Alta tensione a Palazzo dei Priori per indagine ‘ndrangheta, domani Romizi parla in aula

Due arresti a Perugia per episodi di bullismo, la reazione del sindaco Romizi

Il presidente del Consiglio comunale, Nilo Arcudi, è finito nelle intercettazioni ambientali tra gli ’ndranghetisti, disposte dalla procura di Catanzaro nell’ambito dell’indagine «Infectio» sulle infiltrazioni della ’ndrangheta a Perugia.

In particolare in una conversazione del 5 aprile scorso in cui Antonio Ribecco, ritenuto il referente umbro della cosca ’ndranghetista Mannolo-Trapasso, dice di aver fatto salire Arcudi in Comune, procurandogli i voti. Tutto questo ha creato alta tensione all’interno della maggioranza. Nilo Arcudi, lo ripetiamo, non è indagato.

Ieri una intensa giornata iniziata al mattino con l’incontro con la maggioranza di centrodestra, tra assessori e capigruppo, e finita di sera a Ponte San Giovanni.

La Lega avrebbe sottolineato il fatto che le persone vanno rispettate, non essendo neanche indagati. Sarebbe spuntata una exit strategy. A metà gennaio si deciderà cosa fare e poi valutare, anche un passo indietro di Arcudi. In sintesi, per ora Arcudi resta, ma potrebbe mollare l’incarico di presidente del Consiglio comunale tra un mese.

Per Forza Italia Arcudi deve lasciare la carica. Il consigliere del gruppo Perugia Civica (di cui fa parte Arcudi) Massimo Pici, chiede che un passo indietro del presidente del Consiglio comunale. Fratelli d’Italia ha chiesto di attendere l’evolversi delle indagini. Il risultato è che domani il sindaco riferirà in aula, durante il consiglio comunale.

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