Campagna elettorale, Gianni Porzi, ma che c’entra il pericolo fascista?

Il tema dell’antifascismo potrebbe anche produrre una reazione inversa

Campagna elettorale, Gianni Porzi, ma che c'entra il pericolo fascista?

Campagna elettorale, Gianni Porzi, ma che c’entra il pericolo fascista?

di Gianni Porzi

Fin dall’inizio questa campagna elettorale ha messo in evidenza non tanto i programmi quanto invece il tentativo di demonizzare l’avversario, di screditarlo e in questo la sinistra è maestra e in parte anche quei “centrini” col cuore che batte a sinistra. Questo perché la sinistra non ha un programma politico dai contenuti originali e quindi la propaganda verte prevalentemente sul “pericolo fascista”, qualora FdI dovesse risultare il partito più votato, e sulla famosa “agenda Draghi”, trasformatasi poi in “metodo Draghi”.

Secondo il PD e i partitini satelliti, qualora la Meloni diventasse Premier sarebbe una sciagura : sono quelli che in occasione della Brexit prevedevano un disastro economico per l’Inghilterra (basta ricordare cosa scriveva Severgnini!!).

Critiche feroci delle femministe

Ultimamente, si sono aggiunte poi le critiche feroci delle femministe, di sinistra ovviamente, che sfogano la loro rabbia (malcelata) sulla Meloni perché nel centro-destra le donne hanno le stesse opportunità degli uomini e fanno carriera in base alle capacità, mentre nel centro-sinistra nulla di tutto ciò. Forse è invidia nei confronti della Meloni che, sebbene non provenga dai Parioli, dopo aver fondato un decennio fa un nuovo partito ha raggiunto una notevole popolarità e potrebbe addirittura diventare la prima Premier italiana e questo dà molto fastidio.

La martellante propaganda contro FdI

La martellante propaganda contro FdI, definito Partito neofascista, ha il solo scopo di tentare la delegittimazione della Meloni. L’ossessione antifascista è una carta che la sinistra gioca sia per colpire l’avversario, sia per nascondere i conflitti interni al Partito e le incongruenze nella coalizione. FdI è un Partito Conservatore con un’attenzione particolare al “sociale”, cosa che un tempo apparteneva alla sinistra, e con un forte senso dello Stato che non significa essere antieuropeisti, ma difensori degli interessi italiani, come peraltro fanno altri Paesi dell’UE (in primis Francia e Germania).

“Chi evoca fantasmi di un passato che non può tornare – afferma il politologo prof. Marco Tarchi – dà l’impressione di avere poche idee su come affrontare e migliorare il presente. Che quel passato non possa tornare è chiaro a tutti fuorché a pattuglie sparute di fanatici. Gli ambienti più riflessivi della sinistra lo hanno capito”.

Sulla corsa al “centro” (affollato da partitini e gruppi con sigle poco note) il Prof. Galli Della Loggia, in un articolo sul CorSera, afferma che “il centro è un luogo vuoto, un non luogo.

FdI non è un partito neofascista

Politicamente è il nulla, equivale a un’identità politica evanescente. Non sapendo cosa essere, cosa dire si rifugiano nel grande parcheggio del centro. Quasi tutti pronti poi ad uscirne verso destra o verso sinistra a seconda dei risultati elettorali”. Inoltre, sostiene che FdI non è un partito neofascista e ritiene che “il tema dell’antifascismo potrebbe anche produrre una reazione inversa, aumentando i voti di FdI come risposta dei moderati all’allarmismo antifascista militante ostentato dalla sinistra”.

Il Presidente Mattarella avrà un ruolo decisivo

Secondo il Professore “il Presidente Mattarella avrà un ruolo decisivo, vedremo se si schiererà contro i vincitori delle elezioni, come in sostanza fece Scalfaro nel 1994 con Berlusconi, o se rispetterà la volontà degli italiani e farà scudo al risultato delle urne”. Inoltre, “la scomunica internazionale se in Italia governasse la destra mi sembra solo uno spauracchio elettorale, che rischia peraltro di giovare alla Meloni, stimolando un legittimo senso di sovranità nazionale”.

Un leader conservatore deve conservare i valori

Condivisibile è anche il consiglio alla Meloni “che deve cercare di agganciare personalità diverse dalla sua storia e deve mollare categorie che sono un peso per il Paese e costituiscono un bacino di voti marginale. Via la robaccia. Un leader conservatore deve conservare i valori, non le abitudini, che in Italia sono quasi sempre cattive”.

Il problema cruciale è infatti, non solo evitare promesse irrealizzabili, ma anche formare una squadra di governo con personalità di spessore, adeguate al momento difficile che stiamo attraversando.

Fino ad oggi, i nomi che girano rispondono a tali requisiti e ciò lascia ben sperare. Ritengo sia proprio questo il problema più difficile/complesso da affrontare perché va anche ricordato cosa accadde al Prof. Savona. Pertanto, occorrerà molta attenzione/cautela senza tuttavia piegare il capo a interferenze esterne, a pressioni inaccettabili.

E’ più di un decennio che subiamo pressioni da parte di ben note Cancellerie europee. Tra un mese andremo a votare e quindi l’unica indicazione che si dovrà ascoltare è quella che emergerà dal voto popolare. Basta con le emergenze, con i Presidenti del Consiglio non eletti, basta con la democrazia in stand by, la politica deve tornare ad impossessarsi del ruolo che le compete.

2 Commenti

  1. Il piddi che vede fascisti dove non ce ne sono e invece li supporta dove invece sono ben presenti e radicati. Che pena. In considerazione del fatto che qualora il cdx dovesse vincere, non potrà che continuare ad eseguire gli ordini che il giostraio impartisce, si capisce che i maf…. del piddi sono solo interessati alle poltrone, è più forte di loro. Il bene della nazione per loro non esiste, solo tornaconto personale e delle cricche che rappresentano. È così da sempre e la nostra sciagurata Regione ne è l’esempio più fulgido.

  2. Tutto è possibile, comunque vale la pena provare a voltar pagina, sempre che gli elettori decidano di cambiare.

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