Commissione bilancio Perugia razionalizzazione partecipate e incentivi edicole

 
Chiama o scrivi in redazione


Commissione bilancio Perugia razionalizzazione partecipate e incentivi edicole
Sorcini

Commissione bilancio Perugia razionalizzazione partecipate e incentivi edicole

La II Commissione Consiliare Permanente Bilancio, presieduta da Piero Sorcini, ha dedicato la seduta odierna all’esame di due atti. E’ stata respinta, con 6 contrari (opposizione e Nucciarelli), 3 astenuti (Cagnoli, Pittola e Sorcini) e 5 a favore (maggioranza) la Preconsiliare n. 72 del 05/12/2018: Ricognizione e razionalizzazione delle partecipazioni del Comune di Perugia ai sensi dell’art. 20 del testo Unico in materia di Società  a partecipazione pubblica. Informativa sull’attuazione del Piano ex art. 24 TUSP.

La razionalizzazione delle partecipazioni – ha sottolineato il dirigente Zampolini illustrando l’atto – è posta in essere in ottemperanza a quanto previsto e stabilito nel d.lgs. 175 del 2016 cosiddetto testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (o Tusp).

In particolare, facendo seguito al piano straordinario di razionalizzazione approvato con delibera consiliare del 25 settembre 2017, la giunta ha proposto di procedere al riassetto delle partecipazioni in Umbria Tpl e Mobilità Spa e nella Teatro Pavone Srl mediante alienazione.

Ciò avverrà con asta pubblica; in caso di asta deserta si procederà alla dismissione mediante trattativa privata oppure mediante recesso ai sensi dell’art. 24 comma 5 del Tusp.

Il tutto entro la data del 31 dicembre 2019.

Per ciò che concerne Umbria Mobilità, la dismissione si rende necessaria in quanto la stessa non rispetta i parametri previsti dall’art. 20 comma 2 tusp lettere A (società non strettamente necessaria per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali) ed E (partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti). Tanto più che a distanza di oltre un anno dalla delibera del Consiglio comunale ancora oggi non si è provveduto alla costituzione della Agenzia unica regionale per la mobilità.

In ordine alla razionalizzazione della partecipazione in Umbria Mobilità, la giunta ha, dunque, proposto di avviare il procedimento di cessione delle quote entro il 1 settembre 2019,  a meno che, entro tale termine, non dovessero avverarsi tutte le condizioni funzionali all’avvio di operatività dell’Agenzia unica regionale per la mobilità.

In relazione alla Pavone srl, invece, oltre al mancato rispetto del già citato parametro di cui alla lettera E si configurano anche altri due punti: B (società prive di dipendenti o che abbiano un numero di amministratori superiori a quello dei dipendenti) e D (società che abbiano conseguito, nel triennio precedente, un fatturato medio non superiore ad un milione di euro). Viene quindi stabilita la dismissione della partecipazione a mezzo alienazione a titolo oneroso.

Circa Conap, pur in presenza di taluni indici di criticità

Circa Conap, pur in presenza di taluni indici di criticità previsti dall’art.20 comma 2, il mantenimento della partecipazione è giustificato da ragioni economiche dettate dai forti costi fiscali legati all’operazioni di liquidazione (oltre 2 milioni di euro) che renderebbero molto più onerosa la dismissione rispetto al mantenimento e tenuto conto del fatto che la società è proprietaria di importanti reti acquedottistiche funzionali all’erogazione di un servizio pubblico locale.

Minimetrò di Perugia allunga gli orari fino alle 1,45 del mattinoNella delibera si dà atto che la partecipazione in Minimetrò può essere, ex lege, mantenuta; una futura alienazione delle quote potrà essere oggetto di una prossima eventuale deliberazione del Consiglio comunale in attuazione delle misure correttive sui rendiconti di gestione 2014 e 2015 trasmesse alla Corte dei Conti

Intervenendo sulla questione, il vice sindaco Barelli ha spiegato che la dismissione delle quote di Umbria Tpl e del teatro Pavone è un obbligo imposto dal Tusp che non consente di mantenere quote di società che non gestiscono un servizio di interesse generale e che hanno prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti.

Dalla stampa – continua Barelli – si apprende che il governo starebbe lavorando ad una modifica del Tusp; qualora ciò dovesse verificarsi si procederà ad un riesame della decisione illustrata nell’atto.

