Bilancio di previsione 2020 voto di astensione del m5s e forze di minoranza

 
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Basta somministrazioni casuali e caos tra le categorie per i vaccini

Bilancio di previsione 2020 voto di astensione del m5s e forze di minoranza


Il documento di bilancio di previsione 2020 votato oggi dall’Assemblea legislativa dell’Umbria sarebbe stato in altri tempi la certificazione della totale sconfitta della politica contro il dominio dell’apparato e della burocrazia in cui gli amministratori eletti si limitano a fare i passacarte degli uffici tecnici, senza impegni e senza scelte coraggiose per questa regione.

Ma oggi è il momento di fare la differenza, di fare tutto il possibile e l’impossibile perché la partita è molto più grande persino del rilancio economico di una regione. Oggi fare la differenza vuol dire dare l’agibilità politica a chi amministra per mettere in campo tutte le azioni necessarie per salvare quante più vite umane possibile in un momento in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte.


Questo bilancio è di fatto un documento commissariato dagli eventi e che colpevolmente non contiene nessuna misura per contrastare l’emergenza che stiamo vivendo e che andrà riscritto da domani con le dovute variazioni e il contributo di tutti.
Per questo il nostro voto di astensione ai documenti di bilancio di previsione ma soprattutto l’aver concesso l’iter accelerato derogando alle normali procedure e tempistiche non rappresenta un’apertura di credito a questa maggioranza, ma piuttosto è un atto di estrema responsabilità. Non è un’apertura credito alla giunta Tesei, ma rappresenta più un debito in capo alla maggioranza che ora ha l’onere e la responsabilità di agire al massimo delle forze per mettere in sicurezza il popolo umbro.


Torneremo a vivere con più vigore e consapevolezza di prima, sono sicuro che ricostruiremo tutto, lo abbiamo già fatto tante volte in questa nostra terra martoriata più volte dai tragici eventi del terremoto.


Quello che non potremo ricostruire però potrebbero essere le nostre famiglie, le nostre comunità quando come sta succedendo a Bergamo si è costretti a mettere in fila le bare come tessere di un domino, senza nemmeno garantire una degna sepoltura a chi muore senza l’abbraccio dei propri cari.


Riprendendo le parole del professor Alessandro Barbero questa emergenza sta facendo emergere eroi e cialtroni nel popolo italiano esattamente come nella seconda guerra mondiale, io credo che la nostra ambizione debba essere quella di fare quantomeno il nostro dovere sia come persone che come rappresentanti dei cittadini. Basterebbe forse solo questo per uscire quanto prima e con il minimo dei danni possibili da questa drammatica situazione.

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