tema su cui Perugia è fortemente penalizzata specie in relazione al mancato inserimento della mobilità alternativa.

“Da oggi, in ogni caso, lavoreremo con ancor maggiore impegno e convinzione su tutti questi versanti con l’obiettivo di lasciare un Comune in condizioni migliori di come l’abbiamo trovato. Ciò richiederà l’impegno di tutti, ma è uno sforzo che onoreremo con tutte le nostre forze”. Gli interventi consiliari sono stati aperti da Rosetti che, in avvio, ha rilevato come fin dalla campagna elettorale il M5S avesse sottolineato le criticità derivanti dalle legislature Locchi e Boccali, confluire in ben due buchi di bilancio. Eppure molte di queste criticità sono state reiterate dalla giunta Romizi e denunciate dal M5S fin dall’agosto 2014.

“In tre anni e mezzo abbiamo proposto tantissime soluzioni utili, tutte respinte da questa maggioranza; per questo oggi ci saremmo aspettati dalla giunta delle scuse che, invece, non sono arrivate. La verità è che il Comune ha bisogno di una riorganizzazione generale e di porre mano a criticità assolute tutte segnalate dalla Corte con puntualità”. Secondo Rosetti l’attuale Amministrazione ha aggravato la situazione perché si è mossa in linea con l’attività portata avanti dalle giunte precedenti; parimenti risultano insussistenti le presunte misure di correzione che, al contrario, oggi l’organo contabile richiede con forza.

Dunque una situazione precaria che rischia di sfociare nel buco ter.

Arcudi ha parlato di momento delicato per i conti del Comune e di intervento significativo da parte della Corte. I due punti rilevanti della discussione sono: l’anticipazione di tesoreria e gli equilibri di bilancio.

Tali aspetti – ha confermato il capogruppo di Perugia civica e riformista – erano noti da tempo ed il sindaco, già consigliere comunale per anni, non poteva non conoscerli, anche in considerazione del fatto che si trattano di criticità comuni a tutti gli enti locali italiani a causa delle riduzioni dei trasferimenti statali e della crisi generale.

In questo contesto il centro-destra non può affermare oggi di aver scoperto le criticità di bilancio come se fossero calate dallo spazio. “Eppure in campagna elettorale le promesse si sprecavano pur essendo molte di esse impossibili (si veda la riduzione di tutte le tasse)”. Secondo Arcudi non è corretto scaricare le colpe su chi ha governato prima perché la continuità amministrativa è un principio basilare della politica. Oggi, dunque, si certifica la sconfitta del centro-destra sotto il profilo dell’azione politica.

Per Pietrelli sui bilanci il M5S ha sempre preferito la verità alla propaganda, denunciando il continuo ricorso all’anticipazione di tesoreria che ha determinato forti spese per il Comune in termini di interessi. “Abbiamo denunciato la grave inefficienza del Comune nella riscossione delle entrate, in primis la Tari, tale da inficiare gli equilibri di bilancio. Eppure tutte le nostre proposte sono state bocciate nonostante volessero contribuire a migliorare la grave situazione”. Oggi – dice il consigliere del M5S – la Corte dei Conti dà ragione al M5S e segnala criticità tali da mettere a rischio la tenuta dell’Ente.

L’auspicio, quindi, è che la propaganda venga messa da parte e si adottino correttivi reali.

Secondo Bori oggi è suonata la campanella della fine della ricreazione; la delibera ricorda, infatti, che la pausa, iniziata da un pezzo, è ormai giunta alla conclusione.

“La ricreazione, infatti, è partita da un programma elettorale del centro-destra fuori dal mondo perché proponeva soluzioni impossibili da realizzare tenuto conto del contesto generale (riduzione delle tasse, risanamento stradale, ecc.)”.

Durante questa ricreazione la maggioranza afferma di essersi trovata all’improvviso di fronte ad un bilancio che, al contrario, era ben noto a tutti specie al sindaco Romizi, già consigliere per diverse legislature.

“Il lavoro di mistificazione che viene portato avanti è incredibile: dire che il problema sono i 35 milioni spalmabili (grazie al Governo Renzi) in 28 anni è irreale. Ciò lo evidenzia la stessa Corte che segnala semmai ben altri punti: ossia l’inserimento a bilancio di entrate straordinarie per raggiungere il pareggio. Ed è su queste scelte che questa opposizione vi inchioderà alle vostre responsabilità”.

Sorcini ha fatto presente che sono evidenti le difficoltà cui è preda l’Italia e, di conseguenza, Perugia ed i perugini, visto che i cittadini ovunque sono alle prese con problemi reali di natura economica. Un dato è certo: “in passato c’è stato chi si intendeva di buchi di bilancio molto più di noi; si veda quanto accaduto nella seconda legislatura Locchi”.

In merito alla delibera della Corte Sorcini ha preannunciato che chiederà alla giunta di trovare insieme delle soluzioni, perché c’è di mezzo la pelle dei cittadini e nulla deve essere sottovalutato. “Rilevo però che i consiglieri non sono tecnici; difatti sui bilanci vi sono esperti deputati a fornirci garanzie, ossia dirigenti e revisori dei conti. Oggi di fronte ad una delibera di questo tenore è dovere dei consiglieri approfondirla e della giunta trovare le soluzioni per superare le criticità”.

Ultimo intervento a cura del consigliere Numerini il quale ha riconosciuto che nessuno nasconde la severità delle note della Corte dei Conti; tuttavia non è la prima volta che accade visto che più volte negli anni i revisori dei conti avevano posto l’accento sul tema dell’eccessivo ricorso all’anticipazione dei tesoreria fin dai bilanci 2012 e 2013 e, dunque, sotto i governi della sinistra.

Secondo il capogruppo di Progetto Perugia, visto il difficile contesto nazionale, Perugia è finito nel calderone insieme a tanti altri Enti italiani, alle prese con i medesimi problemi.

Ciò a causa della forte riduzione dei trasferimenti statali, ma anche di altre criticità proprie del nostro territorio, tra cui spicca la non corretta ripartizione delle risorse legate al fondo regionale dei trasporti, partita su cui il pressing del Comune verso la Regione è continuo.

Numerini precisa che l’impatto del disavanzo di 35 milioni sulle casse dell’Ente non è di poco conto, visto che si tratta di oltre un milione di euro l’anno per 28 anni. Ed ancora Perugia vanta sul Governo nazionale crediti per oltre 5 milioni, mentre sono ben 8 i milioni che il Ministero dovrebbe restituire al Capoluogo per anticipazione di spese di giustizia. Eppure su quest’ultima partita il Ministero, in via unilaterale, ha operato una riduzione a due milioni, spalmabile in 30 anni. Nonostante ciò al Comune non vengono fatti sconti, visto che la Corte dei Conti pretende di aver soluzioni ad una situazione tanto complessa in 60 giorni.

Numerini ha rivendicato i risultati ottenuti finora dall’Amministrazione e quelli che vedranno gli effetti tra qualche tempo.

Tra i primi la riduzione della spesa per oltre 26 milioni, pur senza incidere minimamente sui servizi. “Avremmo potuto risanare d’improvviso le casse del Comune tagliando drasticamente i servizi, ma abbiamo scelto di non farlo per perseguire la strada del ripianamento graduale ma meno impattante per i cittadini. Insomma è stato intrapreso un percorso virtuoso confermato dai numeri; ovviamente ci vorrà del tempo per completarlo”.

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