Caos a Palazzo Spada di Terni, prefetto invia lettera di dissesto

Le opposizioni, con il M5S, Ernico Melasecche, Paolo Crescimbeni, Marco Cecconi e Ferranti hanno occupato l’aula

Caos a Palazzo Spada di Terni, prefetto invia lettera di dissesto

TERNI – Il consiglio comunale che dovrà sancire definitivamente il dissesto finanziario del Comune di Terni. Lunedì 29 gennaio infatti la Corte dei Conti a sezioni riunite ha formalmente comunicato di aver rigettato il ricorso. Il Prefetto di Terni, Paolo De Biagi, ha conseguentemente invitato il Consiglio comunale di Terni ad adottare la deliberazione di “formale dichiarazione di dissesto finanziario” entro il termine di venti giorni decorrenti dalla data di notifica ai singoli consiglieri.

Nel frattempo in Comune la situazione è stata incandescente, con il consiglio comunale riunito. Le opposizioni, con il M5S, Ernico Melasecche, Paolo Crescimbeni, Marco Cecconi e Ferranti hanno occupato l’aula. Decisione arrivata dopo che la maggioranza ha votato la chiusura anticipata della seduta e l’annullamento della convocazione di domani e dopodomani.


Da Palazzo Spada occupato Enrico Melasecche,  Thomas De Luca, Patrizia Braghiroli, Valentina Pococacio,  Angelica Trenta, Federico Pasculli
Il consiglio comunale straordinario fissato da tempo dalla conferenza dei capigruppo per la giornata di oggi prevedeva, in base all’articolo. 33 dello Statuto comunale, l’obbligo del sindaco di  illustrare la propria relazione sulle linee programmatiche di inizio consiliatura, di fatto le sue promesse elettorali, rispetto ad una situazione che viceversa  è andata deteriorandosi di mese in mese, fra arresti, dimissioni, debiti su debiti, vendite al banco dei pegni delle farmacie, in un caos generale.

Il piano di rientro dal dissesto è stato di fatto bocciato dal Ministero, poi in modo durissimo dalla Corte dei Conti dell’Umbria che lo ha giudicato inaffidabile, poi addirittura rigettato dalla stessa anche il piano che prevedeva l’aumento al massimo dell’IMU e della TASI oltre ad una serie di altri provvedimenti di aumento del costo dei servizi.

Ma al sindaco ed alla sua maggioranza non è bastato tutto questo perché si è voluta aprire una guerra con la Magistratura contabile presentando un ricorso alle Sezioni Riunite della Corte dei Conti in Roma pagando con i soldi dei cittadini ben 40.000 € di parcella. Ma anche tale organo ha di nuovo bocciato il Sindaco dichiarando di fatto il dissesto del Comune, provvedimento di una gravità unica nella storia del Paese.

Oggi quindi il sindaco avrebbe dovuto affrontare a viso aperto i cittadini convenuti numerosissimi a Palazzo Spada ed impossibilitati ad entrare in sala consiliare.

Al momento di prendere la parola il capogruppo del PD Filipponi ha tentato il colpo di mano, chiedendo di rinviare il punto per cui si era convocato il consiglio e la votazione ha visto lo stesso sindaco esimersi da quell’obbligo con un atto di vera e propria vigliaccheria politica.

Proteste fortissime da parte della cittadinanza che era venuta proprio per ascoltare le sue parole, grida nei confronti dei sindaco e della sua maggioranza, parapiglia fra un consigliere di maggioranza che ha spintonato una signora che protestava.

Questa sorta di colpo di mano contro la democrazia ha suscitato sdegno da parte di tutti.

È per questa ragione che sei  consiglieri comunali unitamente a molti cittadini hanno deciso di iniziare l’occupazione e di protesta della sala consiliare fino a quando il sindaco non avrà il coraggio di chiedere scusa alla città ammettendo con un minimo di onestà intellettuale le proprie responsabilità in nove anni di governo fallimentare.

Invitiamo tutti i consiglieri comunali di opposizione, ma anche quelli di maggioranza che ritenessero di unirsi a noi nella protesta, di venire in Municipio per partecipare a questa occupazione pacifica ma fortemente simbolica di una situazione che non può tollerare.

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