Attilio Solinas, Art. 1 MDP scrive una lettera al Presidente del Senato Pietro Grasso
Al Presidente del Senato Pietro GRASSO
Sig. Presidente,
mi consenta innanzitutto di rivol
Il metodo spesso è sostanza. E’ stato triste e preoccupante, Sig. Presidente, assistere alla imposizione di cinque voti di fiducia sulla legge elettorale da parte di un governo e di alcuni partiti con l’obbiettivo di non far discutere né far emendare la legge stessa. Al sottoscritto, come credo alla maggioranza dei cittadini di questo Paese, è parso un gesto istituzionalmente e moralmente irresponsabile, pericoloso testimone dello stato comatoso del nostro sistema politico e di partiti il cui unico interesse, anche invadendo prerogative che sono di altri organi dello Stato, appare essere il mantenimento del potere a tutti i costi, incuranti del pericoloso solco che si allarga con la società civile.
Credo sia arrivato il momento di riflettere con onestà intellettuale e coraggio sulla progressiva trasformazione del ruolo dei Parlamentari della Repubblica, di quali limiti etico-culturali e magari anche leggi sbagliate stiano trasformando sempre più elettida autorevoli esponenti che dovrebbero esercitare il mandato “con dignità ed onore”, in forma indipendente e senza vincolo di mandato, in consapevoli e tristi subalterni che, “usi ubbidir tacendo”, ossequiano il capo del momento con l’unica finalità di essere rieletti. Mi chiedo quando e perché è avvenuto questo pericoloso cambiamento delle priorità in base al quale le istituzioni di tutti vengono sacrificate alle ubbie di qualche capetto improvvisato, capace di vendere sul mercato della politica un post-modernismo miope e superficiale, che scambia il movimento per l’azione e che si dimostra incapace di comprendere e accettare gli orientamenti dei cittadini. Anche quando, come il 4 dicembre scorso, vengono espressi con evidente fragore e chiarezza.
Sappiamo, Sig. Presidente, che la democrazia è sempre stato il prodotto di un cammino incerto, un sistema che comporta avanzamenti e arretramenti, e che proprio per questo ha bisogno sempre di essere curato, tutelato e continuamente rigenerato. Perché, pur con tutti i limiti e le contraddizioni, quello democratico resta il sistema politico più civilizzato. Ed è questaconsapevolezza, a mio avviso, che spinge oggi tanti cittadini ad impegnarsi nella resistenza contro quelle forze che minacciano la Democrazia. I sistemi democratici nutrono e si nutrono delle diversità. Qualsiasi degenerazione finalizzata a concepire la Democrazia come dittatura della maggioranza indebolisce il pacifico confli
Attilio SOLINAS
Capogruppo Consiliare di Art. 1 – MDP
Assemblea Legislativa dell’Umbria

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