Entrando nel dettaglio delle operazioni proposte, il vice sindaco in merito al Pavone ha spiegato che si procederà a dismissione con particolare rammarico  considerata la storia ed il prestigio della struttura. L’Amministrazione coglie comunque l’occasione per ringraziare il presidente ed i membri del cda, nonché i soci della società per quanto hanno fatto negli anni con impegno e senza alcun compenso e per quanto potranno fare e faranno in futuro. In ogni caso l’Amministrazione continuerà a collaborare fattivamente con la società Teatro Pavone per gestire al meglio il contratto di usufrutto quindicinale e per valorizzare uno dei contenitori culturali più importanti di Perugia. Per Umbria Tpl invece l’Amministrazione si riserva di riesaminare la decisione di dismettere la quota qualora la costituzione dell’Agenzia regionale dovesse concretizzarsi.

In relazione a Sase, infine, Barelli ha riferito che si ha notizia del deposito di un odg della consigliera Leonardi con il quale si chiede il rinnovo del cda. Ha detto, a tal proposito, di essere favorevole alla proposta.

Aprendo il dibattito Mirabassi ha chiesto di sapere come mai il Comune ha deciso di sottrarsi al suo ruolo in Umbria Mobilità specie alla luce dell’ormai prossima costituzione dell’agenzia unica. Ciò evidenzia una mancanza enorme del Comune Capoluogo in un momento determinante come questo. La dismissione, secondo il consigliere, non è obbligatoria per legge, come è stato rappresentato, ma è una precisa scelta politica che su Conap, nello stesso atto, si è deciso di non assumere. Quindi Mirabassi ha preannunciato un voto contrario sull’atto.

Nucciarelli ha sollevato ferma contrarietà circa la decisione di uscire dal Pavone, organismo fondamentale per la città. Sostiene il consigliere che la presenza del Comune nella società è determinante per favorire l’attività di un’Istituzione storica della città. Per l’effetto ha preannunciato un voto contrario sulla pratica.

Borghesi ha riferito che nei mesi scorsi si sono tenute diverse riunioni tra i soci di Umbria Mobilità (regione, provincia, comuni) dalle quali è emerso che si sta lavorando a stretto contatto per arrivare alla costituzione dell’Agenzia unica. A tutti sono noti gli attuali problemi cui la società deve far fronte, tuttavia si sta lavorando per risolverli, onde superare le criticità del passato. In questo contesto si auspica che il Comune di Perugia voglia continuare a seguire il processo che porterà all’agenzia; per questo proporre oggi di uscire non è condivisibile visto che si dovrebbe contribuire a creare un clima di fiducia e solidità facendo rete tra istituzioni e non il contrario. Bisogna, in sostanza, avere la responsabilità di lavorare insieme per dare una prospettiva al sistema.

Consiglio di Stato respinge l’Appello della Società AgriflorReplicando ai vari interventi, Barelli ha informato i consiglieri dell’incontro tenutosi tra i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e gli altri soci di Umbria Tpl, tra cui la Regione, nel corso del quale il Comune ha illustrato le ragioni, non politiche, ma giuridiche che costringono l’Ente ad uscire dall’azienda, ossia le norme del Tusp e le delibere della Corte dei conti. In questa partita, pertanto, il Comune non ha margini di manovra, ma deve solo attenersi alle regole; tanto più che emerge su Umbria Mobilità un certa dose di immobilismo che induce ad assumere una scelta obbligata. Scelta che potrà anche essere rivista, ove la costituzione dell’Agenzia unica dovesse avverarsi in tempi congrui.

In merito ala dismissione delle quote nel Pavone, il vice sindaco ha ribadito che si tratta di una decisione imposta dalle normative vigenti e non frutto di una scelta politica. Al contrario l’Amministrazione apprezza il lavoro svolto dalla Pavone Srl;tuttaviain base alTuspemergela mancanza dei presupposti per un mantenimento della partecipazione nella società. Ciò non esclude che la collaborazione debba continuarenell’interesse della città.

Infine Barelli ha spiegato che la proposta formulata dalla giunta al Consiglio è frutto di senso responsabilità, proprio in considerazione del rispetto delle regole imposte dalla legge.

