Ciuenlai dice: «Il “votatoio” del Pd ha terminato i suoi non lavori…»

Se tirerà dritto e sarà tentato di governare da solo, aprirà un conflitto totale

 
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Ciuenlai dice: «Il “votatoio” del Pd ha terminato i suoi non lavori...»

Ciuenlai dice: «Il “votatoio” del Pd ha terminato i suoi non lavori…»

di Ciuenlai
Il “votatoio” dei democratici ha terminati i suoi (non) lavori. Ma stravincere è il contrario di governare. E allora se Bori vorrà essere il segretario “di tutti” dovrà ricominciare a parlare con le opposizioni e forse c’è un modo per riallacciare il dialogo. Di Ciuenlai – Meno della metà, ma vicini alla metà non è un risultato da disprezzare. Ma il fatto è che i numeri di partenza erano bassi , così bassi da far apparire i votanti assimilabili più ad bocciofila che ad un partito di massa ( meno di 3000 persone ) come un successo.

  • E’ andata, Bori si è confermato segretario di Terni e di Foligno – Spoleto.

Secondo i dati ufficiosi, in Provincia di Pg ha portato a casa il 45% (dovuto soprattutto ai voti della valle umbra sud) e soli 261 voti, pari al 32% degli iscritti nel capoluogo, segno che la sua attività al Comune non ha riscosso molte simpatie e segno che personaggi come lo “scissionista” Leonelli, l’ex assessore Cernicchi, l’ex segretario comunale dei Ds Mariuccini e l’ex segretario Pd Polidori, godono ancora di “buona stampa” nella città più grande dell’Umbria.

Il 47,1% (rispetto al corpo elettorale) conseguito, consegnano al capogruppo in Regione del Pd una quota minoritaria degli iscritti e, di conseguenza, un notevole potenziale “da pasturare” agli oppositori.

E, se è vero che Bori può contare sul 100% degli eletti all’Assemblea Regionale (sul cui numero c’è un piccolo giallo che spiegheremo in fondo) è pure vero che le defezioni pesanti e la mancata convocazione del congresso di un congruo numero di circoli, sposterà il conflitto in periferia in decine e decine di comuni.

Il nuovo segretario , incassata la vittoria, sarebbe quindi condannato ad un accordo. I dati del finto congresso dicono una cosa precisa. Lui avrebbe vinto in ogni caso e contro qualsiasi avversario. Assicuratosi la posizione di segretario, dovrà però mettere una croce su quanto è successo e tentare di venire a patti con quel terzo di partito che segue altri piccoli leader.

Se tirerà dritto e sarà tentato di governare da solo, aprirà un conflitto totale, che nelle elezioni amministrative porterà, inevitabilmente. alla formazione di decine di liste civiche e di candidati avversi al Pd.Servirebbe? Avrebbe sentenziato e suggerito il grande Rudolf Habel.

  • P.S. I componenti dell’assemblea regionale sono 250, ma le liste di Bori, pubblicate nel sito ufficiale del Pd, hanno solo 230 candidati (173 per Pg e 57 per Tr).

Se le informazioni contenute nella pagina ufficiale dl Partito Democratiche sono esatte, avremo organismi dirigenti al disotto della soia statutaria. E ancora, queste mancanze ed eventuali altre defezioni, potrebbero servire a riallacciare rapporti con le minoranze . garantendo loro una adeguata presenza negli organismi dirigenti (ci potrebbe essere anche una proporzione da seguire : il numero dei firmatari per i tre candidati ritiratisi).

 

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