Ast-Thyssen, prosegue la sceneggiata della regione Umbria contro il M5s

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Ast-Thyssen, prosegue la sceneggiata della regione Umbria contro il M5s. “Chi paga i danni inferti da una banda di malandrini al tessuto economico, ambientale, sanitario e, soprattutto, culturale della città e dell’Umbria? Perché oggi alcuni polemizzano ancora una volta e strumentalmente contro il Movimento 5 Stelle, ma non si ricordano analoghe prese di posizione quando lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico convocava Regione e sindacati con le medesime modalità? Né si rammentano i contenuti, quelli autentici, da sempre sottaciuti per carità di patria?”. Così il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S) che interviene di nuovo sulla vicenda riguardante il confronto tra Regione Umbria e Ast-Thyssen di Tern.

“Sulle Acciaierie – spiega Liberati -, l’Umbria intera deve quotidianamente sorbirsi una sceneggiata fondata non tanto sul vero e sul detto, ma sul verosimile, sul non detto, sul coperto, sullo scientemente occultato, che si tratti della degenerazione morale, con annesso vortice corruttivo, del disastro ambientale e sanitario o della chiusura dell’economia locale. Una sceneggiata imbarazzante e stucchevole che prosegue da decenni soltanto per alimentare nauseabonde clientele. E molti tra coloro che si sono avvicendati nella rappresentanza in Parlamento, in Regione, in Comune, nelle associazioni, nel sindacato, hanno recitato nella fiction la stessa misera parte: quella del tappetino.

Così, grazie a una Regione Umbria che, comodamente, non aggiorna l’Aia né fa rispettare le poche prescrizioni della vecchia Autorizzazione ancora vigente, la Thyssen può prenderci anche oggi bellamente in giro, raccontando di presunti recuperi del verde nel proprio ‘parco scorie’, storielle la cui controprova è a portata di tutti su Google Maps, tanto per provare a capire di cosa stiamo parlando”. Liberati aggiunge poi che “quella di cui stiamo parlando è una multinazionale che intende soprattutto farci un bel regalo. Sono talmente generosi che vogliono restituirci le loro metalliche deiezioni, dando la collina ‘alla collettività’ di Terni, senza ricordare che la collina cui si riferiscono, in località Pentima-Valle, è quasi totalmente artificiale e non certo naturale. Una collina di veleni, alta quasi 100 metri, veleni che regolarmente finiscono nelle falde acquifere, come già ampiamente accertato.

Ebbene, i tedeschi e l’allegra combriccola italica sono così munifici da offrircela a costo zero, con due alberi spelacchiati sopra e la bomba chimica sotto!”. L’esponente pentastellato ritiene “semplicemente inopportuno il fatto che AST voglia ‘studiare’ il proprio contributo emissivo rispetto ad altre fonti inquinanti, magari coinvolgendo Università, Aziende Ospedaliere, Istituti di ricerca, ergo eventualmente e legittimamente pagandoli, così come fatto finora su altri fronti, in un conflitto di interessi che solo gli orbi non vedono.

Ma mi chiedo allora Arpa, Iss, Ispra, etc., a cosa servono. Ecco perché – spiega Liberati – adesso si dovrebbe invece passare alla fase due, cioè la valutazione del conseguente danno economico-sociale fin qui prodotto, perché di analisi ambientali ce ne sono tante, incluse quelle rimaste nei cassetti per decenni, evitando più d’uno le patrie galere, ma non certo salvando lavoratori e residenti prematuramente ammalati”.

“La multinazionale – rileva Liberati – prosegue dunque nel dileggio di una città da Terzo Mondo, come sta divenendo Terni, una comunità che però non può accettare, ancora e per l’ennesima volta, altre inutili rassicurazioni sul ‘bando per il riciclo delle scorie’, prossimamente in onda su ‘Chi l’ha visto?’, nonché il 247esimo impegno verbale sul ‘problema di Prisciano’ -notoriamente ben più esteso, perché riguarda anche tutto il centro storico. Infine – aggiunge -, ciliegina sulla torta, il nulla assoluto della Thyssen sulla viabilità, con centinaia di camion a gasare quotidianamente ancor di più i ternani, quando basterebbe concludere la famigerata piastra logistica Terni-Narni e, di lì, utilizzare i binari dedicati.

E’ forse troppo costoso per voi, Thyssen & C., andare totalmente sul ferro, evitando alla città ulteriore mega-inquinamento da TIR? Assieme a certuni politici e sindacalisti – conclude Liberati -, potete interessarvi alla nostra qualità della vita, con qualche iniziativa concreta sulle mille soltanto annunciate, o siete troppo affannati, ad esempio, a comprare acciaio dalla Cina o a pensare ai prossimi tagli, affinché i conti vi quadrino ancor meglio per poi vendere alla grande?”.

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