Leonardi ha segnalato che dagli interventi di alcuni consiglieri è emerso che non si è compreso appieno il contesto in cui si pone la preconsiliare. Oggi – ha detto – è in vigore una normativa e sono state emesse delibere della Corte dei conti che impongono di uscire da alcune compagini societarie perché le stesse non rispettano i criteri di legge. I presupposti per restare in tali aziende, in sostanza, non ci sono più, ma ciò non significa esprimere giudizi negativi su alcunché perché si tratta di mere valutazioni giuridiche.

Locali comunali in comodato alle associazioni: stato di sicurezza e manutenzioneSecondo Rosetti Umbria Mobilità rappresenta un fallimento totale, ossia l’esperienza peggiore di questa regione che meglio rappresenta il modus operandi Regione/comune negli ultimi 40 anni. Ciò che solleva dubbi nella delibera – ha commentato la capogruppo – è che il Comune, con l’approvazione dell’atto, non esce subito da Umbria Mobilità, come invece dovrebbe fare, ma prende ulteriore tempo per aspettare non si sa che cosa.

E’ da tempo – ribadisce – che non ci sono più le condizioni per restare nella compagine; pertanto il rinvio condizionato appare solo uno spreco di tempo, soldi ed energie.

Rosetti, in conclusione, ha posto tre quesiti: cosa ha detto la corte dei conti su Umbria Mobilità; l’esito dell’interpello fatto dalla società all’agenzia delle entrate sulla questione dell’Iva, perché il Comune non prende la decisione di uscire subito dall’azienda.

Il dirigente Zampolini, in merito al tema dell’interpello, ha chiarito che l’agenzia delle entrate ha risposto che, da un lato, l’iva per la società è recuperabile, ma dall’altro che le somme versate dagli enti soci sono, al contrario, soggette ad iva con la conseguenza di neutralizzare il primo beneficio. Parimenti Zampolini conferma che la Corte dei Conti ha segnalato criticità circa la permanenza del Comune in Umbria mobilità.

Infine il dirigente ribadisce che la proposta contenuta nella preconsiliare è di uscire dalla società; tuttavia, ove nelle more dell’iter di dismissione, dovesse essere costituita l’agenzia unica, con tutti i benefici conseguenti, ciò suggerirebbe l’opportunità di rivalutare la questione. Zampolini segnala peraltro che per procedere alla cessione delle quote servirà del tempo tecnico necessario per espletare tutte le formalità previste dalla legge: approvazione del bilancio del Comune, perizia valutativa, ecc.

Successivamente è stato approvato all’unanimità con 6 voti a favore l’Ordine del giorno presentato dal consigliere De Vincenzi del Gruppo consiliare Misto su: incentivi fiscali e liberalizzazioni per le edicole.

L’istante riferisce che in data 2 ottobre 2017 Anci e Fieg hanno firmato un protocollo d’intesa per salvaguardare la rete delle edicole e trasformarla in rete di servizi al cittadino.

Il protocollo prevede la sensibilizzazione di tutte le amministrazioni comunali, con particolare riferimento ai comuni capoluogo di regione/provincia, affinché adottino una serie di misure di sostegno all’attività in oggetto: riduzione canoni delle edicole, ampliamento categorie di beni ecc.

Le edicole – ammette il consigliere – rivestono un ruolo fondamentale nella vendita di giornali e periodici e, pertanto, sono richieste misure volte a salvaguardare e potenziare la rete di vendita aumentando le occasioni di incontro tra stampa e lettori.

Si considera di vitale importanza, nell’ottica di un principio di cooperazione tra Amministrazioni Pubbliche e iniziative di carattere privato, garantire agli operatori del settore dell’Editoria nuove fonti di reddito, ampliando il ventaglio di beni e servizi offerti al pubblico, incentivando così attività con una rilevante funzione culturale e socio-educativa.

Per questo De Vincenzi chiede al Sindaco e alla Giunta Comunale di individuare, in favore delle edicole, le misure più congrue al contesto locale fra quelle contenute nel protocollo d’intesa tra Anci e Fieg, così come riportate in premessa, o di altra natura.

Nucciarelli ha espresso parere favorevole all’odg perché le edicole contribuiscono a diffondere la cultura oltre a rappresentare un presidio sul territorio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*