Articolo Uno Umbria: Emergenza sanitaria Umbria un fallimento annunciato

 
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Articolo Uno Umbria: Emergenza sanitaria Umbria un fallimento annunciato

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Articolo Uno Umbria: Emergenza sanitaria Umbria un fallimento annunciato

  • Fallimento totale
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Questo è il risultato della gestione dell’emergenza sanitaria da parte della Presidente Tesei, dell’Assessore Coletto e della Giunta e della maggioranza che amministra l’Umbria.

  • La colonizzazione leghista e veneta della Sanità umbra

che ha occupato tutte le posizioni di vertice, politiche e gestionali delle strutture regionali, dall’assessorato regionale, alle direzioni delle Aziende Sanitarie e ospedaliere, alle Società collegate, ha mostrato solo incapacità e incompetenza unita a tanta arroganza e ignoranza della realtà umbra.

  • La Presidente Tesei

è stata spettatrice e spesso strumento della gestione veneto-leghista, avallando tutte le scelte e facendo figure imbarazzanti come la sceneggiata del consulente personale Bertolaso durata una settimana.

Grazie all’operato di Tesei, Coletto e soci:

Il “Cuore verde d’Italia” è diventato una macchia, più rossa che arancione, che spicca al centro di un’Italia che, seppure lentamente e con difficoltà, si sta rimettendo in linea sia sul piano sanitario, che economico e sociale. E la Tesei, di fronte all’esplodere dei dati in tanti Comuni, invece di attivarsi immediatamente, lascia passare un altro fine settimana di probabili assembramenti ed esponendo i cittadini ad ulteriori rischi.
  • L’Ospedale di Perugia è prossimo al cedimento

con terapie intensive e ricoveri Covid occupate ben oltre le soglie di allarme, un personale ridotto ai minimi termini e allo stremo, i pazienti non-Covid abbandonati e spinti verso le strutture private per chi può permettersele.

  • L’ospedale da campo della Regione, che la Tesi aveva assicurato sarebbe stato disponibile a Giugno 2020

è stato allestito solo ora, ma non è operativo perché manca il personale medico che la Regione e l’Azienda non sono state capaci di reperire; al contrario il personale, specie gli infermieri, che hanno solo contratti a termine, se ne vanno dall’Umbria verso altre Regioni che invece assumono a tempo indeterminato.

Il sistema di tracciamento è completamente fuori uso, nonostante i grandi annunci fatti in merito agli accordi con l’Università per allocare decine di tirocinanti per rinforzare le strutture preposte del sistema sanitario regionale.

  • Il Piano Vaccinale è un pezzo di carta

tanto che ancora oggi si annuncia l’avvio delle prenotazioni per gli “over 80” solo il prossimo 12 febbraio, senza specificare poi dove e come si procederà operativamente, che ruolo avranno i medici di base e le farmacie, come si farà per le persone che vanno necessariamente vaccinate a domicilio.

Una ristrutturazione degli ospedali improvvisata, con tante strutture miste che non sono organizzate per garantire la necessaria separazione tra aree Covid e non-Covid, che ha generato conflitti e tensioni con le amministrazioni comunali e i cittadini (vedi Pantalla, Spoleto, ecc.), che vede intere strutture chiuse perché sede di focolai (vedi Castiglione del Lago), che ha bloccato l’attività operatoria ordinaria anche per patologie gravi, producendo anche episodi gravi (decessi) come quello avvenuto all’Ospedale di Terni e che è assurto alle cronache nazionali.
  • Che altro bisogna attendere?

Articolo UNO sollecita le opposizioni in Consiglio Regionale affinché promuovano una mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore Coletto.

  • Articolo UNO invita

tutte le formazioni politiche di opposizione, le rappresentanze della società civile e le rappresentanze del lavoro e delle professioni del Sistema Sanitario regionale a richiedere unitariamente una netta inversione nella gestione della emergenza sanitaria e il rilancio del nostro sistema sanitario regionale secondo un modello di medicina di prossimità, che integri territorio e ospedale, che potenzi il personale per quantità e qualità, che introduca l’innovazione nei processi e nelle tecnologie, che assicuri appropriati livelli di assistenza e il diritto universale alla salute a tutti i cittadini.

Il sistema della sanità in Umbria deve tornare ai livelli di eccellenza che per tanti anni lo ha caratterizzato, ma questo compito non può certo essere assolto da chi, in primis l’Assessore Coletto, è la causa dell’attuale fallimento.

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