Riconoscimento della moto come “attività di svago individuale”

 
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Riconoscimento della moto come "attività di svago individuale"
Foto di Mabel Amber, still incognito... da Pixabay

Riconoscimento della moto come “attività di svago individuale”

Una petizione popolare per il riconoscimento della moto come “attività di svago individuale” da inviare al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato. Petizione che è partita, in maniera virtuale, da Ottavio Oriano Anastasi e Eros Celaia insieme a una serie di motoclub e associazioni, riuniti intorno al Motodolmen, il monumento al
motociclista di Casacastalda.

“Anche dopo il 4 maggio prossimo i motociclisti devono continuare a stare a casa e possono uscire in sella alla loro moto solo per le solite note esigenze di lavoro, salute e necessità, con tanto di autocertificazione per giustificare i propri spostamenti. Tenendo conto che l’attività motociclista prevede l’uso del casco e guanti che garantiscono il rispetto delle misure anti-contagio.

Viaggiando individualmente, in alcun modo l’esplicazione della stessa può causare rischio di assembramento o comunque di contagio indossando i consueti dpi casco e guanti – sottolineano i motociclisti del Motodolmen.

In allegato il testo della petizione da firmare al seguente link: http://chng.it/VNJDwk2W

1 Commento

  1. La moto, come la corsa, e tanti altri sport individuali non capisco perché non si possa utilizzare come svago visto che come abbigliamento si indossa il casco, guanti giacca ed altri accessori. Dobbiamo anche dire che per questo svago lo stato ti impone di pagare il bollo e lì assicurazione. Allora propongo che lo stato, vista l’imposizione sul non poter utilizzare la moto risarcisca il costo del bollo e assicurazione per il periodo incriminato di non utilizzo.

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