Progetto Fontivegge, Albioni, i primi investitori siamo noi residenti!

 
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da Giulietto Albioni (Progetto Albioni)
Progetto Fontivegge, Albioni, i primi investitori siamo noi residenti! A più di dieci giorni dall’ultima iniziativa di “Progetto Fontivegge”, è opportuno stilare qualche direttrice per il prossimo futuro. Tanto si è detto e scritto al punto che l’eco mediatica che è seguita al pomeriggio del 13 novembre scorso, ha praticamente coinvolto tutti gli organi di informazione locali,sia cartacei, sia digitali. Gli stimoli che l’incontro e il sopralluogo con le Autorità hanno suscitato, sono stati ampiamente recepiti dalla stampa, focalizzando l’opinione pubblica locale sui due binari – paralleli ed inseparabili – della nostra visione per la rinascita di Fontivegge.

Da un lato, la sicurezza, ovvero la necessità di ripristinare ordine, legalità e pulizia a tutti i livelli sino negli angoli più nascosti del quartiere. Spaccio di stupefacenti, accattonaggio, minzioni nei vicoli o nei sottopassi, imbrattamento dei muri, esercizi commerciali abusivi e fuori norma, cumuli di rifiuti sparsi nel quartiere da una intollerabile minoranza di persone che elude costantemente la nuova raccolta differenziata porta a porta, prostituzione a cielo aperto o varie scene disgustose, come quella che recentemente ha immortalato un transessuale denudarsi in pieno giorno sul muretto sovrastante la Coop, sono elementi di degrado inaccettabili in una città che voglia dirsi civile ed avanzata, tanto più in un quartiere di ingresso al centro storico.

Dall’altro lato, la tutela degli investimenti, cominciando da quelli immobiliari di chi,magari,su questo quartiere ha puntato i propri risparmi tanti anni fa,per poi ritrovarsi fra le mani appartamento o locali ormai impossibili da vendere senza pagare lo scotto di pesantissime svalutazioni. Come abbiamo documentato, cifre alla mano, proprio lo scorso 13 novembre durante la nostra iniziativa, si parla di picchi del -65% per gli immobili più datati.

La partecipazione attiva della cittadinanza alla cura e alla tutela del quartiere – punto fermo dell’Amministrazione,ribadito dal Sindaco Romizi nell’incontro conclusivo alla sede dell’A.D.A. – è un tema a noi caro da anni,che non fatichiamo certo a fare nostro, ogni giorno di più e sempre più convintamente.

Da parte di molti dei residenti rappresentati da Progetto Fontivegge non manca, insomma, l’impegno, che si materializza in piccoli o grandi atti mirati alla riqualificazione del territorio:dalla ripulitura delle pertinenze condominiali o dei vicoli di prossimità,alle semplici segnalazioni alla Gesenu di scarichi abusivi di rifiuti; dalla collaborazione con le Forze dell’Ordine, all’impegno per l’acquisto di strumentazioni per la videosorveglianza; dal sostegno ad opere di riqualificazione delle aree verdi,al finanziamento di nuovi punti luce, oltre quelli già istallati dal Comune.

Scelte di cuore, volontarie e non dovute, specie in tempi di crisi e difficoltà generali, da parte di chi già versa i tributi all’erario per la propria casa, per la propria auto o per la propria attività. Scelte di cuore che tengono perfettamente conto del serio rischio di profondere energie fisiche, mentali ed economiche in un contesto urbano tutt’altro che edificante, dove criminalità e abbandono potrebbero vanificare, da un momento all’altro, tutto l’impegno profuso.

Chi ci accusa di “parlare solo male del quartiere”, evidentemente conosce poco,sia il quartiere,sia noi.Sono proprio l’impegno e l’amore per la nostra città ad imporci un limite da non oltrepassare mai:quello della presa in giro! Anzitutto perché, in questo caso, prenderemmo in giro noi stessi!

Non si può, in generale,fingere che un porticato poco illuminato, la carenza di parcheggi o una casetta abbandonata rappresentino, di per sé, i problemi di un quartiere come il nostro. I fattori di degrado hanno nomi e cognomi, sono fatti di carne e d’ossa e, spesso, la cronaca ci riporta che si tratta di personaggi “già noti alle Forze dell’Ordine”, ma incredibilmente ed inevitabilmente a piede libero.

Insomma, senza l’azione di polizia e la certezza della pena – dal mero Daspo urbano al proprio arresto – questo quartiere non potrà mai rinascere. Le polemiche politiche, fra governo ed enti locali, fra rappresentanti istituzionali o fra partiti politici, non ci interessano, né ci appassionano. Ci preme, invece, l’applicazione di soluzioni concrete ed efficaci per un’area della nostra città ancora fortemente nell’occhio del ciclone, dopo i nuovi fatti cruenti degli ultimi mesi.

Forse è proprio la nostra indipendenza a spaventare coloro che seminano vento, più o meno velatamente, per raccogliere tempesta e gettare discredito – molto facile nella dimensione rapida e liquida dei social network – sulla nostra attività. Chi non può essere incasellato in qualche categoria preconfezionata, non è nemmeno facilmente controllabile è indirizzabile. Non è accondiscendente con nessuno per partito preso, né si accontenta di una blanda stretta di mano o di una pacca sulla spalle.

I primi investitori di Fontivegge siamo noi residenti! Qui abbiamo puntato i nostri risparmi, qui viviamo h24, qui andiamo a fare spesa, qui abbiamo il nostro conto in banca, qui andiamo in palestra, qui andiamo al bar o in tabaccheria, qui viviamo da pensionati, qui dobbiamo rientrare dopo una giornata di lavoro o di studio. Rapporti complessi e analisi sofisticate servono a ben poco. Se ce ne dovessimo andare anche noi, sarebbe il segno del fallimento di tutti gli sforzi profusi in questi ultimi anni per la rinascita del quartiere!

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